La #Listona: streaming post-elettorale

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La campagna elettorale è finita, abbiamo assolto all’onore ed onere del voto. Qualcuno di noi è stanco, qualcuno è soddisfatto e qualcuno deluso. Qualcuno deve ancora riprendersi dalle 11 ore della Maratona Mentana. Seguendo la falsariga della precedente #Listona abbiamo selezionato per voi una serie di chicche dei principali siti di streaming generalisti – Amazon Video, Netflix, PremiumPlay/Infinity – per decomprimere la tensione post-elettorale o per riposarsi fra un salotto politico ed un altro.

SIGLA

Amazon Video : L’odore della notte (Claudio Caligari – 1998)


Forse per l’eccezionale fattura di Non essere cattivo, forse per la dipartita del suo autore, due anni fa Claudio Caligari tornò all’onore delle cronache e tutti (o quasi) si misero ad analizzare ed a lodare l’opera di uno dei più curiosi registi del nostro cinema. L’odore della notte, uscito vent’anni dopo l’esordio, utilizza il noir come pretesto per raccontare le pulsioni della civiltà italiana fra le due repubbliche, la crisi dell’individuo comune al tramonto della stagione dei grandi ideali politici. Mastrandrea, in una prova d’attore maiuscola, interpreta un carabiniere insoddisfatto ed apatico che si dedica alle rapine alla ricerca di stimoli, emblema di tutta un’umanità alla ricerca di punti di riferimento.

Netflix : Paris Is Burning (Jennie Livingstone – 1989)

Suggestivo documentario sulla comunità Drag Queen di New York negli Anni Ottanta. Girato in 4:3 e raccontato attraverso i gesti e le parole dei suoi protagonisti, è ancora oggi una straordinaria testimonianza della vitalità dei gruppi LGBT nell’era Reagan, alla ricerca di riti che li definissero come comunità in un momento storico in cui la narrazione popolare ancora li ignorava o addirittura demonizzava. Un film raro e prezioso.

Netflix: La Casa Dei Piccoli Cubi (Kunio Katō – 2008)

Tempo fa, intervistando Gianluca Perrino e Leonardo Dell’Olio, si finì per parlare en passant anche del cortometraggio come forma d’arte completa e della nuova vita che questa forma di audiovisivo sta sviluppando negli ultimi anni. Questo breve film animato, sviluppato senza dialoghi e tutto attorno alla capacità evocativa delle immagini, fa scattare piccoli e sinceri moti di emotività nello spettatore, condensando in pochi minuti la storia di una vita e di un amore. Se la giornata è di quelle adatte vi entrerà una bruschetta nell’occhio.

Amazon Video: L’Altro Delitto (Kenneth Branagh – 1991)

Il secondo film di Kenneth Branagh è un oggetto strano e sbilenco, incerto nei modi e decisamente incompiuto. Ma irresistibilmente affascinante. Vi si riconoscono i modelli (Hitchcock su tutti) e la cura nella messa in scena e nelle inquadrature che caratterizzerà buona parte della produzione successiva. Anche qui il posto in lista se lo è meritato la rarità e l’interesse “storico” del film, scarsamente presente sul mercato home video e nei palinsesti, ma comunque interessante da vedere.

Infinity: In Time (Andrew Niccol – 2011)

A dispetto di risultati altalenanti il cinema di Andrew Niccol ruota all’incirca attorno a due nuclei fondamentali. La fantascienza ed il sogno di una società egualitaria. In Time, come altri film di questa lista, non è forse un film bellissimo ma è sicuramente un film di cui si è ingiustamente parlato troppo poco. Una piccola parabola morale dal sapore socialista a guisa di Sci-Fi, con una spolverata di azione. Manca forse di compiutezza, ma difficilmente troverete prodotti hollywoodiani così ideologicamente audaci.

PremiumPlay: Blackhat (Michael Mann – 2015)

Michael Mann nella sua lunga carriera ha messo mano a tanti progetti bellissimi e di successo, lasciando il segno nell’immaginario collettivo e creando precedenti – sia nel piccolo che nel grande schermo – con cui le produzione successive hanno dovuto confrontarsi. Blackhat ad oggi è il suo ultimo film e forse l’unico vero ( ed immeritato) flop, tanto da esser stato dimenticato poco dopo l’uscita da critica e pubblico. Vale la pena riscoprirlo, ignorare una trama poco appassionante e lasciarsi abbagliare dalla grandezza del lavoro sull’immagine, rendendo finalmente giustizia a questo ennesimo tassello della storia produttiva di un grande artista.

Autore

Volevo avere la classe di Charlie Rose, per ora ho solo la panza di Vincenzo Mollica.

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