Cara Catastrofe, quando qualcuno si avvicina io scappo, perché?

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Ciao Cara Catastrofe.
Penso di avere un problema. Anzi, è un serissimo problema.
Mi puoi spiegare perché se un ragazzo carino, interessante e disinvolto si avvicina, io di default lo rifiuto?
Non mi sento a mio agio e ho paura di rovinare tutto. Quindi per evitare di rovinare tutto, non rovino niente. Non mi metto neppure a cominciare. Come faccio a superare questo blocco?
Anche se forse una soluzione non esiste…
Ciao!

Ciao,
dirai che sono ingenua, ma una soluzione si trova sempre! Non è un problema così grave. Già il fatto che tu attiri ragazzi carini, interessanti e soprattutto DISINVOLTI beh… chapeau!
Per quanto riguarda la disinvoltura, oramai trovare persone disinvolte è un caso più unico che raro. Ci sentiamo sempre più inadatti e inadeguati alla vita. Poveri di certezze e ricchi di disagio (come dimostra questa rubrica!). Quindi già sei a un buonissimo punto.

«C’è la realtà che ti bussa alla porta» e non sai se aprirle o se nasconderti? La risposta è facilissima e la sai anche tu:

Mi faccio un giro in giostra, vieni fatti un giro anche tu, è divertente, non pensi a niente!

La risposta è sempre quella: cosa hai da perdere? Semmai ci parli, non ti piace più ed è andata.
Ma al contrario invece perdi tutto. Indipendentemente da quello che succederà dopo, avrai sempre avuto l’occasione di conoscere una persona. Conoscere, confrontarsi, scambiarsi parole o sorrisi, sono sempre il modo migliore per vivere la vita.

E se non sai come scioglierti e la situazione ti mette a disagio potresti… buttarla sulla simpatia. Cosmo ad esempio consiglia di chiamare dei Clown, in alternativa preparati qualche barzelletta (quelle del cucciolone sono da evitare!).
Non era questo il consiglio che volevi? Purtroppo io non ci posso fare proprio nulla. La soluzione sei tu. Devi essere tu a decidere se salire sulla giostra. Dai sali…

No, non pagare tanto già qualcuno lo fa per te!

Ma se non vuoi aprire, prima o poi la porta cadrà giùed io comincerò a ridere.

Autore

Trentina, classe '94. Scrivo (diari disperati) dal 2003. Qualche anno fa, a Verona, ho incontrato il grande amore della mia vita: la radio. Ora studio a Torino, dove continuo a fare le cose che mi piacciono di più: parlare e scrivere (continuamente).

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