Cinebooze: bere un Martini come al cinema

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Ognuno di noi ha dei modelli a cui da bambino aspira. Essendo io un giovanotto semplice sono stato un bambino semplice con eroi forse banali. Nello specifico Humphrey Bogart e Sean Connery all’epoca di 007. Vediamo cosa hanno in comune.

Bere come Bogie&Bond

Sono entrambi icone di stile maschile, sempre padroni della situazione, circondati da fihe bone donne affascinanti e bevono Martini. All’incirca almeno. Bogie spesso beve drink che sembrano Martini – o così supponiamo, considerando che quando entra in un locale lo servono senza bisogno che dica niente perché sì – James Bond beve una versione da lui inventata, ma non stiamo qui a sottilizzare. Negli anni l’idea di acquisire la loro naturale coolness è naufragata, con i Martini invece mi sono trovato meglio. Visto che non avrò mai la classe per fare una guida sulle migliori cravatte di questa stagione su un giornale di moda maschile ho deciso di regalarvi una guida al miglior Martini per tutte le stagioni, per poter bere finalmente come Bogie&Bond senza passare da penosi tentativi.

Istruzioni

Anzitutto raffreddate una coppa Martini (chi l’avrebbe mai detto eh?) nel freezer o riempiendola di acqua e ghiaccio. Il bicchiere ideale ha una capienza ridotta, fra i 7 ed i 10 cl, così che finiate di berlo prima che si riscaldi troppo. Ricordate: le coppe da cocktail giganti che trovate nei locali sono una scusa dei gestori per giustificare il prezzo agli avventori. Harry Craddock nel suo Savoy’s cocktail book suggerisce di bere qualsiasi drink “freddo e alla svelta, prima che si prenda gioco di te”.
A questo punto sarebbe opportuno avere sottomano un Mixing Glass – il bicchiere con beccuccio per la miscelazione dei cocktail – ma se nessuno vi guarda potete cavarvela con un bicchierone molto capiente o la metà di un Boston Shaker. Riempitelo di ghiaccio e versate 6cl di gin (vi supplico non lesinate sulla qualità) e 1cl di vermouth dry. Mescolate. Quando il drink si sarà leggermente diluito filtratelo con un passino nella coppa. Aggiungete se volete una scorza di limone o un’oliva in salamoia.

Sorridete, state facendo una cosa bella.

Indicazioni d’uso e consigli spassionati

  1. Il Martini ha un sapore severo e tende ad allontanare chi lo approccia con arroganza. Sorseggiate con calma, avvertite quelle note di agrume e di erbe che salgono su su per il naso, il gin che leggermente vi corrompe l’anima. Come mi dissero una volta:C’è un motivo se anche Mr Hyde beveva gin”, non ricordo di averlo letto ma tant’è.
  2. Nella preparazione si possono aggiungere una o due gocce di orange bitter per far evolvere l’aroma. Sebbene prima fosse un ingrediente difficile da reperire ormai si trova anche al supermercato.

  3. Una volta che avrete imparato a fare un Martini (e come berlo) potrete lavorare sullo sguardo malinconico da Bogart. Nel caso non riusciste continuate a bere, vi si veleranno gli occhi da soli.

Occhietti velati

Il Martini, inteso come marchio di liquori, ironicamente non è adatto a preparare l’omonimo cocktail ,non essendo più un vermouth per via del cambio di ricetta. Il vermouth, una volta aperto, deve essere conservato in frigo e consumato relativamente in fretta. L’abitudine statunitense di aromatizzare il ghiaccio con il vermouth e poi buttarlo deriva dal sapore orrendo di un prodotto mal conservato.

Questo è più o meno tutto e forse Cinebooze diventerà una rubrica. Nel frattempo godetene e ricordatevi di bere responsabilmente ( i miei legali ci tenevano lo dicessi, scusate).

Autore

Volevo avere la classe di Charlie Rose, per ora ho solo la panza di Vincenzo Mollica.

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