La leggenda di Slender Man

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Le creepypasta

Non sto per parlarvi del film con uscita prevista nelle sale italiane per settembre 2018, benché il titolo sia proprio Slender Man, ma della storia da cui è nato. La prima cosa che dobbiamo fare, per capire chi sia questo signore dalla dubbia reputazione, è chiarire cosa sia una creepypasta. Con il termine creepypasta si intende una storia dell’orrore creata appositamente per terrorizzare il lettore e creare in lui uno shock. Sono storie brevi, diffuse sui social network o sui forum, una prerogativa di internet. Il loro nome, effettivamente particolare, deriva dal termine Copypasta, a sua volta nato per abbreviare Copy and Paste, copia e incolla, ad indicare questi racconti che vengono copiati e incollati e si diffondono in modo virale sulla rete.

La nascita di Slender Man

Ma veniamo allo Slender Man. La sua storia inizia nel 2009 grazie a Eric Knudsen e al concorso fotografico indetto dal sito Something Awful. Il concorso consisteva nel modificare delle foto già esistenti, aggiungendo dettagli fino a renderle macabre. Knudsen usò delle immagini che ritraevano bambini aggiungendovi una spaventosa figura da lui creata, un filtro color seppia e didascalie. Inutile dire che vinse il concorso, così semplicemente è nata una delle creepypasta più spaventose di sempre. L’idea di Knudsen non era proprio tutta farina del suo sacco; l’autore spiegò di essersi ispirato alla storia de L’Uomo Nero, ai racconti di H.P. Lovecraft, William Seward Burroughs II e perfino di Stephen King.

La fama

Slender Man però raggiunse la sua fama qualche anno più tardi, tramite YouTube. Il canale MarbelHornets produsse una serie di mokumentary riguardanti questo personaggio. La web serie parlava di un gruppo di ragazzi che proprio come Knudsen dovevano partecipare ad un concorso, questa volta immortalando una serie di fenomeni inspiegabili. In tutte le riprese i ragazzi avvistavano la figura di un uomo che chiamato L’Operatore, con i piccoli aiutanti Hoody e Masky. Da qui il personaggio di Slender Man fa il giro dell’internet, entra nella cultura popolare e diventa una leggenda.

La leggenda

Slender Man è chiamato così per la sua corporatura esile, in quanto si tratta di una creatura molto alta, circa due metri, ma anche magra, con le gambe e le braccia lunghe e sproporzionate rispetto al resto del corpo. L’uomo è bianco cadaverico, senza volto, sempre vestito in un elegante abito nero con cravatta, con lunghi tentacoli neri che all’occorrenza escono dalle sue spalle. La leggenda metropolitana narra che Slender Man non abbia altro scopo che quello rapire e spaventare a morte le sue vittime, con un’età solitamente compresa tra i 5 e i 17 anni. La creatura sceglie la sua vittima e comincia a perseguitarla, rendendosi visibile solo alla prescelta, in modo da portarla lentamente verso la pazzia. Le apparizioni avvengono perlopiù in boschi e foreste. All’inizio la figura sarà visibile in lontananza, e scomparirà semplicemente distogliendo lo sguardo; si farà via via più vicino fino a rapire la piccola vittima. Si pensa che si nutra dei giovani, o forse solo della loro paura e paranoia. L’unico modo per sfuggirgli è il suicidio. Slender Man è anche dotato di poteri che gli permettono di mimetizzarsi con l’ambiente e teletrasportarsi. La sua presenza può interferire con i dispositivi elettronici e creare malori. Si parla di una vera e propria malattia, Slender Man Sickness, con sintomi leggeri come nausea, vertigini e disorientamento, fino ad arrivare ai più pesanti come il disturbo dissociativo del comportamento.

Inquietante non è vero? Soprattutto se consideriamo i centinaia di avvistamenti, le testimonianze, le presunte prove portate dalle persone. Paranoia collettiva? Suggestione? È ciò che è necessario perché ogni buona storia possa meritare il titolo di leggenda. Il dubbio. Ma in fondo crediamo che non ci sia nulla di cui preoccuparsi,  è solo creepypasta … si spera!

Autore

Se dipendesse dalla mia volontà sarei sicuramente a Londra in questo momento. Se non facesse ingrassare vivrei di Nutella. Non mi piace il caffè anche se per molti è una cosa incomprensibile. Amo la matematica, anche se non mi è mai riuscita più di tanto. Scrittura, moda, e tutto ciò che è anche lontanamente imparentato con magia ed esoterismo, le mie fissazioni. Attualmente studio Scienze Umanistiche per la Comunicazione all'UNIFI; e questo è il momento dove la gente esclama “Wow, accidenti!” senza avere la più pallida idea di cosa farò nella vita.

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