Il solstizio d’estate, un giorno speciale

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Nonostante il caldo, nonostante le notti serene e stellate, le vacanze all’orizzonte, i gelati, le zanzare e le piccole cose che fanno di questa stagione la più amata, in realtà l’estate non è ancora arrivata. Non ufficialmente almeno. Il suo inizio è sancito dal solstizio d’estate, il giorno più lungo dell’anno, ben 15 ore di sole, anche se in realtà per il 2018 i meteo di tutta Italia promettono tuoni e fulmini. Un giorno speciale, perché l’estate la amiamo tutti, perché in fondo siamo tutti un po’ meteoropatici e quel sole e quel caldo insopportabile sono comunque più allettanti di venti giorni consecutivi di grigio e pioggia. Speciale, perché l’estate si porta con sé le nostre aspettative, di riposo, di relax, di nuovi amori, di divertimento. E’ un punto in cui ci fermiamo, in cui cambiamo pelle, prima di ricominciare una nuova vita, a settembre. Uno spartiacque. Lo è oggi come lo era ieri.

La simbologia del solstizio d’estate e i Celti

Il solstizio d’estate è considerato in astrologia una sorta di matrimonio divino e celeste, infatti il Sole, simbolo del fuoco entra in questo giorno nel segno zodiacale del Cancro, che è dominato dalla Luna ma è un segno di acqua. Gli opposti trovano la loro unione, acqua e fuoco, Sole e Luna, maschio e femmina, bene e male. È facile da qui intuire come sia diventato un giorno simbolico, impregnato di magia e mistero. Le feste del solstizio d’estate iniziano dalle popolazioni agricole primitive, come momento che scandiva il ciclo della natura e della vita agricola; momento importante per tutte le civiltà pagane veniva festeggiato in modo particolare dai Celti , che gli diedero il nome di Litha. La tradizione voleva che le feste di celebrazione durassero tre giorni, durante i quali venivano accesi fuochi sulle colline in modo da scacciare gli spiriti maligni, si realizzavano sacrifici animali e forse anche umani, si danzava per celebrare il miracolo della vita.

Stonehenge

A dimostrare l’importanza del solstizio presso questa civiltà sarebbe anche il misterioso sito di Stonehenge. Osservando il luogo nel giorno più lungo dell’anno si vede che i raggi del sole attraversano un trilite cadendo sull’altare che si trova al centro del sito. Tutto sembra costruito apposta per esaltare questo giorno. Si pensa infatti che il complesso di monoliti fosse in realtà un luogo di osservazione astronomica e che permettesse agli antichi di individuare il passaggio delle stagioni. In particolare la pietra interessata è la così detta Heel Stone. Essa si si trova nel viale d’ingresso a Stonehenge e che è colpita direttamente dal raggio. Ancora oggi, ogni anno, migliaia di persone si riuniscono in questo luogo per dare il benvenuto all’estate, tra cui druidi, seguaci della religione Wiccan e di altre religioni pagane, movimenti spirituali. E’ uno degli unici momenti dell’anno in cui ai visitatori è concesso toccare le pietre di Stonehenge. Un altro punto d’incontro simile, ma meno noto, i cerchi di pietra di Avebury.

Leggende italiane e solstizio d’estate

In generale il giorno del solstizio, come anche gli equinozi d’altronde, è considerato un momento specialmente magico. Vi sono alcune leggende italiane legate a questo giorno speciale. La prima ci porta a Capri e ci parla del sortilegio di una strega che trasformò un principe e un re in un ranocchio e una lucertola azzurra. Ma l’incantesimo fu rotto proprio nel giorno del solstizio; fanciulla, anche lei vittima della strega e trasformata in un falchetto, prese tra le sue zampe il principe lucertola e volò verso il sole. I due tornarono umani e liberarono anche il re.

La seconda leggenda è la ben nota storia del castello di Montebello e di Azzurrina, il fantasma della bambina che infesta il maniero. Si dice che la morte di Azzurrina sia avvenuta proprio la notte del solstizio d’estate del 1375, mentre fuori imperversava un brutto temporale. La bambina si precipitò nella ghiacciaia sotterranea per recuperare la sua palla, sfuggendo al controllo delle due guardie che la seguivano ovunque. Si sentì un urlo e di Azzurrina non fu più trovata alcuna traccia. Da quel momento si racconta che il suo fantasma torni a farsi sentire nella notte del solstizio d’estate di ogni anno lustro.

 

Altre curiosità

Il 21 giugno è ritenuto anche il giorno migliore per raccogliere erbe officinali, come l’iperico o la melissa. Essendo simbolicamente la vittoria del bene sul male si pensa infatti che le erbe si carichino di energie positive e abbiano dunque più efficacia. Un’usanza molto antica è infatti quella di appendere fuori dalla porta un po’ di erba di San Giovanni (iperico) per tenere lontane le energie negative.Tradizione vuole anche che acqua, pietre e cristalli, se esposti alla luce della luna del solstizio d’estate si carichino di energie; la raccolta delle gemme durante il solstizio è una tradizione che proviene dalle antiche credenze druide.

Il solstizio, giorno fondamentale per le religioni pagane, ha come sempre una sua trasposizione cristiana nel giorno celebrato come la nascita di San Giovanni Battista, il 24 giugno. Le tradizioni sono rimaste più o meno immutate nei secoli, anche se modernizzate e celebrate sotto nuovi nomi; in molti luoghi del mondo infatti, ed anche in Italia, si continuano ad accendere fuochi sulle colline, si attende l’arrivo delle fate, si celebrano riti legati al fuoco e alla danza.

Autore

Se dipendesse dalla mia volontà sarei sicuramente a Londra in questo momento. Se non facesse ingrassare vivrei di Nutella. Non mi piace il caffè anche se per molti è una cosa incomprensibile. Amo la matematica, anche se non mi è mai riuscita più di tanto. Scrittura, moda, e tutto ciò che è anche lontanamente imparentato con magia ed esoterismo, le mie fissazioni. Attualmente studio Scienze Umanistiche per la Comunicazione all'UNIFI; e questo è il momento dove la gente esclama “Wow, accidenti!” senza avere la più pallida idea di cosa farò nella vita.

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