Richie Kotzen infiamma Pistoia col suo micidiale hard-rock-blues

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C’è una ristretta minoranza di noi a cui madre natura ha fornito doti naturali eccezionali e sopra la media, che, se unite alla costanza e al duro allenamento, ti portano a primeggiare o comunque ad essere uno dei migliori nel tuo campo.

Richie Kotzen: un fuoriclasse della sei corde e un predestinato.

In questa cerchia esigua rientra sicuramente Richie Kotzen, chitarrista hard-blues-rock americano, ma che grazie al suo talento, ha contaminato la sua produzione musicale anche di tinte fusion, jazz, funk, soul e pop, a dimostrazione della sua versatilità e poliedricità.

Richie Kotzen in azione sul palco pistoiese di Estate in Fortezza Santa Barbara (Foto di Sandro Nerucci)

Tanto Rock, beneficenza, solidarietà e sinergia fra istituzioni pubbliche e privati.

Il nostro si è esibito domenica sera presso la suggestiva cornice della Fortezza Santa Barbara di Pistoia, all’interno della rassegna Estate in Fortezza Santa Barbara, organizzata dalla Fondazione Firenze Radioterapia Oncologia onlus, col patrocinio del Comune di Pistoia, Comune di Firenze, Fondazione Giorgio Gaber, Pistoia Festival, Teatri di Pistoia e Polo Museale Toscana. L’intero incasso è stato devoluto in beneficenza. 

Un enfant prodigue e la carriera folgorante di un talento assoluto.

Tanto per capirci, Kotzen a 21 anni era entrato stabilmente nella formazione dei Poison, uno dei gruppi più importanti del panorama hard e power rock anni ’80, e nel corso della sua carriera è comparso in innumerevoli produzioni di artisti blues, rock, fusion e jazz. Vanta un’esperienza sul palco più che ventennale, che si è manifestata in tutta la sua evidenza e chiarezza sul palco pistoiese, grazie alle sue pose e movenze da rocker consumato e navigato, e al suo feeling e sintonia con la sua fedele compagna Telecaster.

La Fender gli ha dedicato due modelli signature: una Telecaster e una Stratocaster; fra le sue influenze musicali ritroviamo Jimy Hendrix, Steve Ray Vaughan, Eddie Van Halen, Allan Holdsworth e Jason Becker. 

Richie Kotzen e la sua Telecaster (Foto di Sandro Nerucci)

Un concerto a dir poco incredibile, svoltosi in una location a dir poco suggestiva, con un pubblico non molto numeroso ma estremamente caldo e partecipativo, tant’è che a fine concerto le prime file (me compreso) si sono fiondate sotto il palco per scatenarsi con i riff micidiali e i virtuosismi travolgenti di Kotzen. Le sue dita si muovevano sulla tastiera della chitarra ad una velocità e precisione a dir poco stupefacenti, lasciando di sasso chiunque fra il pubblico.

Mike Bennett (Batterista di Richie Kotzen) in azione (Foto di Sandro Nerucci)

Un trio esplosivo e di gran classe: un trio che fa per un quintetto.

Il chitarrista americano, era accompagnato da una formazione minimale composta, oltre che da se stesso alla chitarra/voce/tastiera, da altri due elementi, cioè da un bassista e da un batterista. Una formazione estremamente ridotta, che ricorda quelle garage/punk o anche gruppi come i Nirvana, ma dotata di una classe e di un energia sbalorditive, tanto da far credere che sul palco siano almeno in 4/5 musicisti. Ha stupito anche la sua voce, molto calda e espressiva, e con gli acuti che assomigliano in modo impressionante a quelli del compianto Chris Cornell.

Richie Kotzen e la sua Band (Foto di Sandro Nerucci)

Un viaggio tra funk, hard rock, blues, pop, soul, scale e virtuosismi a tutta velocità, il tutto inserito nella cornice stupenda di Fortezza Santa Barbara.

E’ stata un’ora e mezza di forza e carica travolgenti, scandita dall’alternanza dei suoi brani più potenti e affilati di matrice hard-rock-blues, delle ballad più lente e malinconiche, di stampo quasi soul, di brani più ritmati e che ti facevano letteralmente alzare dalla sedia per ballare, di matrice più funk, fino ai virtuosismi e ai soli più veloci e tecnicamente devastanti, oltre che suoi, dei suoi compagni di band, definibile senza remore una super-band. Alcuni dei brani eseguiti: Fooled Again, War Paint e The Room.

Per un neofita della sei corde come il sottoscritto, trovarsi di fronte a dei maestri di questo calibro e avere l’opportunità di assistere ad un loro concerto è qualcosa di spettacolare, di unico, che ti fa capire fino a che punto si possano spingere le possibilità espressive di uno strumento e quanto sia bella la passione per questo strumento fantastico che è la chitarra.

Il pubblico nella suggestiva location della Fortezza Santa Barbara di Pistoia (Foto di Sandro Nerucci)

Peccato per il poco pubblico, ottima l’iniziativa, concerto fantastico.

In definitiva, una serata magica, indimenticabile e memorabile. E’ un peccato che eventi suggestivi come questi vengano poco reclamizzati e poco portati all’attenzione della gente, perché dimostrano che la solidarietà e la volontà di fare del bene si possono ottenere fondendo gli sforzi sia delle istituzioni, sia dei privati, che la sinergia e la collaborazione fanno la differenza, e anche che artisti di questo calibro meriterebbero cornici di pubblico ben più numerose di quelle accorse domenica sera. Un ringraziamento a Sandro Nerucci per aver fornito le foto di questa splendida serata.

Autore

Nato nel 1991, studente di Giornalismo e cultura editoriale a Parma, appassionato di motori, sport, calcio e musica. Amante della lettura, del caro vecchio Rock n' Roll e super tifoso del Cagliari. Scrivo di musica perché sento di essere in debito verso questa nobile arte che tanto mi ha dato e a cui cerco di restituire qualcosa, sperando di render buon servizio.

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