Cartolina #8 – Tutti i colori dei Mòn all’Osteria Agricola Toscana di Bruxelles

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Anche a Bruxelles è tempo di Mondiali. E forse per la prima volta, almeno per quello che mi riguarda, vedo intorno a me così tanta gente che tifa per così tante squadre diverse. Il fatto che l’Italia questa volta non sia neppure qualificata rende l’atmosfera ancora più paradossale. Il problema però è che se all’interno del nostro Belpaese far finta che i Mondiali non esistano diventa abbastanza semplice, per gli italiani che vivono all’estero la cosa si fa più complicata. Non rimane altro che prendere una squadra a caso, e far finta che sia la tua.

Ma che fare se vuoi prenderti una pausa dal calcio, almeno per una sera? Vai all’Osteria Agricola Toscana e ti godi il concerto del mese organizzato da Camilla e dalla Livingstone Independent, ovviamente!

Domenica è stata la volta dei Mòn, direttamente da Roma. Rocco Zilli (voce, synth, chitarra), Carlotta Deiana (voce), Michele Mariola (chitarra), Stefano Veloci (basso) e Dimitri Nicastri (batteria), danno vita ad un mondo pieno di sonorità diversissime tra loro, ma che insieme formano un equilibrio perfetto.

Subito prima del loro live, ho avuto modo di farci due chiacchiere per conoscerli meglio. Quello che ci siamo detti è proprio qua sotto!

  • Chi sono i Mòn?

Carlotta: i Mòn sono cinque amici …

Michele: … o un’entità condivisa …

Carlotta: Va bene, i Mòn sono un’entità condivisa composta da cinque amichetti molto diversi tra loro ma molto funzionali nell’insieme.

M:  Abbiamo iniziato a suonare insieme quattro anni fa e da un anno circa è uscito il nostro primo disco, Zama, uscito a Maggio 2017.

Segue avvincente diatriba – che eviterò di riportare lasciandovela immaginare –  creatasi a proposito della data esatta di uscita del disco.Diatriba egregiamente conclusa dalle parole di Carlotta: vabbè, è che questo disco lo suoniamo da quattro anni, quindi quando è uscito è stata più che altro una formalità!

Credits – Livingstone Independent

  • Ma entità condivisa di preciso che vuol dire?

Dimitri: Vuol dire che ci scambiamo i vestiti … le mutande … le donne … gli uomini.

M: è come uno scambio reciproco tra dei singoli e un’entità. I singoli versano le proprie energie all’entità, che in cambio ridà energia in senso generale ai singoli, e li fa diventare a sua volta un’entità. (Applausi, NdR)

Ammirazione generale con Carlotta che osserva: come vedi stiamo facendo del nostro meglio, pensa se non ci impegnassimo!

  • Come mai avete deciso di suonare insieme?

C: Di base i quattro maschi suonavamo già insieme in altro gruppo che poi si è sciolto. Per questo hanno deciso di continuare a suonare. E’ così che si sono chiesti – Perché non chiamiamo una femminuccia? À- No non è vero, possiamo dire che VOLEVANO PROPRIO ME. Non volevano fare gli splendidi anti-sessisti.

Credits – Livingstone Independent

  • A chi vi ispirate?

C:  ognuno ha i propri gusti, e sono differenti l’uno dall’altro. Forse proprio questo ha dato vita a dei pezzi così variopinti. Ci sono comunque ascolti comuni, come i Foals, i Beirut, o Bon Iver.

Stefano: soprattutto mentre facevamo Zama si sono sviluppati questi ascolti comuni.

C: Ma come dicevo, ognuno ha mantenuto i propri gusti personali. C’è del jazz, del metal, dell’elettronica. C’è un po’ di tutto, anche un po’ di dance e funky.

D: Tutte queste influenze molto variegate poi si ritrovano in Zama.

Da questo momento, iniziamo a parlare del disco, senza bisogno che io faccia esplicitamente la domanda a riguardo. Questi ragazzi sono bravi.

C:  Sarà per questo che il disco è venuto fuori proprio lasciandoci andare, nessuno ci ha messo freni e probabilmente questo ha funzionato.

M: È stato un po’ come un flusso di coscienza!

C: Bravo Michele, tu sì che le cose le dici sempre meglio!

Credits – Livingstone Independent

  • Chi vi paragona a XX e Alt-J: che effetto vi fa? E soprattutto, di entità condivise italiane come la vostra, quali sono quelle che vi piacciono di più?

C: ce ne sono tantissime in Italia! Sono talmente tante che la metà neanche le conosci. Potrei citare Birthh o i John Canoe.

M: Anche i Bonsai Bonsai.

M: da poco abbiamo anche sentito gli Indianizer, o i Pinguini Tattici Nucleari.

C: comunque noi gli XX non li ascoltiamo, questa cosa te la volevo dire! Di solito ci associano a loro per il fatto che hanno una voce uomo-donna anche loro. In realtà però nessuno di noi li ha mai ascoltati. E continuano a dircelo tutti eh, e quindi di solito facciamo finta di niente! Però oggi lo diciamo apertamente: NO GLI XX NON LI ASCOLTIAMO!

  • Come si fa ad andare in tour in cinque persone senza uccidersi?

S: Beh, ci si uccide.

C: Diciamo che abbiamo imparato a convivere, ed è stato facile dato che eravamo già amici da prima. Possiamo dire che essendoci scelti prima, poi sapevamo già a cosa andavamo incontro. Facciamo schifo tutti e cinque insieme e nessuno fa più schifo dell’altro.

  • Avete qualche aneddoto legato al tour?

C: Io parto da un ricordo bello, legato alla data data del Pas de Trai in cui non solo abbiamo suonato con gruppi pazzeschi, ma secondo me per noi come gruppo è stato il concerto in cui abbiamo fatto un salto di livello, in fatto sia di unione che di dinamiche tra noi. C’è stato qualcosa che magicamente si è aperto e tutto è diventato più bello.

S: parlando di cose negative, in Calabria ho dovuto fare il baciamano all’organizzatore di della serata. Si è presentato così e mi ha colto alla sprovvista!

C: e Stefano ovviamente gliel’ha baciata

Credits – Livingstone Independent

  • Cosa vi ha colpito di più di Bruxelles?

M: l’alcool è molto buono …

S: la compagnia e l’ospitalità piacevolissime …

M: … e non so se questo derivi dall’alcool.

C: A me personalmente è piaciuta molto la pacificità che sembra regnare. Mi è sembrato di vedere diverse realtà che vivono insieme in modo tranquillo. Chi sei, sei. Puoi vivere e convivere con chiunque senza pensare a chi sei, cosa fai o da dove vieni.

 

  • Quali sono i vostri progetti per il futuro?
    C: Il primo e il più importante di tutti è il secondo disco

S:  Vedere oltre quello per ora ci sembra impossibile. Lo registreremo ad agosto, ed entro la fine del 2018 o al massimo l’inizio del 2019 vorremmo farlo uscire. Per il momento ci sembra uno scoglio talmente grande, che oltre quello non riusciamo ad andare. Un passo alla volta però faremo tutto, vedremo che succederà!

In attesa del prossimo album, come sempre il mio consiglio spassionato è, andateveli a sentire! l’Estate è bella anche perché è piena di concerti, con un live dei Mòn lo sarà anche di più!

BONUS TRACK – Consigli, personalissimi, per gli ascolti

  • Lungs
  • Fluorencence
  • Fragments
  • To Marianne

Autore

Laureata in Relazioni Internazionali, grafomane convinta, amante delle lingue straniere, della comunicazione e della politica. Con la testa perennemente tra le nuvole, mantengo i piedi per terra osservando il mondo e provando a raccontarlo.

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