Chris Cornell: l’ultimo caduto del grunge

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La maledizione del grunge torna a colpire nella notte tra il 17 e il 18 maggio 2017, precisamente a Detroit, in una stanza d’albergo: è lì infatti che viene ritrovato impiccato, il cadavere di Chris Cornell, storica voce dei Soundgarden, degli Audioslave e dei Temple of the Dog, al termine di un concerto con i Soundgarden, la band con cui aveva raggiunto il successo.

Chris Cornell

Chris è l’ultimo di una lunga lista di musicisti che hanno “sacrificato” la propria vita alla causa del grunge

Il primo fu Andrew Wood dei Mother Love Bone nel 1990, (a cui fra l’altro Chris, in qualità di cantante dei Temple of the Dog, dedicò un album nel lontano 1991); seguì nel 1994 Kurt Cobain, leader dei Nirvana; nel 2002 Layne Staley, voce degli Alice in Chains; fino ad arrivare alle recenti scomparse di Scott Weiland, cantante degli Stone Temple Pilots, e infine Chris Cornell. Alla luce di quest’ elenco, verrebbe quasi da pensare che il grunge sia davvero un genere maledetto e che sulla loro testa pendesse una sorta di spada di Damocle.

Il successo

Dotato di una voce inconfondibile, di un timbro e di un colore unici, uniti ad un’estensione vocale sopra la media, Cornell giunse al successo tra la fine degli Anni Ottanta e l’inizio dei Novanta con i Soundgarden, uno dei tanti gruppi che componevano la cosiddetta “scena di Seattle”, patria del grunge.

Sciolti nel 1997, si dedicò alla carriera solistica, per poi formare nel 2001 un nuovo progetto, gli Audioslave, assieme ai superstiti del gruppo Rage Against The Machine, con i quali pubblicò tre album, fino al 2007. Nel 2010 la reunion con i Soundgarden, mentre al 2015 risale il suo ultimo album da solista, Higher Truth, una vera perla.

La malattia del grunge

Chris, assieme ad altri esponenti della scena grunge prematuramente scomparsi, ha sofferto di depressione ed è stato segnato da eventi traumatici che hanno influito pesantemente sul suo carattere e sulla sua psicologia, come il divorzio dei genitori in tenera età.

Chris Cornell in azione

Dolore, per certi versi tristezza, apatia, rabbia e disillusione, tutte componenti che Cornell ha riversato nella sua musica e nei suoi testi, controbilanciate però da una dolcezza e una sensibilità quasi inaspettate per un cantante di una band dal sound aggressivo e duro come quello dei Soundgarden; il suo lato più intimo e riflessivo viene alla luce ascoltando la sua discografia da solista.

Memorabili moltissime canzoni del suo repertorio, dai classici dei Soundgarden come Black Hole Sun, Rusty Cage, The day i tried to live, Fell on black days, Spoonman, passando per Show me how to live e Like a stone con gli Audioslave; Say hello 2 Heaven e Hunger Strike (epico il duo con Eddie Vedder dei Pearl Jam) con i The Temple of the Dog; SeasonsNearly forgot my broken heart da solista; giusto per citare alcune delle sue canzoni più belle e famose, anche se le perle nascoste nel suo vasto repertorio sono numerose.

Chris Cornell: un omaggio ad un artista che ha segnato un’epoca

La sua scomparsa segna una perdita importante per il mondo della musica rock, infatti Chris Cornell può essere annoverato di diritto tra le voci e tra le figure più carismatiche, talentuose e iconiche della musica degli ultimi trent’anni. Compositore e interprete incredibile, la sua musica e la sua voce hanno segnato un’epoca, hanno costituito la colonna sonora nella vita di moltissime persone, riempiendone i momenti vuoti e diventando anche un compagno di viaggio, una figura quasi familiare, che impari a conoscere e ad apprezzare.

La bellezza del suo repertorio e l’espressività della sua voce sono le testimonianze più efficaci ed emblematiche del suo talento e dell’importanza che la sua arte ha e continuerà ad avere negli anni a venire. Ci mancherai tanto, Chris. Continua a rockeggiare in paradiso.

Qui di seguito una playlist contente i suoi brani più famosi, per chiunque fosse interessato ad approfondire la conoscenza di questo artista unico. Un ringraziamento sentito anche a Ilaria Borgioli, che ha realizzato la splendida illustrazione di copertina di questo articolo. Stay Rock!

Autore

Nato nel 1991, studente di Giornalismo e cultura editoriale a Parma, appassionato di motori, sport, calcio e musica. Amante della lettura, del caro vecchio Rock n' Roll e super tifoso del Cagliari. Scrivo di musica perché sento di essere in debito verso questa nobile arte che tanto mi ha dato e a cui cerco di restituire qualcosa, sperando di render buon servizio.

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