Da Feudalesimo e Libertà agli atleti del Team Italia: ecco i protagonisti della Battle Of The Nations 2018

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Dopo avervi raccontato nel precedente report cosa sia e come si è svolto la Battle Of The Nations, ecco adesso alcune brevi interviste da chi questo evento l’ha vissuto in prima persona, sia sul campo combattendo che partecipando ad esso.

Carola: giudice/marshall e responsabile Comitato Storico HMBIA / Battle Of The Nations

Come sei finita a Battle Of The Nations in questo Ruolo?

Molti italiani che partecipano al Battle Of The Nations sono già attivi nel campo delle rievocazioni storiche e delle compagnie e associazioni che ne fanno parte. Io sono laureata in Lettere e Storia del Medioevo, insegno queste materie all’Università di Urbino e lavoro anche nel campo museale con questa epoca, proprio grazie a queste mie qualifiche l’HMBIA e la Battle Of The Nations mi hanno contattata per coprire questo  ruolo;

Cos’è il Battle Of The Nations?

Battle Of The Nations è il principale evento mondiale della HMBIA (l’associazione internazionale di Scherma Storica in Armatura che ha inventato questo evento, ndr), il vero e proprio mondiale di questa disciplina.

Scopo della manifestazione e della HMBIA è coniugare il lato storico e culturale (la ricerca sulle armature, le armi, i vestiti, le tecniche di combattimento) con il lato sportivo di questo evento.

Cosa diresti alle persone per seguire il Battle Of The Nations e il mondo delle rievocazioni storiche?

Seguire il Battle Of The Nations è seguire una disciplina sportiva particolare e affascinante, oltre ad essere un buon primo passo per avvicinarsi in modo “diverso” al Medioevo e alla sua storia.

Martina e Federico: atleti Team Italia

Come siete entrati in questo ambiente?

Federico: A 18 anni sono entrato nel mondo della rievocazione storica (con la Compagnia di S.Andrea), poi ho scoperto che esistevano anche i tornei di Scherma Storica in Armatura. Sei anni fa ho saputo che esisteva la Nazionale Italiana di questa disciplina: già il primo anno ho potuto partecipare alle selezioni per la Battle Of The Nations, che vinsi, iniziando la mia avventura in questo evento.

Martina:  Anche io sono entrata in questo ambiente dal mondo delle rievocazione storiche. Un anno e mezzo fa, dopo un duro periodo di allenamenti, ho fatto il mio primo torneo; quest’anno è il secondo Battle Of The Nations che faccio.

Cos’è per voi il Battle Of The Nations?

Federico: La pressione dei supporters, confrontarsi con i migliori combattenti del mondo, molto lavoro e sacrificio… Non è un evento o un Torneo normale come gli altri, è la massima espressione di questa disciplina;

Martina: Partecipare al Battle Of The Nations è un onore. Mi trovo a competere con le migliori combattenti del mondo e a me piace la competizione; spero che nelle prossime edizioni arrivi anche la categoria ProFight (quella per professionisti) femminile, sarebbe un ulteriore stimolo a dare al massimo.

Cosa direste alle persone per farle avvicinare a questo evento e alla vostra disciplina?

Federico: Al momento almeno in Italia è uno sport di “nicchia” rispetto ad altri, ma se venite a vedere una volta la Battle Of The Nations o vi avvicinate al mondo delle rievocazioni storiche e dei suoi tornei, ne sarete conquistati al primo colpo.

Martina: È un tipo di evento ancora poco conosciuto dal grande pubblico, ma che saprà affascinarvi e coinvolgere, se glielo permettete.

Antonio: capitano Nazionale Italiana

 Come sei diventato Capitano della Nazionale?

Faccio rievocazione dalla fine degli Anni Novanta, già allora esistevano tornei e combattimenti in armatura, ma erano più vicini a una esibizione che a una vera e propria disciplina sportiva. Piano piano ci siamo organizzati e abbiamo sviluppato maggiormente il lato agonistico, arrivando a fare tornei a “Impatto Pieno”, come sono definiti in Italia, stringendo anche i primi contatti con team e associazioni dell’Est Europa, come quelle polacche.

Nel 2010 nell’ambito della rievocazione della battaglia di Grünwald (che si svolge in Polonia), siamo entrati in contatto con le associazioni che costituirono la Battle Of Nations e partecipammo, in modo informale (solo nel 2011 siamo entrati poi in forma ufficiale nell’evento) al primo Torneo 5 vs 5. Perdemmo, ma i russi e gli altri team si complimentarono con noi e dall’edizione successiva siamo stati presenti a tutte le Battle;

Hai qualche ricordo o aneddoto da raccontare legato alla Battle Of The Nations?

Ti racconto una cosa accaduta il primo anno. Quando siamo stati presentati per la prima volta come Team Italia alla Battle, con tanto di inno nazionale e tutta la cerimonia, è stata un’emozione indescrivibile: eravamo lontani da casa, ma eravamo lì a rappresentare il nostro Paese, era un onore per noi. Le prime edizioni sono state dure, ma siamo cresciuti lentamente e in Spagna lo scorso anno abbiamo ottenuto i primi riconoscimenti (con le donne nei tornei singoli), anche se siamo consapevoli che rispetto a corazzate come Russia e Ucraina o stati forti come USA o UK, la strada è ancora lunga da fare per migliorarci;

Cosa diresti a chi vuol seguire in Italia la Battle Of The Nations e questa disciplina?

La risposta sui social e di pubblico per questa prima volta in Italia è stata molto buona. Nonostante sia un ambiente di “nicchia”, sicuramente è un punto di partenza per far crescere ancora di più il movimento qua da noi.
Seguire la Battle Of The Nations e seguire le rievocazioni storiche è calarsi in un mondo e un’evento unico nel suo genere, è riscoprire la nostra storia e cultura in una maniera differente, magari può stimolarvi a mettervi in gioco e calarvi, con sacrificio e allenamento, a combattere nell’Arena.

Selenia: giornalista e inviata per Nemo – Rai 2

 Come sei finita a interessarti e seguire la Battle Of The Nations?

Sono inviata per “Nemo – Nessuno è Escluso”, un programma di approfondimento e giornalismo su Rai 2. La redazione ha saputo dell’evento e mi ha inviato qua per documentare e raccontare questa manifestazione.

Conoscevi la Battle Of The Nations e il mondo delle rievocazioni? Che impressioni ti ha lasciato?

Conoscevo le rievocazioni storiche, ma non sapevo esistesse un mondiale per i combattimenti in armatura o che esistesse addirittura una nostra Nazionale in questa disciplina.

È stata un’esperienza molto divertente, sicuramente chi pratica questa disciplina si impegna e fatica molto, ho avuto modo prima della Battle di fare un’allenamento di prova con la Nazionale e mi sono resa conto di quanto lavoro c’è dietro. Ci ho preso pure gusto durante gli allenamenti a combattere, ma non è sicuramente il mio sport!

Cosa diresti a chi vuol seguire o anche provare a fare questo tipo di eventi?

Da spettatrice direi che la Battle Of The Nations è uno spettacolo eccezionale, ti cala in modo diverso e coinvolgente in un’altra epoca; da chi vuole praticare questo sport, dopo aver parlato e conosciuto i ragazzi e le ragazze del Team Italia, lo consiglio sicuramente: crea spirito di gruppo e squadra, ti insegna il rispetto e a non fermarsi di fronte agli ostacoli, è una splendida disciplina;

Gerberto: Ministro dell’Inquisizione,amministratore e fondatore di Feudalesimo & Libertà

Come è finito FeL alla Battle Of The Nations?

Conoscevamo l’evento della Battle fin dalla nascita di FeL, quando abbiamo visto i primi video su Youtube. Però è la nostra prima partecipazione in assoluto a questa manifestazione, dove siamo stati coinvolti come Media Partner dall’organizzazione.

Come conciliate lo stile goliardico e irriverente di FeL con una manifestazione molto seria come la Battle Of The Nations?

Siamo tutti sardi noi fondatori di FeL; là purtroppo gli eventi rievocativi non sono molti. Quando abbiamo pensato di creare una pagina comica a tema “medievale”, ci siamo creati un “nostro” Medioevo, con un linguaggio e una satira volutamente esagerata e “retrò”.

Rispetto alla Battle, siamo in effetti un po’ dei pesci fuor d’acqua, ma abbiamo apprezzato che l’organizzazione e gli stranieri presenti all’evento ci abbiano fatto i complimenti per la pagina, i nostri meme e apprezzato molto il nostro merchandising.

Cosa direste per convincere le persone a seguire eventi come la Battle Of The Nations o il mondo delle rievocazioni?

La nostra presenza e il lavoro che abbiamo fatto sui social ha portato molte persone a venire a vedere di persona l’evento, specie lo spettatore casuale. Se ti piace vedere eventi unici e particolari, la Battle Of The Nations è uno di quelli da seguire assolutamente; se ami il mondo del Medioevo e della rievocazione, seguire eventi come questi o le tante manifestazioni che ci sono in Italia è un buon inizio.

 

Foto © Battle Of The Nations / Enrico Bertelli

Autore

Nato e cresciuto nel Valdarno. Appassionato di Fotografia, Fumetti, Musica & Festival. Segue con la sua macchina fotografica le principali fiere del fumetto italiane e gli eventi musicali in Toscana. Fra le altre passioni, Cinema, Serie TV e segue e documenta la scena italiana del Wrestling da diverso tempo. Dal 2015 faccio parte di questa grande famiglia di 5Avi, con Nerd 4 Dummies.