Comunicazione contraddittoria in famiglia

0
Condividilo!

Un fattore fondamentale che si esplica all’interno della famiglia, e che può essere all’origine di svariati tipi di problemi psicologici nei bambini o nei ragazzi – che ancora sono dipendenti dai genitori – è la mancanza di concordanza nello stile educativo e nelle conseguenti forme di comunicazione impiegate dal padre e la madre.

Un esempio paradigmatico e che spesso ritroviamo nelle famiglie in cui il figlio mostra problemi comportamentali, è quello in cui uno dei coniugi tiene una posizione permissiva mentre l’altro una posizione autoritaria.

Che effetto ha questo sul figlio?

In questi casi si trova a dover affrontare comunicazioni contrastanti che per lui hanno un’importanza vitale, ma che lo imprigionano in una condizione paradossale per cui qualsiasi cosa faccia è di fatto sbagliata: se segue le indicazioni della madre sbaglia per il padre, se segue quelle del padre sbaglia per la madre. Per fare un esempio concreto: se il padre permette al figlio di alzarsi da tavola quando si mangia e la madre invece glielo vieta drasticamente, se il figlio evita di alzarsi sentirà di essere “in difetto” nei confronti del padre e viceversa se decide di alzarsi; qualsiasi decisione è sbagliata.

Questa condizione relazionale è stata studiata e definita dal gruppo di Palo Alto in California negli Anni Sessanta come Doppio Legame e consiste in una situazione nella quale l’individuo non ha via di scampo, in quanto gli vengono inviati messaggi contraddittori, e gli viene in apparenza lasciata la possibilità di scegliere fra i due, quando di possibilità non ne ha perché nessuna delle due opzioni risulta essere quella che vorrebbe seguire. Per questo la persona può sentirsi in trappola e reagire di conseguenza.

Questa condizione si crea sulla base di due fattori necessari: il bambino o ragazzo non può mettere in discussione le figure genitoriali in quanto dipende da loro e ne ha bisogno per sopravvivere; i genitori non sono consapevoli di comunicare in modo discordante. Spesso, per quanto possa sembrare assurdo, le premesse di base rispetto agli stili educativi che li portano a comunicare in modo contraddittorio rimangono implicite, e nei fatti si può assistere a fenomeni di polarizzazione: più uno fa il permissivo più l’altro fa l’autoritario.

Family Prayer Silhouette Christian Family

Di conseguenza è facile capire che quanto più aumenta la polarizzazione dei genitori tanto più il figlio si trova in una posizione paradossale ed aumenterà i comportamenti sintomatici. Le reazioni disfunzionali del figlio possono avere differenti forme, e investire l’area dei comportamenti, del pensiero e delle emozioni, ma è fondamentale capire che sono le uniche risposte “adeguate” in corrispondenza dell’ambiente relazionale che si è creato.

Da un punto di vista psicoterapeutico è fondamentale rendere consapevoli i genitori dei messaggi contrastanti che inviano al figlio e cercare di raggiungere concretamente una forma comunicativa coerente.
Il problema che maggiormente si incontra è che i genitori, attaccati alla loro visione di ciò che è giusto da un punto di vista educativo, continuano a farsi la lotta fra di loro usando il figlio: ognuno vuole che il figlio si adegui a ciò che ritiene giusto a scapito dell’altro genitore. Il risultato di perdurare con queste reciproche modalità è che perdono tutti e due, con gravi conseguenze psicologiche per i figli.

In sintesi, considerando in modo pragmatico la comunicazione, i contenuti, ciò che si comunica, non è così rilevante quanto la coerenza dei messaggi che inviamo ai nostri figli: sbagliare ma essere coerenti-uniti è meglio che solo uno dei genitori dica la cosa giusta (dal suo punto di vista) e l’altro si opponga.

Autore

Psicologo e Psicoterapeuta. Specializzato in Psicoterapia Breve Strategica. Membro dell'Istituto di Psicoterapia Strategica- Interazionista con sede a Livorno. Esercita la libera professione a Livorno, Empoli e Lucca.