Category Archives: Midori

Critical Fashion – Sotto il vestito niente?

 Cosa indossi?!

Cosa si cela dietro gli abiti che tanto desideriamo quando passiamo davanti le vetrine in cui sono esposti?

Domande che il consumatore, sempre più critico, inizia a porsi sempre più spesso.

Bevendo un caffè… seduti nel posto giusto

Oggi, come anticipato nel precedente articolo “Poco alla volta.. la mia casa (se vi va)“, prosegue il mini-tour attraverso il modo di concepire l’eco arredo applicato a quelli che sono i miei spazi.

L’intento come sempre è quello di fornirvi semplici alternative stilistiche da poter ricreare altrettanto semplicemente a casa vostra.

L’ECO del BIO arriva nell’Europa dell’est: tra ecocafe e biohair!

Anche nell’Est-Europa, l’eco (scusate il doppio senso) del bio si fa sentire!

In una piacevole vacanza a Budapest ho avuto la fortuna di imbattermi in alcuni negozi sempreverdi, dall’atmosfera rilassante come solo la campagna riesce a darti, riuscendo a farti dimenticare di essere nel bel mezzo della strada principale del centro città!

Collane di cotone, un’estate eco-chic…

Va bene, non è ancora tempo di vestitini leggeri, camicette floreli o gonnelline setose, ma bisogna prepararsil’estate è alle porte.  Quindi t-shirt bianca con le “risvolte” (perizia ormai in tasca grazie all’articolo precedente) e sopra una bella collana di cotone.

Che vuol dire una collana di cotone…?

Vuol dire:

Prendete una vecchia maglia assolutamente di cotone altrimenti non avrete nessun risultato;

tagliate delle strisce di circa 2 cm tenedo il verso orizzontale della maglia;

Poco alla volta… la mia casa (se vi va)

Alcuni dei mobili e degli oggetti che abitano la casa in cui vivo mi sono stati donati da amici e conoscenti, altri invece, hanno ripreso a vivere, in seguito a passeggiate e pomeriggi “fortunati” nei quali ho trovato quella serie di piccole meraviglie delle quali vado parzialmente fiera.

FA’ LA COSA GIUSTA! – in gita a Milano

Fà la cosa giustaVenerdì scorso sono stata alla Fiera di Milano a FÀ LA COSA GIUSTA! (sì lo so, sembra il classico inizio di un tema di terza elementare, che la maestra ti fa scrivere dopo una gita, ma in fondo, è quello che ho in mente di fare… più o meno).

Salto, quindi, il resoconto del viaggio (pausa pranzo e rifornimento inclusi) per arrivare direttamente a quando ho messo piede all’interno del Gate numero 8, quello riservato a questo evento.

E’ arrivata la primavera….

Ok, siete ormai esperti di ago e filo.

…questo caldo inaspettato lo richiede, e non vuoi andare sul mare a fare la splendida/do?!

Serve una t-shirt, non importa se della tua taglia, anzi, se ambia il risultato e soprattutto la funzionalità sarà migliore.

La visione delle cose

Il  primosuggerimento di oggi è quello di recuperare delle vecchie Abat-jour  che non reputate più consone al vostro arredamento o delle quali pensavate di volervi sbarazzare, di privarle del paralume facendo attenzione a non compromettere la struttura e di tingerle di bianco. Come sempre, (e non mi stancherò mai di dirlo), preservate la superficie sulla quale deciderete di lavorare e utilizzate colori acrilici.

Moby Ducks: La plastica non affonda

Da venti anni, delle piccole e dolci paperelle galleggiano nell’oceano. Era il 1992 quando una nave-container, nel bel mezzo di una tempesta, perde nell’oceano Pacifico 28.000 paperelle di plastica… Proprio quelle con cui  fanno il bagno i bambini!
Dall’Alaska alla Russia, passando per il Sud America e l’Indonesia,  contro ghiacciai e iceberg, le piccole paperelle navigano alla deriva attraverso gelide acque.