Cara Catastrofe, perché attiro solo gente strana?

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Cara Catastrofe.
Non mi va di fare giri di parole o perdermi in lunghe divagazioni.
La domanda è molto semplice: perché attiro sempre dei soggetti assurdi e mai delle personcine normali?
Per soggetto assurdo intendo proprio gente strana e problematica. Cosa devo fare? Devo ignorarli tutti?
Esiste una via d’uscita?

No.
È la risposta all’ultima domanda.
No, perché siamo tutti soggettoni assurdi. Ecco sì: sostanzialmente siamo tutti matti.
È vero, un po’ esagero. Ma forse stai esagerando anche tu.
Direi per due motivi, in particolare:

    1. La gente strana viene attirata sempre da altra gente strana (quindi fatti qualche domanda). Poi è vero anche che esistono delle persone – tipo te, a quanto pare – particolarmente colpite da tali personaggi. Se vuoi proviamo a fare una petizione per inserire un vaccino obbligatorio in materia (appena avremo un governo ovviamente).
    2. Il punto due è un po’ problematico. Devo aprire una lunga parentesi fatta di domande metafisiche e ontologiche allo stesso tempo:
      Esiste gente normale? Cosa significa normalità? E stranezza? In qualità di quali caratteristiche possiamo essere definiti come assurdi o normali?

Detto questo, davvero ci si può innamorare di qualcuno di normale? Una persona normale può essere interessante? Forse no, sono le stranezze ad intrigarci più delle normalità. Se il folle ride, la persona normale che fa?
Sembra una cosa scontata: ma in realtà siamo tutti così complessi, assurdi, strani, anormali, incredibili, complicati.
Pensare di poter trovare la normalità è un miraggio. Un po’ come

«Vivere a testa in giù
Veglia in un sogno».

Insomma, puoi anche provare a «vivere nell’estasi» e immaginare che la tua vita un giorno potrà congiungersi con quella di una persona normale. Ma probabilmente non accadrà mai!

Ok, questa letterina ha più domande che risposte.
Ma se tu mi stai chiedendo un modo semplice per uscirne, un modo facile – e normale – non esiste.

Autore

Trentina, classe '94. Scrivo (diari disperati) dal 2003. Qualche anno fa, a Verona, ho incontrato il grande amore della mia vita: la radio. Ora studio a Torino, dove continuo a fare le cose che mi piacciono di più: parlare e scrivere (continuamente).

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