Il tempo di un caffè

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Stamattina ho fatto colazione
in un nuovo bar,
pieno di volti ma visti
e sorrisi già annoiati…

Ordino il mio caffè
– sempre macchiato –
e seduto accanto al frigo
sbircio il giornale.

La distrazione si presenta
con una maglietta bianca
smanicata
e con i jeans blu scuro.

Accede tra i tavoli
verso il bancone
mentre i miei occhi,
sincronizzati, la seguono.

“Un caffè” chiede.
Si volta verso di me,
ma cerca soltanto
un tavolo vuoto.

Io che me ne accorgo
vorrei alzare la mano,
dirle che sì,
il mio tavolo è vuoto.

Che io, come lei
sto cercando di sedermi
sopra un vuoto,
interiore e quotidiano,

per nasconderlo,
per non far sentire più
il brontolio che fa
(come lo stomaco).

Vorrei dirle che
anch’io ho bisogno
di un posto libero,
lontano dagli altri.

Vorrei che ora
si mettesse qua
seduta sulla sedia,
vuota, davanti a me…

Ma il caffè, si sa,
finisce così presto!
In un sorso
lei era già uscita.

Il tempo di un caffé - 5 avi

Autore

Classe '91, laureato in Discipline dello Spettacolo e della Comunicazione a Pisa. Attualmente studio "Storia delle Arti visive, dello spettacolo e dei nuovi media". Amo la musica ed ho una band nella quale canto e scrivo i testi. Sono appassionato ad ogni forma di scrittura, dalla sceneggiatura alla poesia, dal testo teatrale al romanzo.

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