RRR: ritoinrimacherivive

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RRR

RRR è (cito testualmente) un ciclo di performances su testi di scrittori contemporanei. Che significa? Difficile da intuire.

Senza sospetto, mi sono imbattuto, al Caffè degli Artigiani in piazza della Passera, nella prima performance degli attori che compongono il duo (Ugo Benini e Alessio Montagnani) sui testi dello scrittore del momento, Simone Lisi. Purtroppo ho potuto assistere poco per via della grossa affluenza e dei posti limitati che il locale offre, ma ciò è bastato a incuriosirmi e a sentire l’esigenza di incontrarli.

Parliamone

Un’ora passata a parlare è servita a poco per cogliere l’essenza ultima del progetto e le considerazioni, le idee, le interpretazioni del concetto di base hanno seguito un flusso tutto loro; a questo si può dare un senso solo provando a partecipare ad uno degli incontri. Il progetto si fonda sulla considerazione che sia necessario, oggi, trovare un’alternativa, un luogo dove ritrovare il contatto umano perso tra le pieghe della rete.

È qui che nasce il nome: ritoinrimacherivive. Un rito. Le letture e le rappresentazioni dei testi di scrittori contemporanei, non solo fiorentini, che il duo propone, vogliono stagliarsi nel panorama culturale fiorentino come un rito, un qualcosa che a cadenza settimanale diventi spontaneamente un appuntamento fisso, a cui si va senza confermare partecipazioni su Facebook e senza sapere, alla fine, a cosa si assisterà.

Il progetto vuole distanziarsi da quelli che sono i classici reading per provare a innestare una partecipazione attiva del pubblico che in questo modo diventa parte integrante del testo.

Performance

La durata della rappresentazione (30-40 minuti) dà agli appuntamenti la brevità e l’intensità necessaria, permettendo a chi partecipa di disconnettersi, anche se per poco, dal mondo dei blog e dei social per entrare in contatto con delle realtà e dei testi che si distaccano sovversivamente dalla loro condizione naturale individuale.

I criteri con cui vengono scelti gli scrittori a cui dare spazio seguono un’estetica che permette di sfociare nel rappresentativo. Alla mia domanda su quali fossero i testi presi in considerazione per i prossimi appuntamenti (che arriveranno fino ad aprile), le risposte sono state volutamente vaghe proprio per la convinzione di base che ciò non serva.

L’alone di ermeticità e di non-detto che circonda il pensiero basilare del progetto ha impedito di avere una visione organica del tutto, ma ciò è effettivamente un’arma vincente, a mio avviso, per contrastare la tendenza tautologica dell’arte e per incuriosire.

Appuntamento

Il prossimo appuntamento è fissato, come rito vuole, per stasera 9 marzo e si baserà sugli scritti di Lorenzo Chiodi.

Autore

Di sangue napoletano, di crescita senese, di maturità fiorentina passando per le strade bolognesi, romane e milanesi. Scrivo da paranoico, leggo da affamato. E amo spendere soldi.