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Un anno d’Amore

Logo Serie AVe lo avevo promesso, ed eccolo che arriva: il pagellone finale della Serie A! Buona lettura! (Ps. Il titolo è una citazione di un brano di Mina).

Atalanta 6
Come al gioco dell’oca, quando si deve indietreggiare di qualche casella, anche la Dea ha iniziato la Serie A 2011-12 in ritardo di sei punti in classifica a causa dell’affaire calcioscommesse. Ecco, proprio per via dell’Operazione Last Bet in cui è un po’ troppo implicata, l’Atalanta non si merita un voto alto ma una misera sufficienza. Peccato, perché sul campo i nerazzurri hanno mostrato un bel gioco e hanno realizzato una salvezza che sembrava poco possibile. Con Denis goleador inaspettato, Schelotto e Cigarini grandi conferme, e Bonaventura e Gabbiadini splendide sorprese, l’Atalanta ha raccolto moltissimo, tant’è che per un periodo ha rischiato di entrare in zona Europa.
Scommettiamo che…?

Bologna 7.5
Bologna è una delle poche piazze dove il cambio di panchina porta sempre buoni risultati. Via Bisoli dopo poche giornate, viene assunto Pioli, allenatore già scaricato da Zamparini, e trova la quadratura del cerchio: sistema di gioco congeniale e risultati che non tardano ad arrivare, grazie anche a una rosa sottovalutata che ha nella zona offensiva trova il suo punto di forza. Un po’ nell’ombra, ma comunque ottimi, Gillet, Taider, Morleo e Perez. Come già detto, è dalla trequarti in su la vera forza rossoblu: Acquafresca si dimostra un bel rimpiazzo, Ramirez è un gioiellino, Di Vaio alla sua ultima stagione felsinea continua a segnare e Diamanti è come Syd Barrett: “Crazy Diamond”, uno che riflette luce propria e fa brillare la squadra.

Shine on you crazy Diamond(s)

Cagliari 5.5
Cantami, o diva, del pelide Cellino l’ira funesta  e la sua assurda mania di non finire mai una stagione senza esoneri. Già in fase di mercato i sardi avevano poco convinto, vendendo i propri gioielli senza rimpiazzarli del tutto (a gennaio però l’arrivo di Pinilla ha fruttato abbastanza). Poi ci si è messo di mezzo anche il presidente, il quale ha cacciato Ficcadenti quando era nono (nono!) in classifica, per poi richiamarlo verso fine inverno come rimpiazzo del redivivo Ballardini. Una stagione senza infamia e senza lode, vivacizzata dalla querelle sullo stadio. Morale della favola? Il Cagliari gioca le partite in casa a Trieste, a milleduecento chilometri di distanza. Una mossa molto intelligente, va detto.

Zirichiltagghia

Catania 8
L’Aeroplanino volava da bomber e vola anche da allenatore sulla panchina degli etnei: fino ad aprile, prima di una prevedibilissima flessione nelle ultime giornate di campionato, il Catania ha fatto vedere se non il calcio migliore, almeno uno dei più divertenti. Emblema di questa stagione è il “gol alla Marchese”, rilettura del corner battuto all’inglese, ovvero fuori area per il tiratore al volo (splendida la segnatura contro il Novara a gennaio). Per il resto si è finalmente visto Barrientos con il suo talento, è stato valorizzato El Papu Gomez e ha impressionato moltissimo Lodi come regista di centrocampo e capocannoniere della squadra. Ottimo Catania, soprattutto nel non aver sofferto la partenza di Maxi Lopez.

Clamoroso al Cibali

Cesena 4.5
Il campionato del Cesena è stato solamente un countdown per la retrocessione, anche se i giocatori non si sono mai arresi del tutto e hanno disputato, così come dovrebbe esigere lo sport, delle avvincenti partite (vedi Inter-Cesena) anche dopo il verdetto sul campo. Mutu, tolta una doppietta al Genoa, ha deluso, Parolo non ha confermato le attese e la difesa ha fatto troppa acqua. Non benissimo anche la dirigenza, che prima ha assunto Giampaolo, poi ha chiamato Arrigoni e infine Beretta: tre allenatori non propriamente vincenti, con tutto il rispetto.

Cronaca di una retrocessione annunciata

Chievo 7
Sorrentino, Sardo, Acerbi, Andreolli, Dramé, Bradley, Rigoni, Sammarco, Thereau, Pellissier, Paloschi. Leggete questa formazione e ditemi se anche voi non pensate che sia la line-up dei giocatori più sottovalutati degli ultimi anni, con a capo un allenatore anch’egli elogiato troppo poco, Domenico Di Carlo. Anche il Chievo si è salvato con un bel po’ di anticipo e dimostrando in alcuni frangenti di essere una bella squadra, basti pensare alla vittoria sul Napoli o al colpaccio a Marassi. La forza dei clivensi è stata la compattezza del reparto di centrocampo, con il neoacquisto Bradley sempre sugli scudi a gestire la manovra e alla sorpresa Thereau, indietreggiato sulla trequarti da Di Carlo.

Chievoglio vederti danzare

Fiorentina 4
Il famoso gesto di Delio Rossi è il simbolo della stagione travagliata dei Viola, iniziata con i peggiori auspici dopo un brutto mercato e la contestazione di Mihaijlovic e finita addirittura peggio con una retrocessione mancata solo per poco. La mancanza di un centravanti di peso si è sentita, ma più di tutti si è avvertito un malessere interno alla Fiorentina, dovuto probabilmente alla scarsa concentrazione e voglia dei giocatori. Un tifoso contro il Cagliari ha esposto il seguente striscione molto indicativo: “Basta briachi, furbi e puttanieri, da domani solo uomini veri”.

Fight Club

Genoa 3
Se ai Viola è andata male, al Genoa è toccato anche di peggio. Grandi aspettative per il team inizialmente allenato da Malesani, con una nuova rosa ricca di grandi nomi; poi l’esonero del tecnico e il tracollo con Marino, che ha portato la squadra nella zona calda della Serie A. Il ritorno dell’ex mister del Bologna non ha cambiato le cose, che sono degenerate nella celeberrima sconfitta per uno a quattro a Marassi col Siena e successiva super contestazione dei tifosi. Il brutto voto è dovuto non solo al cattivo gioco, bensì pure alla debolezza che i giocatori e la società hanno mostrato in quella occasione. Per fortuna del grifone è arrivato De Canio – ma poteva essere anche il vostro macellaio di fiducia, cambiava poco visto il declino del Lecce – che con due misere vittorie ha salvato il Genoa.

Profondo rossoblu

Inter 6.5
Pazza Inter amala? Sì, o forse no, chissà. Sappiamo solo che “tribolata” è un attributo abbastanza degno del 2011-12 della Beneamata: inizio shock con Gasperini, arrivo di Ranieri e barlume di speranza con annessa vittoria nel derby, esonero di Ranieri, assuzione di Stramaccioni, conquista di un posto in Europa, termo autonomo, no perditempo. Il sei e mezzo è dovuto principalmente alle capacità del giovane tecnico romano, abile a far rialzare l’Inter dopo la pessima gestione dei tecnici precedenti; le sconfitte per tre a uno con Parma e Lazio segano le gambe e tolgono la Champions, ma è il prossimo mercato che deve consegnarci la vera Inter. Mezzo voto in più per i due derby vinti, soprattutto lo spettacolare 4-2 che ha dato il tricolore alla Juve.

Tu chiamale, se vuoi, Stramaccioni

Juventus 10
Uno dei migliori attacchi della A con quasi tutta la rosa in gol, un centrocampo da fare invidia al 99% delle restanti squadre europee, una difesa ritrovata e granitica, l’imbattibilità in campionato, un allenatore giovane e caparbio, uno stadio di proprietà che trasmette entusiasmo e calore ai giocatori. Basta tutto questo per descrivere la stagione superlativa della Juventus? Ah già, tolto l’acquisto di Elia, quest’anno anche il mercato bianconero è stato strepitoso: basti pensare al magistrale Pirlo oppure alla trattativa più fruttuosa, quella del mastino dai piedi buoni Arturo Vidal. Dopo il purgatorio della B post-Calciopoli è arrivato il momento di gioire per la Vecchia Signora. Un’ultima utopia: Del Piero non potrebbe restare?

La meglio Juventus

Lazio 8
Ottima annata biancoceleste, anche se il sogno Champions è sfumato quando ormai sembrava tutto fatto. L’arrivo di Klose ha garantito un super attacco alla Lazio, ma il tedesco si è fatto sentire di più quando è stato assente, vista la mancanza di un degno sostituto. Mauri, affare scommesse a parte, ha segnato il gol dell’anno contro il Napoli e dimostrato di essere un gran trascinatore. Buonissima pure la fase difensiva degli uomini di Reja. Se solo l’attacco non fosse stato così misero, a quest’ora il preliminare di Coppa dei Campioni sarebbe realtà. Inoltre le vittorie con la Roma sono da consegnare ai posteri.
Klose-up

Lecce 6
La cura Cosmi ha funzionato sul piano del gioco e dei risultati, ma il Lecce è retrocesso ugualmente. La gestione Di Francesco aveva mostrato moltissime lacune, soprattutto dopo la rimonta subita in casa col Milan quando i salentini dominavano con tre reti a zero. Il cambio di allenatore ha fatto vedere un Lecce diverso, ma purtroppo per i tifosi giallorossi non è bastato, nonostante un grande attacco con Muriel e Di Michele. Però, se nelle ultime cinque giornate fai un punto solo, perdi tre match in casa e non segni quasi mai, allora vuol dire che non è la tua annata.
La dura Lecce del gol

Milan 5
La sconfitta con l’Inter consegna il campionato alla Juve: basterebbe questo, ma c’è altro ancora. Il Milan quest’anno è apparso troppo Ibracentrico e ne è rimasto sopraffatto soprattutto nelle giornate di luna storta dello svedese: praticamente tutti gli scontri diretti escluso l’ultimo derby. Ha pesato tanto la Champions, con la doppia sfida col Barcellona che ha tolto energie e cinque punti in due partite fra Catania e Fiorentina. Troppi infortuni, frutto forse di una preparazione non all’altezza; poi alcune scelte di Allegri (tipo la sua predilezione per Emanuelson e Robinho) non hanno convinto e, chissà, magari servirà una rivoluzione, visti anche i primi malumori di tifosi e giocatori in seguito a un campionato buttato via in questa maniera. Grande Nocerino.

Rifondazione milanista

Napoli 6.5
Complici alcune scellerate partite buttate via, non è arrivata la qualificazione in Champions. Ma il Napoli deve guardare indietro con orgoglio, visto che sia in Italia che in Europa si è tolto qualche soddisfazione e deve ancora disputare la finale di Coppa Italia. In Europa è stato praticamente eliminato dalle due finaliste, ma in campionato poteva fare di più. Ha pagato la panchina troppo corta e una difesa ancora da perfezionare prima di arrivare a traguardi più importanti. La conferma di Cavani goleador fa ben sperare per il futuro, Juve permettendo…

Bella Napoli

Novara 5
Per carità, con i giocatori che aveva a disposizione Tesser, già aver centrato la doppia promozione dalla Prima Divisione alla Serie A era sembrato a molti un miracolo. Salvarsi non era impossibile, ma comunque assomigliava molto ad un’impresa eroica. Benissimo capitan Rigoni, male la dirigenza, che prima non ha concesso molta fiducia al mister del doppio salto, poi ha emozionato mezza Italia chiamando Mondonico per poi esonerarlo dopo sole quattro partite. Da ricordare la doppia vittoria con l’Inter, ma soprattutto la splendida cornice di pubblico del Piola.

Gita in serie A

Palermo 5
Se ne va Pastore, ma rimangono le pecore. La cessione del fenomeno argentino ha segnato una svolta negativa per i rosanero, che hanno vissuto un campionato mediocre senza mai far parlare veramente di sé. Il solito Miccoli è stato una spanna sopra a tutti e talvolta anche il portierone Viviano, buoni anche Donati e Migliaccio. E Zamparini? Beh, lui non cambia mai: se esoneri Pioli e poi vedi che lo stesso Pioli fa faville a Bologna, un po’ di rimorso ce l’hai. Se poi realizzi che l’hai rimpiazzato prima con Mangia e poi con Mutti, allora te le cerchi. Ah, dimenticavo, quell’Ilicic tanto idolatrato, chi l’ha visto?

Nati stanchi

Parma 7.5
Giovinco quest’anno ha dimostrato di essere il giocatore italiano più in forma; speriamo che si ripeta agli Europei in Ucraina e Polonia. La formica atomica si è messo sulle spalle il Parma e, dopo l’arrivo di Donadoni, ha fatto sognare l’Europa ai tifosi. Le ultime sette vittorie consecutive denotano una buona forma e un calcio spumeggiante e a tratti sopraffino. Con Jonathan e Biabiany supervelocisti dai piedi buoni, la gran difesa Lucarelli-Paletta-Zaccardo e l’invenzione di Valdes regista, il Parma si merita davvero un bel voto.

ParmAmami

Roma 6
Il progetto è ufficialmente fallito con le dimissioni di Luis Enrique, il sosia di Willem Dafoe. Peccato, perché personalmente mi ero un po’ appassionato al tecnico spagnolo; però il calcio è altro, e per tifosi e società romanisti è specialmente vittorie. Ecco, le vittorie sono mancate parecchio ai giallorossi, dato che sono sotto gli occhi di tutti le sedici sconfitte stagionali e le brutte eliminazioni dalle coppe, specialmente con lo Slovan. Dal 4-0 all’Inter allo 0-4 con la Juventus, è stata una stagione di alti e bassi con solo De Rossi sempre sufficiente. Pesano, e non poco, i due derby persi, anche se entrambi in inferiorità numerica.
De segun como se mire, todo depende

Siena 7
Nonostante una rosa non appariscente, bastava solo leggere il nome di Giuseppe Sannino come allenatore per avere la garanzia di una buona stagione dei senesi. Ed infatti così è stato. Solo un piccolo calo a cavallo fra dicembre e gennaio ha spaventato un po’ i bianconeri, i quali si sono rialzati prontamente e hanno centrato una tranquilla salvezza parecchio in anticipo. Il tutto grazie alle reti di Calaiò, poi infortunatosi, e del gioiellino Mattia Destro. Curiosità: con il 4-0 alla Lazio in casa, il Siena ha centrato quest’anno la sua vittoria più larga in A.
Sogno o son Destro?

Udinese 8.5
Ultima in ordine alfabetico, ma prima delle non elette. Se la lotta per lo scudetto non le appartiene (anche se l’inizio della stagione mostrava il contrario…), l’Udinese ha dimostrato di essere una grande squadra, centrando la seconda qualificazione in Champions League per due anni consecutivi ed eguagliando il record di miglior piazzamento dei bianconeri. Nonostante la prematura eliminazione in Champions e un calo verso metà del girone di ritorno, i friulani di Guidolin (ormai senza Zapata, Inler e Sanchez), hanno compiuto un altro miracolo. Di Natale ha segnato 80 gol nelle ultime tre stagioni, du cui ventitré nellla sola 2011-12:  incredibile!

Sorpresa confermata

Chi è Gianmarco Lotti

Nasce a Firenze nel 1991 e da sempre è un appassionato di sport. Tra le sue passioni anche la letteratura italiana, la Dinamo Corniola, i film di Monicelli, i Pink Floyd e un po' tutte le cose anacronistiche. Vorrebbe diventare giornalista sportivo e magari laurearsi in Comunicazione, media & giornalismo, ma chissà il destino cosa gli riserverà, ahinoi... Sostanzialmente è ciò che i toscani definiscono "un bischero". Di solito, quando non scrive autobiografie, parla di sé normalmente in prima persona. E questo è tutto.

6 Responses

  1. Michele Baldini scrive:

    Come sempre un ottimo e appassionante Lotti. Specie nel rintracciare una somiglianza non ovvia eppure reale tra Dafoe e Luis Enrique. Tuttavia, secondo me, l’unica, vera, nostalgica assente di quest’anno in serie A è stata la qualità. E’ bastato vedere il ruolino di marcia delle italiane in Europa, e il fatto che ad esempio la Juve non avesse le incombenze dei mercoledì di coppa, per farla diventare fortissima e non farle perdere concentrazione. Ho visto partite quest’anno, tipo il primo Inter-Fiorentina, a cui un Le Colline-Balconevisi non aveva nulla da invidiare.

  2. Gianmarco Lotti scrive:

    L’Europa per le squadre italiane o è un peso o è un’utopia: chi vuole a tutti costi una qualificazione poi non è in grado per qualsivoglia problema di ripetersi l’anno successivo, mentre le “grandi” italiane soffrono lo strapotere di inglesi, spagnole e persino tedesche. Per il resto ho notato purtroppo anch’io un deficit di spettacolo quest’anno, e spero che sia solamente un caso.

    P.S. Luis Enrique a tratti assomiglia anche a George Micheal

  3. Elia (quello che gli correggete le cose) scrive:

    Io non vorrei dir nulla ma c’hai scritto Di Natala..

  4. Gianmarco Lotti scrive:

    Elia quel pezzo l’ha scritto Piero Pelù. E per inciso ho scritto anche “Micheal” al posto di “Michael”.

  5. Alessia scrive:

    c’è solo un capitano. bel pezzo!

  6. Gianmarco Lotti scrive:

    Grazie mille Alessia. Con “capitano” intendi Del Piero? (Oppure Totti, Di Vaio o chicchessia?)

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