Il tubino nero

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Storia di un capo democratico

C’è un capo che più di ogni altro possiamo davvero definire un evergreen perché è riuscito ad adattarsi benissimo ad ogni decennio e  ad ogni stile. È un pezzo nato da una mente geniale, per adattarsi alle forme ed ai gusti di ogni donna a prescindere dalla sua età, dal ceto sociale a cui appartiene o dal periodo storico in cui vive. Il tubino nero.

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Nasce alla fine degli Anni Venti per volere di Coco Chanel, l’occasione è delle più tristi; Mademoiselle ha appena perso in un incidente stradale un grande amore della sua vita, Etienne Balsan. Da subito però viene accolto con entusiasmo nel mondo femminile, sarà perché le donne dopo anni chiuse in casa, iniziano a sperimentare una versione più audace della loro femminilità, lottano per il diritto al voto e un posto nella società… oppure perché dimostra di essere l’abito che meglio si addice ad una delle grandi novità nella vita sociale di questo periodo, l’ora del cocktail! Siamo negli anni del proibizionismo, i liquori nel mercato di contrabbando devono essere super-concentrati per poter essere trasportati, da qui la necessità di diluirli per renderli bevibili.

L’ abito viene indossato con grandi spacchi posteriori, senza maniche e arricchito da lunghi fili di perle o gioielli scintillanti.

Arrivano gli anni difficili, il crollo della borsa nel 29 dà inizio alla recessione economica, lo scoppio della seconda Guerra Mondiale farà il resto. Il tubino nero cambia aspetto, si allunga fino alla caviglia, mostrando uno stile più castigato, ma supera la prova. È sicuramente il nero il colore che meglio descrive lo stato d’animo attuale.

Gli Anni Cinquanta, sono caratterizzati da un ritrovato ottimismo ma anche dall’avvento della TV che impone al cinema di adeguarsi per reggere la concorrenza del nuovo media sociale così le sue avvenenti protagoniste si mostrano fasciate in stretti tubini che mettono in risalto avvenenti curve, da Marilyn Monroe (Giungla d’asfalto) a Anita Ekberg (La dolce vita). Da Monica Vitti (La notte) a Elizabeth Taylor (Venere in Visone).

Rex Features

Ed ecco gli Anni Sessnta, ed ecco la nascita del mito.

Un concetto di stile totalmente diverso, classico, elegante e filiforme come le due dive che in ogni angolo del globo diventano indiscusse icone di stile. Da una parte la nobiltà di Jackie Kennedy, dall’altra le umili origini di Audrey Hepburn che con Givenchy, nel film Colazione da Tiffany, trasformerà il little black dress in un intramontabile MUST-HAVE.

 

E poi di nuovo austerità e recessione, negli Anni Settanta sembra non ci sia spazio per il tubino nero, la nuova moda richiede libertà ed anticonformismo; il tubino nero, come tutto il resto ha bisogno di essere re-inventato. Compito che spetterà assolvere ai luccicanti 80’s con Karl Lagerfeld, nuovo direttore della Maison Chanel.

Oggi viviamo in una contaminazione di stili, figlia degli Anni Novnta, in cui c’è posto per tutto e tutti, non esisterà più, forse, uno stile che contraddistinguerà il decennio storico, abbiamo tutti la possibilità di esprimerci liberamente, a prescindere dalle mode. Il tubino nero è un foglio bianco (o forse nero) che permette ad ognuna di noi, di esprimere la sua personalità. Potete indossarlo in chiave elegante, punk, rock o casual, perché il tubino nero veste ogni tipo di donna e ancora oggi, a distanza di quasi 100 anni è rimasto così, democratico! Proprio come Mademoiselle lo aveva ideato.

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Autore

Nata in Toscana una trentina di anni fa. Ho studiato come Esperta di linguaggi multimediali e tendenze moda. Amo le foto in bianco e nero, le sere d'estate, l'odore del gelsomino e dell'erba appena tagliata.

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