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Fenati con la camicia

Calcisticamente non possiamo lamentarci di questa settimana, dopo le splendide semifinali di Champions e Europa League e i turni di campionato che hanno virtualmente consegnato lo scudetto alla Juventus e riaperto clamorosamente la lotta per il terzo posto. Questo e altro ancora, vedi motori e ciclismo, nel pagellone di oggi, buona lettura!

Barcellona voto 4

La caduta degli dei. Eh già, prima o poi doveva toccare anche a loro di finire dalla parte delle insufficienze. Sabato scorso il Barcellona ha perso il clasico, una specie di finale scudetto e martedì non è riuscito a ribaltare lo sfortunato 0 a 1 subito a Stamford Bridge nella semifinale d’andata di Champions League. Il due a due del Camp Nou elimina i favoritissimi spagnoli e manda in finale quella che fino a due mesi fa pareva una squadra allo sbando, ovvero il Chelsea, che con Roberto Di Matteo ha ritrovato lucidità e che finalmente gioca a calcio e non a rubabandiera. Dicevamo dei blaugrana, il cui impero costruito con tre anni e mezzo di vittorie e futbol bailado è crollato in neppure due settimane, grazie alle cadute di cui sopra: è notizia di venerdì inoltre che Pep Guardiola il prossimo anno si prenda un anno sabbatico lasciando al guida della squadra al vice Tito Villanova, quello del dito nell’occhio per intendersi. Se prima bloccare il Barca era un’impresa titanica, adesso in maniera abbastanza oculata e con un dose di fortuna abissale si possono raggiungere traguardi insperati fino a qualche mese fa. Senza il mahatma Guardiola i culè perdono una guida spirituale, ma i giocatori saranno gli stessi, quindi a regola il ciclo di successi potrebbe continuare. O forse no?

Bisogna saper perdere

Lecce voto 5

Se il Genoa non vince una partita dai tempi di Branco e Aguilera e non riesce ad approfittarne in casa con il Parma, allora non è un buon segnale. Alla quartultima giornata di campionato Genoa e Lecce sono distanziate solamente di un punto e i genoani scendono in campo all’ora di pranzo a Bologna, il risultato, viste le recenti prestazioni dei ragazzi di De Canio, è ovvio: tre a due per i felsinei grazie ai due fenomeni di casa Ramirez e Diamanti e tre punti a Pioli e company. Il Lecce ha alle quindici l’occasione di scavalcare i rivali e di confermare il buon momento di forma, sconfitta col Napoli a parte, ma fallisce nel tentativo di rimonta perdendo a domicilio con il Parma di uno straordinario Giovinco, autore di un gol su punizione che dà più gioia di dieci euro trovati in terra. Paletta poi fa il fenomeno e mette a segno il raddoppio prima che Tomovic invano riapra il match; brutta partita dei salentini, apparsi un po’ bolsi e anche deconcentrati, strano però, perché le squadre di Cosmi mostrano sempre la grinta infusa dall’allenatore perugino, ma comunque mancano ancora tre partite per evitare quella retrocessione che a ottobre pareva cosa fatta.

Zappa sui piedi

Casey Stoner voto 6.5

Ormai non fa nemmeno più notizia l’australiano, è il più veloce e lo dimostra tutte le volte che sale in sella alla sua moto. Sul circuito andaluso di Jerez de la Frontera Casey Stoner centra, alla seconda uscita, la prima vittoria stagionale beffando i due padroni di casa Jorge Lorenzo e Dani Pedrosa, speranzosi di poter vincere il gran premio nel loro paese natale. La partenza dell’ex pilota della Ducati non è stata delle migliori, ma poi Stoner si è ripreso alla grandissima ed è riuscito a staccare i due rivali spagnoli nonostante un fastidioso dolore al braccio che non gli ha permesso di esprimere al meglio le sue potenzialità. Già detto di Pedrosa e Lorenzo, passiamo ai piloti italiani di MotoGP: mentre per Dovizioso arrivano undici punti grazie a un buon quinto posto dietro a Crutchlow, Valentino Rossi con la sua Ducati continua a deludere e chiude nono intascandosi solamente sette punti. Per il pilota di Tavullia si tratta dell’ennesima prova incolore, che testimonia ancora di più quanto sia poco solido il legame Rossi-Ducati. Stoner e le prime posizioni paiono ormai solo un miraggio, però va detto che siamo solo all’inizio della stagione e c’è tutto il tempo per riprendersi sebbene il futuro non appaia così roseo.

Campione

Rafa Nadal e Maria Sharapova voto 7

Nella settimana in cui sembrava che il tennis italiano potesse risorgere grazie a Fognini, sono i tennisti ben più esperti a conquistare gli onori della cronaca e a salire sui podi delle rispettive manifestazioni. Infatti l’italiano ha perso la finale del Nastase Tiriac Trophy a Bucarest contro il francese Gilles Simone per 4-6 3-6, mentre atleti come Nadal o la Sharapova hanno confermato il loro talento chi in terra spagnola, chi in Germania. Partiamo dal maiorchino, che la scorsa settimana aveva conquistato il Monte-Carlo Rolex Master e stavolta si porta a casa per la settima volta – curiosità, nel Principato era l’ottava e prese otto, stavolta è al settima e prende sette, occhio alla cabala – negli ultimi otto anni il Trofeo Godò sul campo in terra battuta di Barcellona. A farne le spese è il connazionale David Ferrer, battuto per la quattordicesima volta su diciotto incontri fra i due, speriamo almeno che Nadal gli offra una cena. Nel tennis femminile è Maria Sharapova, reginetta della pallacorda e del gossip, che sconfigge la bielorussa Azarenka per 6-1 6-4 nel Porsche Tennis Gran Prix di Stoccarda e torna ad aggiudicarsi una competizione dopo poco meno di un anno – ultima vittoria a luglio 2011 a Cincinnati.

Ennesime conferme

Alessandro Ballan e Bradley Wiggins voto 7.5

Tre anni senza vincere sono tanti, e quando sei abituato alle prime posizioni, più il tempo passa più sembra che il digiuno non finisca mai. Ballan deve essersi demoralizzato un bel po’ negli ultimi tempi, vista la continua mancanza di successi, però non ha mai mollato andando avanti senza demordere ed ecco che il lavoro duro ha portato i suoi frutti, che hanno la realistica consistenza del Giro di Toscana. Il ciclista veneto ha raggiunto il primo posto nella corsa a tappe toscana e ha superato in classifica Betancur e Agnoli, arrivati rispettivamente secondo e terzo. L’altra faccia sorridente della giornata di ieri arriva dalla Svizzera, dal Tour de Romandie (sarebbe il giro di Romandia, è che in francese suona più romantico) con il britannico Bradley Wiggins del Team Sky. La vittoria di Wiggins nelle prime giornate sembrava molto più che agevole, ma la prestazione super di Luis Leon Sanchez nelle giornate di venerdì e sabato sembrava aver ribaltato i pronostici. Niente paura, perché nella crono individuale di Crans-Montana il corridore britannico ha di nuovo cambiato le carte in tavola e ha spedito nelle zone basse della classifica il rivale spagnolo.

Bellezze in bicicletta

Zenit San Pietroburgo voto 8

I cervelli in fuga dall’Italia sono sempre più numerosi, se però mi permettete il paragone direi che anche Luciano Spalletti from Certaldo sia da considerarsi un pregevole pensatore che ha trovato fortuna all’estero. In terra russa, con la squadra della Gazprom, il toscano ha centrato il quarto successo in due anni e mezzo; oltre a coppa e supercoppa nazionali e al primo posto dello scorso anno, lo Zenit ha bissato la vittoria nella Premier Liga con due giornate di anticipo e ben quindici punti sulle dirette concorrenti Dinamo Mosca e CSKA. E’ proprio contro la Dinamo che Spalletti e i suoi ragazzi festeggiano il quarto campionato della loro storia (uno quando ancora c’era l’URSS sotto il nome di Zenit Leningrado e gli altri due nel 2007 e 2010), vincendo al Petrovskij per due a uno contro i bianco-celesti della capitale, le reti sono state opera di Shirokov e Kerzhakov, due ottimi giocatori, così come ottimi sono anche alcuni dei loro compagni visto che il mister ex Roma e Udinese ha saputo valorizzare una rosa per lo più indigena ma con buoni innesti stranieri quali Danny e Criscito senza dimenticare Rosina o Bruno Alves. Adesso cosa farà Spalletti, rimarrà a San Pietroburgo con un budget milionario per il mercato oppure cederà alle tentazioni di un possibile ritorno in Italia, chissà, magari su una panchina milanese? Lo scopriremo solo vivendo.

Spettacolari

Romano Fenati voto 8.5

Se nella MotoGp gli italiani deludono, o perlomeno si avvicinano solamente al podio, nella Moto3 c’è un diamante grezzo che a soli sedici anni si aggiudica la prima piazza nel gran premio di Jerez e fa stropicciare gli occhi a tutti gli amanti italiani dei motori. Sto parlando di Romano Fenati, motociclista classe 1996 proveniente da Ascoli Piceno, una delle più grandi promesse attuali di tutte le due ruote, fortunatamente italiano mi verrebbe da dire. L’asfalto in gara è nemico, il terreno umido e un po’ scivoloso pare svantaggiare il ragazzino, che però si dimostra tostissimo e con gli attributi: prima sembra sbandare, ma in seguito Fenati si riprende e ingaggia un duello con Rins, che però si mostra tutt’altro che equilibrato visto che l’ascolano prende il volo e stacca prima il diretto rivale – giunto quarto – poi gli altri avversari Salom e Cortese vincendo il primo gran premio della sua giovanissima carriera. Bellissima notizia per il TeamItalia e, notizia che fa pensare, erano tre anni che un italiano non vinceva in 125. Nella Moto2 è da segnalare il successo di Espargaro, in testa fino a quando non è stata sventolata la bandiera rossa al diciannovesimo giro.

Gioventù vincente

Chi è Gianmarco Lotti

Nasce a Firenze nel 1991 e da sempre è un appassionato di sport. Tra le sue passioni anche la letteratura italiana, la Dinamo Corniola, i film di Monicelli, i Pink Floyd e un po' tutte le cose anacronistiche. Vorrebbe diventare giornalista sportivo e magari laurearsi in Comunicazione, media & giornalismo, ma chissà il destino cosa gli riserverà, ahinoi... Sostanzialmente è ciò che i toscani definiscono "un bischero". Di solito, quando non scrive autobiografie, parla di sé normalmente in prima persona. E questo è tutto.

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