Urbanina: la “nostra auto elettrica” ritorna alla Villa di Poggio Adorno

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L’Urbanina è tornata a casa: nella splendida cornice della Villa di Poggio Adorno si è svolto, nel pomeriggio di ieri sabato 21 aprile, il primo convegno intitolato La nostra auto elettrica 1965-2018. L’evento, patrocinato dai comuni di Fucecchio, Castelfranco di Sotto e di Santa Croce sull’Arno, è stato promosso su iniziativa del Movimento Shalom, fondatore dell’associazione L’auto elettrica tra passato e futuro.

La villa di Poggio Adorno vista dal parco

Negli anni Sessanta il marchese Pier Girolamo Bargagli Bardi Bandini e Narciso Cristiani idearono negli ambienti della Villa di Poggio Adorno la prima auto elettrica; i motivi che li spinsero a farlo sono quanto mai attuali. Le ridotte dimensioni della macchina ed il motore elettrico, infatti, erano la risposta al congestionamento cittadino del traffico e all’inquinamento provocato dai combustibili fossili.

Le auto d'epoca nel parco della Villa

Le auto d’epoca nel parco della Villa

Il parco della Villa, per ricreare l’atmosfera di quegli anni, ha ospitato una serie di macchine d’epoca, messe a disposizione dai collezionisti che fanno parte dell’associazione.

La mostra

La marchesa Letizia Bargagli Bardi Bandini inaugura la mostra con il taglio del nastro. Alla sua destra, don Andrea Cristiani e Roberto Giannoni.

La marchesa Letizia Bargagli Bardi Bandini inaugura la mostra con il taglio del nastro. Alla sua destra, don Andrea Cristiani e Roberto Giannoni.

L'allestimento della mostra

L’allestimento della mostra

L’esposizione è stata allestita all’interno della limonaia: due esemplari di Urbanina restaurate nelle Officine Valiani a Santa Croce sull’Arno. Il primo è un modello Milanina costruito nel 1969 in dieci esemplari per essere esposto alla fiera di Milano; sia il telaio che le parti meccaniche erano realizzate nelle officine della villa. Il secondo è invece un modello Zele, costruito dopo che il brevetto fu venduto alla Carrozzeria Zagato. Due striscioni omaggiano le figure di Bargagli e Cristiani, mentre dei pannelli informativi raccontano la storia dell’Urbanina. Infine, particolarmente interessante è la proiezione di un filmato dell’Istituto Luce dedicato all’assemblaggio delle vetture. Qui si vedono i costruttori all’opera, tra i quali si riconoscono i giovani Aimone Cristiani (anch’egli figlio di Narciso) e Riccardo Della Maggiore, mentre la nipote del marchese che l’Urbanina.

L’Urbanina modello Milanina

L'urbanina modello Zele

L’urbanina modello Zele

La storia dell’Urbanina

L’idea principale degli inventori era quella di creare una vettura di dimensioni ridotte, adatta a circolare nelle strade affollate; il telaio piccolo dotato del motore della Lambretta 175 si rilevò però inadatto, sia perché rumoroso ed inquinante, sia perchè non proporzionato alle dimensioni dell’auto. Negli anni 1967/8 si passò allora ad un motore elettrico, molto più silenzioso ed economico (consentiva un autonomia di 40 km di distanza e 30 di velocità). Quello che era veramente innovativo e avveniristico nell’Urbanina era però la scocca girevole, che la rendeva accessibile da tutti i lati: la macchina poteva così essere parcheggiata anche negli spazi più angusti e scendere non sarebbe stato più un problema. Dalla prima serie, con carrozzeria in vimini e vetroresina intercambiabili, si passò ad una seconda con copertura in metallo. Prodotte inizialmente in serie nelle officine della villa, vennero esposte alla Fiera di Milano ed al  Salone dell’Auto di Torino.

Il convegno

Da sinistra verso destra: Antonello Biscini, Alessandro Valiani, don Andrea Cristiani, Letizia Bargagli Bardi Bandini, Giancarlo Andreanini

Da sinistra verso destra: Antonello Biscini, Alessandro Valiani, don Andrea Cristiani, Letizia Bargagli Bardi Bandini, Giancarlo Andreanini

Sono intervenuti figli dei due inventori, la marchesa Letizia Bargagli Bardi Bandini, e don Andrea Cristiani, quest’ultimo anche presidente della neonata associazione. La marchesa, nel suo intervento, ha ricordato con nostalgia i bei periodi della gioventù trascorsa alla villa, mentre Don Andrea ha indagato i presupposti ideologici che hanno portato all’ideazione dell’Urbanina: il miglioramento delle condizioni di vita delle persone. Antonello Biscini, del CAMET (Club Auto Moto d’Epoca Toscana) ha ripercorso, tramite una presentazione le tappe che hanno portato alla nascita dell’automobile elettrica, sottolineando l’ingegnosità del progetto di Cristiani e Bargagli. A questi interventi hanno seguito le testimonianze dirette dei costruttori, incluso l’ingegner Micheletti che ha elaborato il progetto dell’impianto elettrico dell’Urbanina. Ha concluso la tavola rotonda il discorso del Vescovo della Diocesi di San Miniato, Monsignor Andrea Migliavacca, che ha ricordato l’importanza di viaggiare nel rispetto del creato.

Monsignor Andrea Migliavacca prima del suo intervento, che stringe la mano alla Marchesa

Monsignor Andrea Migliavacca prima del suo intervento, che stringe la mano alla marchesa Letizia Bargagli Bardi Bandini

Il saluto delle autorità

Moderatore del convegno è stato Alessandro Valiani, proveniente dal gruppo Valiani che si è occupato del restauro dei due esemplari di Urbanina. Sono intervenuti anche i sindaci di  Castelfranco di Sotto, Gabriele Toti, di Santa Croce sull’Arno, Giulia Deidda, e di Fucecchio, Alessio Spinelli a cui è seguito l’emozionato ringraziamento di Roberto Giannoni, uno dei quattro proprietari della villa di Poggio Adorno.

 

L'intervento del sindaco di Castelfranco di Sotto, Toti

L’intervento del sindaco di Castelfranco di Sotto, Gabriele Toti

L'intervento del sindaco di Santa Croce sull'Arno, Giulia Deidda

Il sindaco di Santa Croce sull’Arno, Giulia Deidda

Alessio Spinelli, sindaco di Fucecchio

Alessio Spinelli, sindaco di Fucecchio

Il discorso di Roberto Giannoni

Il discorso di Roberto Giannoni

Una riflessione sull’ecologico

Il progetto dell’Urbanina è purtroppo naufragato a causa dell’opposizione dei grandi industriali dell’epoca, che non avevano interesse a metterlo in produzione; tuttavia anche l’opinione pubblica non sarebbe stata pronta per un’innovazione di tale portata. Lo scopo dell’incontro di ieri alla Villa è stato proprio quello di far riflettere sull’attualità dell’invenzione di Bargagli e Cristiani, in un momento storico molto critico per l’ambiente, in cui si cominciano a vedere gli effetti del cambiamento climatico. Se fosse stato dato credito alla commercializzazione dell’Urbanina, probabilmente adesso non saremo a questo punto.

Al termine del convegno, a cui ha partecipato una folla numerosa, è stata allestita un’apericena nei locali della limonaia della villa.

Autore

Sono una storica dell'arte amante dell'architettura, che studio con passione all'Università di Pisa. Amo leggere, passeggiare con i miei cani e trascorrere le giornate in tranquillità all'aperto. Spero di diventare, in futuro, una ricercatrice nell'ambito dei beni culturali.