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Il Televideo (nell’era Digitale)

Vintage, si direbbe, oppure Retrò. Un oggetto intangibile, fatto di pagine dallo sfondo nero con caratteri bianchi o colorati. Dietro a ogni pagina vi è una persona che si occupa dei quotidiani aggiornamenti delle varie sezioni. La congiuntura tra stampa, televisione e la moderna rete telematica (di cui è un pò il precursore) è il Televideo, locuzione appartenente alla RAI che ha sostituito il termine generico teletext.

Presente nel nostro paese da ben 27 anni, il Televideo (che chiamerò quasi sempre così per affezione e semplicità) continua ad accompagnare la fruizione del servizio televisivo del popolo italiano, il quale, affezionato a quella grafica essenziale e all’uso semplice e immediato, ricambia con picchi di visualizzazioni che sembrerebbero inaspettati nell’era di Internet.

Il Televideo riesce a raccogliere molti pregi dei mezzi di comunicazione esistenti, ricambiando con pochi difetti, perlopiù di forma e non di sostanza. Infatti, dietro al Televideo vi è una redazione, come per i giornali, che aggiorna in tempo reale le notizie in ogni pagina, come per internet, senza affrontare gli oneri di un abbonamento telefonico o a qualche quotidiano, ma più semplicemente legandosi al più economico canone RAI. Il Televideo è concepito come un servizio per tutti, e infatti oltre alle notizie di carattere generale (le più consultate? News, sport, guide tv e numeri del lotto) offre uno spazio prezioso per istituzioni, associazioni onlus e fondazioni (uno dei caratteri del “servizio pubblico“), e pure rubriche che sono solite essere presenti su giornali di ben altra fattura, come l’oroscopo, l’almanacco, l’accadde oggi e il santo del giorno. Per il 2011 alla pagina 464 c’è uno speciale sul 150° anniversario dell’Unità d’Italia, con bibliografia e informazioni.

Affrontando questo tema, il mio pensiero più grande era quello di affrontare la fatidica domanda, che si può comprendere dal titolo dell’articolo, e darvi una risposta immediata: con l’arrivo del Digitale Terrestre in quasi tutta Italia, il Televideo continuerà ad esistere? La risposta, fortunatamente, è, con le stesse modalità della tv in analogico. Ma c’è di più. Il servizio di teletext della RAI esiste anche in rete, al sito www.televideo.rai.it, con la stessa grafica visibile in televisione, tutta pixel e sostanza. Le pagine sono consultabili in modo migliore rispetto alla tv: si scrive il numero della pagina e con un solo click si può scorrere il “rullo” senza dover aspettare che faccia tutto il teletext, con tempi di attesa che spesso hanno fatto spegnere teletext e tv a molti impazienti. E’ come utilizzare una console moderna per giocare ai vecchi videogames che un tempo sostavano nelle cabine dei bar. Si prova la stessa sensazione di malinconia e di riscoperta dei precursori.

Dopo questa scoperta, un’altra domanda prende il sopravvento. Quanto di tutto ciò vi era noto? E alla ovvia risposta viene un po’ di dispiacere…

Chi è Elia Billero

Studente agli sgoccioli, appassionato di hi-tech, storia, musica e giornalismo, viene da San Miniato. Scrive anche in altri portali: per 5avi.net è Direttore Editoriale e cura la sua rubrica di costume e società Il Caso Volle

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