Treschietto e il marchese Giovan Gasparo

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Ci troviamo sulla Via del Volto Santo, più precisamente nel borgo Treschietto in Toscana.

Treschietto

Il borgo di Treschietto è una frazione del comune di Bagnone in Lunigiananella provincia di Massa-Carrara, in Toscana. Qui ha vissuto la popolazione dei Liguri Apuani e molto tempo dopo vi era situato il feudo del marchesato dei Malaspina e alcune delle sue fortificazioni: nel 1698, l’ultimo erede, il marchese Ferdinando Malaspina, vendette il feudo al granduca Cosimo IIIdel Granducato di Toscana. Il territorio che comprendeva il borgo fu ceduto in seguito al principe fiorentino Corsini, nel 1800 fu occupato dai francesi e nel 1814 fu annesso agli Stati Estensi della Lunigiana. Non molto lontano dai ruderi del castello fortificato dai Malaspina a Treschietto, nel 1969, è stata rinvenuta per caso la Venere di Pietra, cioè una statua stele di donna senza testa, con corpo rettangolare e seno sporgente, oggi conservata nel Museo delle Statue Stele di Pontremoli.

Il castello di Treschietto è diventato luogo di una leggenda con protagonista il marchese Giovan Gasparo Malaspina

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Una vista del borgo di Treschietto da Bagnone, dove spicca la rocca del castello. Immagine via lunigianaicons.

La leggenda del marchese Giovan Gasparo

Una leggenda incuriosisce, stupisce, affascina, ci fa provare ripugnanza oppure ci lascia indifferenti. A Treschietto si narra di un marchese, un signorotto decisamente perverso: il marchese abusava di sprovvedute fanciulle del piccolo borgo, insieme ai suoi complici compari, all’interno del suo castello. Le fanciulle erano obbligate a partecipare a orge atroci in cui perdevano la verginità: ogni orgia pare culminasse col sacrificio umano della fanciulla del caso. L’episodio di Francesco Malaspina è molto simile, ma riguarda il paese Mulazzo, poco distante: si racconta che anche lui abusò di una giovane del posto; così anche se parliamo della leggenda di un altro marchese Malaspina che costringeva delle giovani a ballare nude fino all’alba e ne uccideva i genitori.
Ovviamente, queste leggende vogliono che le anime delle malcapitate popolino con le loro urla e i loro lamenti, i castelli e i luoghi dove si sarebbero compiuti i misfatti.

Trovo curioso che gran parte delle leggende siano a sfondo sessuale, ma come ben saprete le leggende possono essere vane e incredibili. Le generazioni se le tramandano da sempre e non sapremo mai se effettivamente un certo episodio sia accaduto, assomigliando un po’ al gioco del telefono senza fili dove ogni cosa viene storpiata, arricchita di nuove parole o ridotta nel suo contenuto.

Immagine in evidenza: incisione “Il sonno della ragione genera mostri” di Francisco Goya.

Autore

Babbo toscano e mamma siciliana. Mi piace andare al mare e guardare i film di Paolo Virzì. Vorrei essere meno pigra.