L’abbazia di San Galgano: l’architettura gotica nell’Italia Centrale

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Fra le colline del senese si ergono i maestosi resti dell’Abbazia di San Galgano, testimonianza preziose dell’architettura gotica italiana. A differenza dei suoi equivalenti francesi, infatti, il gotico italiano si esprime attraverso forme più sobrie, lontane dall’accentuato verticalismo di edifici come Notre Dame o Chartres. Tale corrente architettonica, infatti, prende il nome di “gotico temperato” e si sviluppa proprio sulle orme di quello che era nato nel XII secolo oltralpe.

Il profilo della chiesa dell'Abbazia di San Galgano nella campagna senese

Il profilo della chiesa dell’Abbazia di San Galgano nella campagna senese

Galgano Guidotti

Il complesso sorge nei pressi del luogo scelto dal cavaliere Galgano Guidotti per il suo ritiro spirituale. Siamo nella seconda metà del XII secolo e per simboleggiare l’abbandono dei suoi averi terreni, Galgano conficca la sua spada di cavaliere in una roccia, ancora presente in loco. La pratica ascetica e la sua forte vocazione lo resero presto famoso fra la popolazione, che gli attribuì molti miracoli. Per questo motivo, Papa Lucio III (1181-1185) lo fece santo appena quattro anni dopo la sua morte. Un primo nucleo di edifici sorse, tra il Duecento e il Trecento, proprio sui luoghi in cui Galgano visse e morì. In seguito alla diffusione del culto del santo, una comunità di cistercensi dette avvio alla costruzione dell’abbazia, che procedette, con alcune interruzioni, dal 1224 al 1288.

L’abbazia di San Galgano

Veduta aerea del complesso dell'Abbazia di San Galgano, foto tratta da http://aspassotralecomparazioni.it/

Veduta aerea del complesso dell’Abbazia di San Galgano, foto tratta da http://aspassotralecomparazioni.it/

Il complesso è costituito da due edifici collegati tra di loro, la chiesa e gli ambienti in cui i monaci vivevano. Nonostante non rimangano che le rovine, si può riconoscere il modo in cui la struttura era organizzata; a est trovava posto lo scriptorium, insieme alla sala capitolare e ad un grande dormitorio situato al piano superiore. Adiacente a questi ambienti erano il refettorio e le cucine. A sud e ad ovest, infine trovavano posto i magazzini, la foresteria e gli alloggi per i conversi; a nord, invece, si trova ancora la grande chiesa, di cui rimangono soltanto i muri perimetrali. Il tutto, in principio, si articolava attorno ad un imponente chiostro quadrato, di cui intuiamo le forme.

La chiesa dei cistercensi

La chiesa dell’abbazia di San Galgano presenta alcune caratteristiche classiche degli edifici di culto edificati dai cistercensi, un ordine dai costumi estremamente semplici. Generalmente questo tipo di chiesa presenta tre navate, può avere o no un transetto dotato di cappelle ed un’abside; l’austerità dell’ordine si traduce nell’eliminazione dell’apparato decorativo e nel bandire qualsiasi forma di sontuosità.

Modello di complesso monastico cistercense a cui si può ricondurre l'esempio dell'Abbazia di San Galgano

Modello di complesso monastico cistercense a cui si può ricondurre l’esempio dell’Abbazia di San Galgano, tratto da https://www.cistercensi.info/architettura/architettura.htm

La chiesa di San Galgano

La facciata a salienti anticipa all’esterno quella che è l’interna tripartizione in navate, delimitate da un massiccio colonnato di otto pilastri cruciformi. Su di essi si impostano, nelle navate minori, delle campate rettangolari con archi ogivali, in rapporto 2 a 1 con quelle della navata maggiore, oggi scomparse. Il corpo longitudinale culmina con un’abside rettangolare, ornata sei monofore a sesto acuto. Quello che sorprende, conoscendo l’austerità dei cistercensi, è l’impiego di capitelli decorati, che si potrebbe spiegare soltanto con la grande importanza assunta dal complesso nel corso del Medioevo.

L'interno della chiesa dell'Abbazia di San Galgano, con particolari sugli archi a sesto acuto ed i capitelli decorati

L’interno della chiesa dell’Abbazia di San Galgano, con particolari sugli archi a sesto acuto ed i capitelli decorati

Il declino e l’abbandono

A questo periodo di gloria segue, purtroppo, una fase di inesorabile declino che prende avvio dagli albori del rinascimento. Alla vendita del piombo che impermeabilizza il tetto della chiesa, nella metà del XVI secolo, seguono infatti secoli di incuria e di cattiva amministrazione, che accelerano il deterioramento del complesso. Lo spopolamento e l’impoverimento della zona portano nel 1789 all’abbandono della chiesa ed all’impiego degli edifici del complesso come cava di materiale edilizio.

L'incuria e l'abbandono hanno portato al declino della struttura ed al crollo del tetto della chiesa, che ora è cielo aperto

L’incuria e l’abbandono hanno portato al declino della struttura ed al crollo del tetto della chiesa, che ora è cielo aperto

Quello che rimane oggi è comunque un luogo incredibilmente suggestivo, che unisce al fascino delle rovine l’eco di una storia quasi millenaria.

Autore

Sono una storica dell'arte amante dell'architettura, che studio con passione all'Università di Pisa. Amo leggere, passeggiare con i miei cani e trascorrere le giornate in tranquillità all'aperto. Spero di diventare, in futuro, una ricercatrice nell'ambito dei beni culturali.

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