Oltre la danza: Merce Cunningham

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Ricorre oggi, 16 aprile, il 99° compleanno del coreografo e danzatore che ha segnato la storia della danza, Merce Cunningham. Indiscusso pioniere della post-modern dance americana, Cunningham è, insieme alla danzatrice e coreografa Pina Bausch, l’icona più celebrata della danza contemporanea.

L’eclettico artista è nato a Centralia, Stati Uniti, nel 1919. Inizia la sua formazione alla Cornish School of Performing and Visual Arts di Seattle (dove conosce il musicista John Cage). Dal 1939 al 1945 diventa solista nella compagnia della celebre Martha Graham dal 1939 fino al 1945. Con la grande danzatrice non solo sviluppa le sue competenze tecniche, ma intravede anche le diverse possibilità della modern dance.

L’incontro con John Cage (1912 – 1992)

Il sodalizio tra Cage e Cunningham ebbe inizio nel negli Anni Quaranta, in un periodo di trasformazione nella storia degli Stati Uniti. I continui rivolgimenti politici stimolarono la nascita di correnti culturali innovative, destinate a cambiare la storia dell’arte moderna in tutto l’Occidente: l’avanguardia americana. In questo periodo si concentrarono personalità quali Jackson Pollock, Andy Wharol, Roy Lichtenstein.

Cunningham e Cage riuscirono a tradurre la riflessione contemporanea nei propri ambiti di lavoro. Rifiutando i formalismi ereditati dagli anni precedenti, formulano il metodo compositivo aleatorio, influenzati dalle filosofie buddhiste e zen. Questo metodo stabilisce per ogni danzatore una serie di movimenti, decisi mediante la casualità data dal lancio di una moneta, che ne fissava l’ordine, durata e direzione dei movimenti. La verità della danza è da ricercare nella coincidenza casuale di scenografia, musica, danza e costume. La relazione fra i due fu così serrata che nel 1953, quando Cunningham diede vita alla propria compagnia di danza, Merce Cunningham Dance Company, Cage ne divenne il direttore, occupandosi di scriverne la musica.

Lo stile

Il loro lavoro si muove attorno all’idea di spazio e di tempo, musicale e coreografico. L’obiettivo è di costituire una forma di danza che non serva a comunicare nulla se non sé stessa: un procedimento concettuale nel quale il movimento del corpo, la sua forma, la sua qualità, la partitura musicale e ritmica costituiscono la sostanza stessa della danza e non la rappresentazione di qualcos’altro. È noto che in un certo periodo della sua carriera Cunningham compose le sue coreografie avvalendosi dell’I Ching, l’antico metodo divinatorio alla base del taoismo totalmente basato sulla casualità: questo ad affermare come, nella loro visione avanguardista, la danza non dovesse descrivere ma semplicemente “avvenire”.

Merce Cunningham Company

Per Cunningham la danza è l’arte dell’astrazione, libera da qualsiasi condizionamento ideologico, senza pretese didascaliche o intenti descrittivi. Cunningham è quindi un teorico del movimento “puro”, per cui la danza non deve raccontare, ma solo “accadere”; egli costruisce i suoi balletti secondo il principio aleatorio, affidandosi cioè al caso. Una danza anti-emozionale con alla base una tecnica classica, stilizzata per la pura esplorazione dei rapporti fra corpo e spazio. Cunningham aveva così attuato una sintesi tra la danza classica e la danza moderna.

Happening Black Mountain College

Tra le azioni più rivoluzionarie del XX secolo, vi è la performance che ebbe luogo nell’agosto del 1952 al Black Mountain College, in North Carolina. In un’esibizione combinata, alcuni tra i più significativi artisti del secondo dopoguerra, riportarono l’attenzione dell’arte sul problema dello statuto dell’opera e sulle motivazioni della sua genesi, in funzione di una sua radicale riconsiderazione. Con la fondazione del Black Mountain College nel 1933, John Andrew Rice e Theodor Dreiser cercarono di mantenere in vita, negli Stati Uniti, ciò che i totalitarismi stavano sistematicamente distruggendo in Europa, con l’esemplare chiusura del Bauhaus a Berlino durante lo stesso anno. Il college, caratterizzato da un sistema didattico basato sul metodo dell’educazione progressiva e dell’attivismo pedagogico di John Dewey, vide il passaggio di una larga parte di intellettuali dell’avanguardia contemporanea.

Merce Cunningham “Minutiae” (1954), scenografia Robert Rauschenberg.

Nel 1952 con Theater Piece No. 1 Merce Cunningham e Cage danno vita al primo happening (anche se il termine fu coniato da Allan Caprow nel 1959), al Black Mountain College insieme ad altri, si esibirono contemporaneamente e liberamente con il solo vincolo della durata nel tempo. Mentre Cage ideò la sua celebre composizione “4.33”, Charles Olson e Mary Caroline Richards leggevano le loro poesie, Cunningham danzava in mezzo al pubblico e Robert Rauschenberg proiettava diapositive dei suoi quadri. In questa occasione vennero intrecciati diversi linguaggi e forme in una performance multimediale: musica, suono, danza, poesia e arti visive.

Dagli Anni Sessanta

Nel periodo della contestazione giovanile introduce gli Events, un collage di frammenti di lavori precedenti e brani inediti, eseguiti simultaneamente o in sequenza, secondo un ordine vario e adattabili a qualsiasi tipo di spazio, palestra, gallerie, sale di convegni o teatri.
Nel 1965 realizza Variations V nel quale i danzatori si muovono in mezzo a proiezioni su schermi, con la musica che Cage produce amplificando i rumori di scena. Questo rappresenta il primo esempio di video danza di Cunningham, un genere che lo porterà a interrogarsi sul futuro della danza in rapporto con la tecnologia ed a collaborare con molti film-maker e videoartisti, negli Anni Settanta.

Merce Cunningham e Carolyn Brown in Cunningham’s Ballet “Variations V” at the Norddeuscher Runfunk TV studios in Hamburg, 1966.

Nelle coreografie degli Anni Ottanta gli elementi scenografici sono ridotti al minimo e le rappresentazioni tornano a essere evocative come negli Anni Quaranta. Inoltre utilizza strumenti tecnologici (televisori) assieme alla danza, nella composizione coreografica, collaborando con famosi film-makers e video-artisti.

Cunningham si è spento il 26 luglio 2006 nella sua abitazione a New York.

Il lavoro di Merce Cunningham è stato quello di trovare i limiti della danza ed eliminare la demarcazione tra vita quotidiana e arte, annullando ogni tradizione e preconcetto, trasformando radicalmente la danza.

Autore

Studentessa in Storia delle Arti Visive e dello Spettacolo presso l'Università di Pisa. All'età di 6 anni ho abbracciato l'affascinante mondo della danza e del teatro, che tutt'ora continua a regalarmi grandi emozioni. "Che cosa è il teatro? Una delle testimonianze più certe del bisogno dell’uomo di provare in una sola volta più emozioni possibili". (Eugène Delacroix)