La Gibson dichiara fallimento: è la fine di un’epoca?

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Chi, desideroso di imparare a suonare la chitarra elettrica, non si è mai trovato di fronte all’annoso e intricato nodo della scelta, se acquistare una Gibson o una Fender? Acquistando una Les Paul o una Stratocaster (o altri modelli) non ci si limita a comprare una chitarra, piuttosto si abbraccia e si sceglie consapevolmente una filosofia costruttiva, estetica, sonora e musicale ben precisa; perché è questo, al di là della qualità e del numero di chitarre vendute, che rende famosi e immediatamente riconoscibili i due marchi americani.

Crisi di un’epoca e di un modo di concepire la musica: Gibson dichiara fallimento

Ma tutto questo sembra essere entrato in crisi, con l’istanza di fallimento dichiarata da Gibson pochi mesi fa. L’azienda di Nashville ha infatti accumulato debiti per centinaia di milioni di dollari, ed è stata costretta a ricorrere al capitolo 11 del codice fallimentare degli USA, che consente ai debitori di ottenere agevolazioni per ripagare i propri debiti. La causa è dovuta in larga parte ad alcuni investimenti poco oculati e lungimiranti operati dall’azienda negli ultimi anni, come l’acquisizione nel 2014 della divisione audio della Philips per 135 milioni di dollari. 

Gibson SG Standard

Da Slash, passando per Jimmy Page e Chuck Berry: i nomi e i prodotti che hanno reso grande Gibson

Nati entrambi nel Novento (Gibson nel 1902 a Kalamazoo, Michigan, poi con sede a Nashville, Tennessee; Fender nel 1946, con sede a Scottsdale, Arizona), Gibson e Fender hanno conquistato, dagli Anni Cinquanta in avanti, la leadership incontrastata del mercato mondiale delle chitarre elettriche, legando i loro nomi in maniera indissolubile e perpetua al rock, fornendo i loro prodotti (basti citare per Gibson Les PaulSG, E-335 e Flying V; per Fender TelecasterStratocasterMustangJaguar), a grandissimi interpreti di questo strumento (Slash dei Guns n’ Roses, Angus Young degli AC/DC, Chuck Berry e Jimmy Page dei Led Zeppelin, tutti mostri sacri del rock) contribuendo così in modo enorme alla creazione e diffusione dell’aura di leggenda di cui attualmente godono. 

Slash dei Guns n’ Roses con Gibson Les Paul

Riorganizzazione e riconversione: la sfida per la sopravvivenza

L’attuale CEO di Gibson, Henry Juszkiewicz, che acquistò l’azienda nel 1986, cederà le sue quote ai creditori, che hanno ottenuto, attraverso un piano definito dal capitolo 11, una restituzione di circa il 69% dei debiti accumulati dall’azienda. L’azienda sarà riorganizzata, smantellando la divisione che si occupa della produzione di cuffie, casse e altri accessori elettronici, mantenendo esclusivamente quella che produce chitarre elettriche e componenti audio professionali, sperando in questo modo di assicurarsi la sopravvivenza anche per l’avvenire.

 

Gibson Flying V

Perdita di importanza del rock, crisi dell’industria discografica e ragazzi attratti dall’hip hop e dall’elettronica: altri fattori della crisi Gibson e del mercato delle elettriche

Molti altri fattori hanno portato alla crisi di questo marchio storico, anche il suo concorrente Fender comunque non se la passa benissimo; la lenta ma inesorabile perdita di rilevanza della musica rock all’interno dell’industria discografica, con un conseguente calo nel numero di ragazzi disposti a imparare a suonare la chitarra, attratti maggiormente da altri generi musicali, come hip hop e musica elettronica.

La chitarra elettrica ha quindi perso buona parte del suo fascino e della sua desiderabilità nei confronti di molti ragazzi, che non sognano più una chitarra come primo strumento musicale, piuttosto un computer dotato di programmi come Ableton o Audacity, che consentono una versatilità e una duttilità incredibile per chi vuole comporre canzoni.

Gibson Les Paul

Il cambio di paradigma all’interno dell’industria discografica, nelle modalità di fruizione della musica da parte degli utenti e la perdita di importanza sia della musica rock, sia della chitarra elettrica come strumento più agognato dai ragazzi, sono tutti segnali di cambiamenti che erano già in atto nei decenni precedenti, ma che non sono stati colti e interpretati con adeguata prontezza e lucidità sia dall’industria discografica, sia dalle aziende produttrici di strumenti musicali, portando all’attuale situazione di crisi e di stagnazione.

Innovazione, coraggio e lucidità: parole chiave per il futuro del rock e per i produttori di strumenti musicali

Il mondo del rock deve necessariamente scuotersi, non adagiarsi sugli allori o cadere in un rimpianto nostalgico di un epoca in cui era al vertice delle classifiche dei dischi più venduti, ma accettare le sfide imposte dall’epoca attuale e rinnovarsi, così come devono fare anche marchi come Fender e Gibson, colonne portanti di questo edificio, sempre più pericolante e instabile, ma che può essere ancora salvato, con progetti di lungo respiro e con lucidità nelle scelte da compiere, facendo emergere gruppi e artisti in grado di restare al passo con i tempi e di portare, se ancora fosse possibile, innovazione e creatività in questo grande universo, chiamato rock.

Siamo sicuri, comunque, che finché esisterà il rock, anche aziende come Fender e Gibson continueranno ad esistere, perché i loro destini sembrano intrecciati e legati a doppio filo.

Autore

Nato nel 1991, studente di Giornalismo e cultura editoriale a Parma, appassionato di motori, sport, calcio e musica. Amante della lettura, del caro vecchio Rock n' Roll e super tifoso del Cagliari. Scrivo di musica perché sento di essere in debito verso questa nobile arte che tanto mi ha dato e a cui cerco di restituire qualcosa, sperando di render buon servizio.