Albert Speer: ascesa e declino dell’architetto di Hitler

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Il nome di Albert Speer forse non è famoso come quelli di Himmler, Goebbels o Goering, ma come questi fu uno degli uomini cardine nell’affermazione del Terzo Reich. Fu molto vicino a Hitler durante tutta la sua vita e fu l’unico in grado di interpretarne correttamente i sogni di grandezza. Per lui, infatti, realizzò progetti monumentali in grado di dimostrare al mondo la potenza della grande Germania e la solidità del nazismo come ideologia dominante. Tuttavia il sogno di Speer e di Hitler avrebbe avuto vita breve, dissolvendosi come una bolla di sapone all’inizio della guerra.

Albert Speer, "l'architetto del diavolo"

Albert Speer, “l’architetto del diavolo”

Le origini

Albert Speer nasce a Mannheim, nel Baden-Württemberg, land della Germania sud occidentale, il 19 marzo 1905. Di famiglia benestante, dopo aver compiuto gli studi superiori, si iscrive nel 1923 al politecnico di Karlsruhe avviando la sua formazione da architetto. Nel 1927 si laurea al politecnico di Berlino e diventa assistente di Heinrich Tessenow, professore di cui aveva seguito i corsi universitari. Proprio qui Speer entra in contatto per la prima volta con la politica, assistendo insieme ai suoi studenti ad un comizio di Hitler nell’inverno del 1930. L’incontro fu determinante: Albert Speer si iscrive al partito nazista già nel gennaio del 1931 e la sua tessera di iscrizione è la numero 474.481.

L’incarico che spiana la strada a Speer verso il successo è la ristrutturazione della casa del Gau a Berlino nel 1932. È il primo lavoro che porta a termine per i nazisti a cui seguono la ristrutturazione del ministero della propaganda per conto di Goebbels e l’allestimento delle abitazioni di alcuni importanti gerarchi. Sebbene sia ormai ammesso nella cerchia degli intimi di Hitler, la vera svolta nella sua carriera è la morte di Paul Ludwig Troost, l’architetto favorito dal Führer, avvenuta il 21 gennaio 1934.

“Ecco, avevo trovato il mio Mefistofele”

La cieca ambizione di Speer si riflette in una frase che annota nelle sue memorie che mette in luce la natura del suo rapporto con Hitler:

Per una grande opera avrei venduto la mia anima, come Faust. Ed ecco, avevo trovato il mio Mefistofele. Un Mefistofele con una forza di seduzione non inferiore a quella del Mefistofele goethiano.

Hitler, dal canto suo, vedeva nel giovane Speer un perfetto allievo da plasmare, a cui trasmettere il proprio gusto architettonico – e si sa bene come Hitler si considerasse un geniale architetto mancato. Dunque questi si lascia guidare da Hitler e rilegge il suo linguaggio artistico attraverso un classicismo di proporzioni monumentali.

Hitler e Speer

Hitler e Speer

D’altronde, l’unico scopo dell’architettura è quello di comunicare la grandezza del regime; in un precedente articolo ho avuto modo di esaminare le modalità in cui questo avviene.

Albert Speer, l’architetto del diavolo

Speer non è l’unico architetto del Terzo Reich, ma è l’unico in grado di soddisfare i gusti di Hitler. Secondo il linguaggio elaborato dal Führer realizza l’imponente padiglione tedesco per l’Esposizione Universale di Parigi del 1937 e rielabora il Parteig di Norimberga. Si occupa anche di allestire i raduni del partito, concependo atmosfere suggestive attraverso l’uso di potenti fari luminosi- il lichdom, o duomo di luce, ha la funzione di impressionare gli spettatori.

Il lichtdom, o duomo di luce, a Norimberga

Il lichtdom, o duomo di luce, a Norimberga

Famoso è il progetto di riorganizzazione del centro di Berlino, che avrebbe trasformato la città in un museo a cielo aperto; l’alto costo di realizzazione e lo scoppio della guerra fanno naufragare i progetti di Hitler e Speer. 

Progetto della Grosse Halle, una delle costruzioni cardine facenti parte del piano per la ricostruzione di Berlino

Progetto della Grosse Halle, una delle costruzioni cardine facenti parte del piano per la ricostruzione di Berlino

La guerra, la carcerazione, la morte

Date le sue ottime capacità organizzative, nel 1942 Hitler gli conferisce l’incarico di Ministro degli Armamenti, in seguito alla morte di Fritz Todt. Servendosi del lavoro degli internati nei campi di concentramento, Speer riesce dunque ad incrementare la produzione di armi, fino a quando le sorti della guerra non volsero completamente a sfavore della Germania. Sembra che Speer fosse consapevole del declino e che già si vedesse proiettato nel dopoguerra in veste di ministro della ricostruzione; per cui non sorprende che negli ultimi mesi del conflitto avesse già abbandonato Berlino.

Albert Speer al processo di Norimberga

Albert Speer al processo di Norimberga

Viene arrestato dagli inglesi e portato a Norimberga nell’autunno del 1945. Dichiarando di essere stato succube del fascino di Hitler e di essere all’oscuro delle atrocità compiute nei campi di sterminio, Albert Speer non viene condannato a morte. Condannato a venti anni di reclusione nel carcere di Spandau, muore dopo aver scontato la pena, il 1 settembre 1981.

Autore

Sono una storica dell'arte amante dell'architettura, che studio con passione all'Università di Pisa. Amo leggere, passeggiare con i miei cani e trascorrere le giornate in tranquillità all'aperto. Spero di diventare, in futuro, una ricercatrice nell'ambito dei beni culturali.