Tutti gli uomini del futuro

0
Condividilo!

Come ormai forse sapete sono una divoratrice di serie televisive. E ho finito Dark. Consigliatissima tra l’altro, ma il punto comunque non è questo. Il punto è il tempo; sono queste ore, secondi, minuti, che scorrono da soli, che si ripetono ciclici giorno dopo giorno. E il punto è quante volte vorremmo andare avanti a vedere se abbiamo preso la via giusta, se ci sarà il lieto fine,  ma soprattutto quante volte vorremmo andare indietro a cambiare il latte ormai versato. Mi rendo conto che questo probabilmente è uno spoiler. Ma è piccolino, potrete sopportarlo. I viaggi nel tempo sono sempre qualcosa che sta a metà tra magia e scienza. Nei film è quasi sempre scienza, raramente magia. Come se potessimo davvero, come se un giorno la ricerca potesse raggiungere livelli tali da farci fare vacanze temporali. È per questo che l’argomento è controverso, perché forse potremmo crederci.

Spesso nuovi sedicenti viaggiatori nel tempo giungono a portarci buone nuove, buone quasi mai per la verità. Ma ricordiamo i più famosi (oltre al nostro amico John Titor, di cui parliamo qui) e vediamo quanto le loro visioni corrispondano o meno.

Noah

L’ultimo dei viaggiatori nel tempo, lo chiameremo così. E scusate se il suo nome è lo stesso di un personaggio di Dark. Ma tralasciamo. A differenza di tanti altri, parla di un futuro piuttosto vicino, dieci anni da oggi, forse proprio per questo più credibile. Noah sostiene di provenire dal 2028. Ma l’anno in cui vive per scelta – come se si potesse scegliere – è il 2021. Sembra che il ragazzo si sia rivolto nel novembre 2017 alla trasmissione online su YouTube Paranormal Elite  per raccontare la sua storia. Pare che sia tornato indietro solo per spiegarci che i viaggi nel tempo esistono, non vuole avvertirci di nessuna catastrofe imminente. Strano. Noah afferma che la tecnologia dei viaggi nel tempo è stata scoperta in realtà nel 2003 e usata solo da organizzazioni governative super segrete. Lui stesso sarebbe un agente in fuga nel passato poiché in pericolo di vita. Verrà resa nota al grande pubblico solamente nel 2028 appunto. Lo chiamiamo ragazzo, ma lui dice di non esserlo. Sarebbe un uomo cinquantenne, anche se all’apparenza sembra un giovincello. Perchè? I numerosi viaggi temporali lo hanno portato ad avere problemi psicologici, è per questo affetto da anoressia e depressione; ma a quanto pare Noah ha fatto per molto tempo uso di farmaci che fanno ringiovanire il corpo. Ha anche parlato di una nuova tecnologia, simile ai Google Glass che invaderà il mondo e delle magnifiche performance delle nuove macchine elettriche. L’unica brutta notizia, Sembra che Donald Trump verrà rieletto presidente degli Stati Uniti nel 2020. Apriti cielo. 

Andrew Carlssin

Questo viaggiatore nel tempo è stato già smentito, ma vale la pena raccontare la sua storia che ha attirato l’attenzione di gran parte della stampa. Nella notizia, diffusa da Yahoo News, si parla di un personaggio che avrebbe fatto la sua dichiarazione solo una volta arrestato  da parte dell’ FBI per insider trading. L’uomo si era limitato a investire in borsa una modesta cifra di 800 dollari, diventati in due settimane oltre 350 milioni. La cosa avrebbe destato sospetti tanto da accusarlo di truffa. Si dice che dopo un interrogatorio di 4 ore Andrew abbia confessato di provenire dal futuro, più precisamente dal 2256. Avrebbe scelto il 2003 perché consapevole del fatto che fosse una delle annate peggiori per i mercati finanziari, così avrebbe dato meno nell’occhio. Per sostenere la sua tesi l’uomo avrebbe aggiunto qualche ciliegina, ovvero previsioni sulla fine di Osama Bin Laden  e sulla cura per l’AIDS. Tutto ciò che voleva era tornare alla sua macchina del tempo e a casa. La storia prese molto campo proprio perché secondo le ricerche effettuate non esisteva nessuna traccia di lui negli archivi americani prima del dicembre del 2002. Ma sapete perché? Perché nessun Andrew Carlssin era mai esistito. L’intera storia era un bufala. 

  • Alfred Bielek

    La sua storia nasce con un esperimento. Il progetto, come sempre americano, prende il nome di Philadelphia Experiment. L’esperimento venne condotto nel 1943 dalla Marina Americana e si tentava di dimostrare la teoria di Einstein dei campi unificati. Venne usata per la prova la nave Eldridge D173 con tutto l’equipaggio a bordo. Il progetto era nato per fini bellici; era la Seconda Guerra Mondiale e si tentava di trovare un sistema per rendere invisibili le navi statunitensi. I risultati, secondo Bielek, furono differenti. L’uomo ha raccontato durante una conferenza pubblica nel gennaio del 1990 la sua storia da testimone oculare. Si parla di una grande luce, un campo di forma sferica schiacciato ai poli; la nave scomparve per qualche secondo, lasciando solo la sua impronta sull’acqua. Poi riapparve dopo pochi secondi. Ma, fatto interessante, venne avvistata nel Norfolk, in Virginia. Cosa accadde all’equipaggio? Alcuni marinai scomparvero e altri furono ritrovati fusi insieme al metallo della nave. E qui inizia la storia di Bielek che sostenne nella conferenza di essere uno dei pochi sopravvissuti all’esperimento. Grazie a quello avrebbe vissuto sei settimane nel 2137 e due anni nel 2749, approdando infine nel 1983. Sarebbe poi stato riportato indietro da uno scienziato del futuro che aveva partecipato allo stesso progetto. Ha sempre imputato le incongruenze nel suo racconto al processo di recupero della memoria in seguito al lavaggio del cervello che aveva subito. Bielek ha parlato di grandissimi cambiamenti climatici che avrebbero riscritto i confini di gran parte del pianeta, dell’imposizione di una legge marziale. Più avanti ancora ha raccontato di città galleggianti,di un mondo governato da un’intelligenza artificiale  e di una drastica diminuzione della popolazione causata da una nuova atroce guerra mondiale. Come sempre, molte gioie. Sembrano non realizzate per ora le previsioni nel breve futuro, di contatti con gli alieni da parte del governo americano da il 1954 e il 2000 e di un mondo di stampo socialista. Al contrario.

Autore

Se dipendesse dalla mia volontà sarei sicuramente a Londra in questo momento. Se non facesse ingrassare vivrei di Nutella. Non mi piace il caffè anche se per molti è una cosa incomprensibile. Amo la matematica, anche se non mi è mai riuscita più di tanto. Scrittura, moda, e tutto ciò che è anche lontanamente imparentato con magia ed esoterismo, le mie fissazioni. Attualmente studio Scienze Umanistiche per la Comunicazione all'UNIFI; e questo è il momento dove la gente esclama “Wow, accidenti!” senza avere la più pallida idea di cosa farò nella vita.

Lascia un Commento