The Number of the Beast: gli Iron Maiden sul palco del Firenze Rocks 2018

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Il Firenze Rocks 2018, dopo il successo clamoroso della precedente edizione, conferma lo status di uno degli eventi musicali più attesi e gustosi dell’estate, con ospiti di richiamo internazionale. Quest’anno sul palco fiorentino si sono esibiti infatti grandi calibri del rock internazionale come Foo Fighters (14 Giugno), Guns ‘n Roses (15 Giugno), Iron Maiden (16 Giugno) e Ozzy Osburne (17 Giugno), oltre ad altri pezzi da 90 del rock.

Noi vogliamo raccontare la lunga giornata che ha visto come protagonisti finali Bruce Dickinson e soci, chiusa proprio con l’esibizione degli Iron Maiden alle 21:20, insieme ad altri artisti saliti sul palco prima di loro. Si parte alle 16:30 con l’esibizione degli Shinedown, che col loro energico e potente post-grunge scaldano l’atmosfera ancor di più, nonostante l’aiuto più che cospicuo di madre natura.

Gli Shinedown aprono la lunga giornata di concerti al Firenze Rocks 2018 (16 Giugno) (Foto di Sebastiano Bongi Tomà 2018, Fonte Rockol.it)

Successivamente, alle 17:45, è il turno di Jonathan Davis (voce dei Korn), che, nei panni del solista , dimostra di perdere buona parte del suo valore, proponendo un miscuglio poco sensato di elettronica e violini che sinceramente non mi è piaciuto granché.

Jonathan Davis (Korn) sul palco del Firenze Rocks 2018 (Foto di Sebastiano Bongi Tomà 2018, Fonte Rockol.it)

Fortunatamente, superiamo abbastanza indenni la delusione Davis, avvicinandoci velocemente al fatidico turno dei grandi ospiti della serata, ma prima tocca agli Helloween, storico gruppo tedesco, tra i capostipiti del power metal, che infatti non ci mette molto a farsi apprezzare e a rendere l’ambiente sempre più incandescente e magnetico con i loro riff taglienti, velenosi e mortiferi, in puro stile power metal old school. Una degna tappa di avvicinamento al momento topico della serata.

Gli Helloween sul palco del Firenze Rocks 2018 (Foto di Sebastiano Bongi Tomà 2018, Fonte Rockol.it)

E finalmente, alle 21:20, escono loro, i grandi, i mitici Iron Maiden, che si presentano sul palco sulle note di Aces High con un caccia spitfire che spunta dal soffitto del palco, e con Bruce Dickinson che indossa cappello e occhiali da aviatore Anni Quaranta; come partenza non c’è affatto male.

E da questo momento in poi avviene la magia, qualcosa di incredibile; un Dickinson con una voce quasi intatta e con una forma fisica invidiabile che corre e salta come un matto sul palco (a un certo punto, munito di lanciafiamme, che spara lingue di fuoco dalle braccia), infilando uno dopo l’altro i suoi famosi acuti senza steccare nemmeno una nota.

Bruce Dickinson sprizza energia sul palco del Firenze Rocks 2018 (Foto di Elena di Vincenzo, fonte Onstageweb.com)

Harris, Gers, Smith, Mcbrain e Murray che costruiscono una muraglia sonora imponente, che avanza inesorabile come un bulldozer che travolge tutto sul proprio cammino, con riff di chitarra affilati e letali come una katana giapponese che taglia qualsiasi cosa tocchi e una base ritmica di basso e batteria solida e imponente come le mura di un castello medievale.

Adrian Smith e Dave Murray in azione sul palco del Firenze Rocks 2018 (Foto di Elena di Vincenzo, fonte Onstageweb.com)

Sembra che il tempo per loro si sia fermato, che gli anni non siano mai trascorsi, come se fossero avvolti in una bolla che li protegge dalla vecchiaia, mantenendoli integri e con la stessa energia, entusiasmo e voglia di suonare degli esordi, una cosa veramente impressionante, se si considera che la loro carriera è iniziata a metà degli Anni Settanta e da allora non hanno mai smesso di fare tour mondiali e di sfornare album e capolavori in sequenza.

E a proposito di capolavori, la scaletta del loro concerto ne contiene parecchi, roba da far venire i brividi, da cantare ogni nota a squarciagola e da tornare a casa senza più un filo di voce, ma con la gioia nel cuore: The Trooper, eseguita quasi subito ad inizio concerto, 2 Minutes to Midnight, The Wicker Manintervallate da brani più recenti (Where Eagles Dare, Revelations, For the Greater Good of God e altri) fino ad arrivare al trittico che per i fan è un vero e proprio pugno nello stomaco: Fear of the Dark, The Number of the Beast e Iron Maiden, dove il pubblico si esalta e scandisce ogni singola nota, fondendo le voci di 60.000 e forse più persone in un unico e potente suono; momenti ed emozioni indescrivibili.

Steve Harris in azione sul palco del Firenze Rocks 2018 (Foto Elena di Vincenzo, fonte Onstageweb.com)

Dopo questo trittico magico, sembrerebbe che Bruce e soci possano dirsi soddisfatti e dare per concluso il loro show, ma non è così, perché dopo qualche minuto di silenzio e di oscurità, tornano sul palco e la giostra ricomincia a girare come se non si fosse mai fermata, concludendo, questa volta sì, in bellezza con altri tre brani storici del loro repertorio: The Evil that Men do, Hallowed by Thy Name e la trascinante Run to the Hills, che segna veramente l’epilogo di questa performance spettacolare e incredibile.

Bruce Dickinson sul palco del Firenze Rocks 2018 (Foto Elena di Vincenzo, fonte Onstageweb.com)

Alle 23:10 il concerto finisce, Bruce e soci salutano Firenze e ci lasciano, regalandoci un’esibizione da urlo, carica di intensità, ad alto tasso di elettricità e spettacolarità, confermando ancora una volta, se mai ce ne fosse bisogno, che dal vivo esistono pochi gruppi al mondo in grado di competere con loro in quanto a teatralità, intensità, dinamismo e precisione tecnica, e di offrire performance live davvero entusiasmanti, complete e coinvolgenti sotto tutti i punti di vista, dimostrando di essere una delle migliori band al mondo, nonostante l’età ormai avanzata e il trascorrere del tempo, che in realtà, per loro, sembra essere rimasto immobile agli Anni Ottanta.

Grazie Iron Maiden, per questo concerto meraviglioso e per averci dimostrato che l’età è solo un numero, e che quel che  conta davvero, sono la passione e l’entusiasmo da infondere in quel che si fa. 

Autore

Nato nel 1991, studente di Giornalismo e cultura editoriale a Parma, appassionato di motori, sport, calcio e musica. Amante della lettura, del caro vecchio Rock n' Roll e super tifoso del Cagliari. Scrivo di musica perché sento di essere in debito verso questa nobile arte che tanto mi ha dato e a cui cerco di restituire qualcosa, sperando di render buon servizio.

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