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Berlino: le vacanze, i dinosauri, le volpi e i draghi

Berlin TempelhofMi cade il soffitto sopra la testa” è un tipico detto berlinese invernale: sei in casa e devi assulutamente chiamare qualcuno per proporre di andare a bere un caffè altrimenti “ti prende davvero male“, credo che questo sia l´effetto delle tipiche giornate corte e buie del nord d´Europa e per me è la cosa più insopportabile. E se credevo che al clima mi sarei abituata, mi sbagliavo alquanto.

Ripenso a quando sono arrivata a Berlino, due anni e mezzo fa, con la mia valigia, alla stazione di Friedrichstrasse, senza avere assolutamente idea di come fosse questa città. Vivere qui per me è come giocare a tennis e non vincere mai: tiri la palla dall´altra parte e ritorna sempre, e non c´è modo di fare un maledetto punto.

Però, grazie a questo gioco paziente, sono riuscita dopo due anni a conoscere meglio il luogo in cui vivo, a entrare nella mentalità di coloro che sono nati e cresciuti qui, ad apprezzare il burro e il campionato di calcio tedesco ma soprattutto, a spiegare qualcosa di complicato nella loro stessa lingua e questa è di sicuro la più grande soddisfazione. Come un super rovescio lungolinea che comunque, in qualche modo, viene preso e rilanciato!

Marzo è l´ultimo mese dell´inverno e tutti sono più felici, si sente. Gli uccellini sono i primi, perchè finalmente cantano di nuovo. Ma anche gli studenti, perchè oltre all´arrivo della primavera si godono il loro primo „Semesterferien“ dell´anno, ovvero le vacanze del primo semestre. I corsi cominciano di nuovo ad aprile, e in questo mese c´è chi va e c´è chi resta. „Quelli che vanno“ sono gli studenti che, approfittando delle vacanze, affittano la loro stanza ai colleghi del sud e ovest della Germania (diretti verso Berlino per fare un pò di baldoria) e tornano a casa o vanno in vacanza. Coloro che restano, come me, possono finalmente rilassarsi e scacciare lo stress accumulato durante il semestre invernale. Ovviamente non è uguale per tutti, c´è chi resta per lavorare, come chi resta per scrivere un Hausarbeit, una tesina della lunghezza di 15 pagine circa, corrispondente ad un esame per un corso e che ti costa giornate intere di lavoro in biblioteca. Ma nonostante ciò, tutti hanno un pò più di tempo libero.

Il fine settimana, chi vuole ad ogni costo prendere parte alla vita notturna berlinese sale sulla U-bahn (la metro) e scende a Warschauerstr (nel quartiere Friedrichsain), attraversa il ponte, gira a destra nella Revalerstrasse e prosegue… ogni baracca che vede non è semplicemente una baracca abbandonata, perché dentro c´è un dj che mette musica techno o elettronica e tanta gente che balla.

Ma chi non ha voglia di Party trova ottime alternative: se durante la giornata c´è il sole vale la pena farsi una passeggiata, dopo tutto l´inverno patito in casa. Ovunque è bello passeggiare, specialmente nelle zone di confine, dove prima c´era il muro e adesso ci sono due cose: o il Niente, ovvero un prato con le pecore che vi pascolano, oppure enormi cantieri, edifici che crescono per diventare appartamenti di lusso o uffici di assicurazioni. Se passeggiate lungo la strada Friedrichstr potete notare una caratteristica molto interessante di Berlino: partite dalla Stazione Friedrichstr, e andate verso sud fino ad Hallesches Tor. Dalla zona della Galleries Lafayette e delle botique Italiane, passerete il vecchio confine (da est a ovest) nella Kochstr. e vi ritroverete d´improvviso nella zona Ghetto. Qui vi abitano per la maggior parte immigrati, ma anche studenti e questa era la periferia di Berlino-Ovest, fatta di alti palazzi e case popolari, che con la caduta del muro si è ritrovata ad essere centro il della città e adesso convive con Axel Springer AG, importante azienda attiva in media e comunicazione, banche, ristoranti di lusso e agenzie immobiliari. Il ghetto mescolato con l´alta società, e quando cammini per la strada ci puoi fare caso.

Chi abita nella zona sud di Berlino, Kreuzberg, Neukölln, Schöneberg, può prendere la bicicletta o i pattini o lo skateboard o il monopattino e farsi un bel giro a Tempelhof, aereoporto chiuso dal 2008 e adesso, credo momentaneamente, parco aperto a tutti! È davvero spettacolare. Ci sono anche due campi da calcio, quindi è perfetto per gli appassionati di partitelle tra amici.

Altrimenti è il posto più idoneo per far volare l´aquilone, come sulla Rocca di San Miniato ad aprile, ma con molto più spazio e molto più vento! Tanto che, lo sport più praticato a Tempelhof è il Kitebugging, un kitesurf fatto senza mare e senza tavola da surf, ma con un triciclo; ed `molto bello vedere tutti questi giganteschi aquiloni colorati e sospesi, che ondeggiano nel vento. In tedesco si usa lo stesso termine per dire aquilone e per dire drago (Drachen), e mi piace sentir dire «Andiamo a Tempelhof a vedere i Drachen“», perché io me lo traduco sempre «Andiamo a Tempelhof a vedere i Draghi».

Quando il tempo è inclemente, una valida alternativa sono i musei e le mostre. Nonostante i molteplici musei di arte siano molto belli, il mio preferito rimane il Naturkundemuseum, il museo di scienze naturali. Lì possiamo ammirare il più grande scheletro di dinosauro (branchiosauro) rimontato, alto quasi 14 metri. Vale davvero la pena vederlo. Nello stesso museo c´è una mostra temporanea fino al 31 luglio dal nome Biopolis-Wildes Berlin, essa raccoglie fotografie di animali selvaggi scattate in città. Prima fra tutte la volpe, animale che capita di vedere più o meno spesso in giro. Ho notato che le persone raccontano volentieri di vedere volpi e questa cosa la trovo curiosa. C´è chi dice che ne vede una all´anno, chi invece va in un parco a correre e la vede tutte le sere, chi non sa se era una volpe o un cane, sembra quasi un fantasma. A me è capitato soltanto una volta, la scorsa estate e devo ammettere che, abituata a vedere le volpi nel bosco, trovarmene davanti una proprio in mezzo ai palazzi e al cemento, verso sera, mi ha fatto un effetto particolare. L´ho persino scritto sul diario: „prima volpe vista a Berlino“, dopo due anni.

Alla prossima,

Serena

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