Il castello di Neuschwanstein: da Ludwig II a Walt Disney

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Nella regione tedesca della Baviera sorge uno dei castelli più spettacolari del mondo, costruito nella seconda metà dell’Ottocento. Il castello di Neuschwanstein, infatti, è il frutto della mente visionaria del sovrano bavarese Ludwig II di Wittelsbach, cugino prediletto dell’imperatrice Elisabetta d’Austria, al secolo Sissi. Introverso e solitario, insofferente alle responsabilità del governo, il sovrano sogna una dimora che concretizzi le sue due più importanti passioni: il medioevo e l’opera di Wagner.

Il re di Baviera Ludwig II di Wittelsbach

Ludwig, re di Baviera

Ludwig diviene re di Baviera a soli diciotto anni, in seguito alla morte del padre. Sebbene abbia ricevuto un educazione mirata alla futura carica, il giovane sovrano preferisce rifugiarsi nel mondo dei sogni; questo atteggiamento, infatti, lo porta a sviluppare una crescente misantropia, che si acuisce particolarmente in età adulta. Le sue valvole di sfogo sono la storia e la musica, che studia con passione. La costruzione di castelli fiabeschi nel territorio bavarese sono dunque la concretizzazione dei suoi interessi; tuttavia, la messa in opera dei cantieri, prosciuga le casse dello stato e rende precaria la posizione politica del re. Nel 1886, infatti, viene dichiarato pazzo e deposto: il 13 giugno, il suo corpo e quello del suo medico vengono ritrovati nelle acque del lago Starnberg. La sua morte, tutt’oggi, è avvolta da un alone di mistero.

Il castello di Neuschwanstein in inverno

Il castello di Neuschwanstein in inverno

Il castello di Neuschwanstein

La costruzione del castello viene avviata nel 1869 secondo forme che ricordano i castelli medievali. Il re, infatti, si ispira alle forme della fortezza medievale di Wartburg, in Turingia, che aveva visitato nel 1867. Sebbene le due costruzioni non si somiglino nelle forme, è chiaro cosa abbia in mente il sovrano bavarese: rievocare il fasto dell’epoca della cavalleria con una costruzione in stile. Costruito ad un’altezza vertiginosa di 965 metri, il castello evoca l’atmosfera di un luogo fatato. L’autore del progetto è lo scenografo Christian Jank, scelto probabilmente perché autore della messinscena di alcuni drammi di Wagner. Lo spazio asimmetrico che concepisce configura una struttura dal sapore eclettico, in linea con il gusto di fine Ottocento.

La struttura del castello

Attraverso un monumentale torbau racchiuso da due torrette a base circolare si accede al complesso. La struttura principale, in pietra bianca locale, riflette l’articolazione del castello descritto nel Lohengrin di Richard Wagner: una serie di luoghi deputati allo svolgimento di funzioni di rappresentanza, in cui si susseguono più di duecento stanze. Nonostante l’aspetto neogotico della struttura, il castello è dotato di servizi all’avanguardia per l’epoca. Alcuni ambienti, infatti, sono dotati di acqua corrente e sistemi di scarico automatici.

 

La camera da letto del sovrano

La camera da letto del sovrano, foto tratta da Wikipedia

Anche gli ambienti interni del castello di Neuschwanstein si rifanno all’opera di Wagner, configurando il complesso come un’immensa opera scenografica. Nella sala da letto di Ludwig, infatti, le decorazioni hanno come tema il dramma Tristano e Isotta; lo studio privato, affiancato da una grotta artificiale, è ornato con affreschi ispirati al Tannhäuser; infine, il protagonista della sala di soggiorno è dedicata al cavaliere del cigno Lohengrin.

La bella addormentata nel bosco

La selva di pinnacoli che caratterizza il profilo del castello ha acceso l’immaginazione di Walt Disney, che si è ispirato a Neuschwanstein per creare il palazzo ne La bella addormentata nel bosco. Nel film d’animazione, infatti, il castello svetta su un pendio roccioso ed emerge dalla vegetazione circostante. Neuschwanstein è dunque il perfetto luogo deputato allo svolgimento di questa storia, in accordo con il mondo fiabesco creato da Ludwig.

Autore

Sono una storica dell'arte amante dell'architettura, che studio con passione all'Università di Pisa. Amo leggere, passeggiare con i miei cani e trascorrere le giornate in tranquillità all'aperto. Spero di diventare, in futuro, una ricercatrice nell'ambito dei beni culturali.