Il sabato mattina al Gabinetto Vieusseux: scrittori raccontano scrittori

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17/02

Sabato scorso (più precisamente il 17 febbraio) ho partecipato al terzo appuntamento del progetto Scrittori raccontano scrittori, tenuto al palazzo Strozzi nella sala del Gabinetto Vieusseux. Federica Manzon ha tenuto una bellissima lezione su Umberto Saba e la sua Trieste. È stata un’ora e mezza intensa, la scrittrice ha catturato completamente l’attenzione dei numerosi presenti, svincolandosi dalle consuete norme di una lezione di letteratura e riuscendo a farci innamorare di un personaggio che troppo poco viene considerato dai programmi scolastici.

Federica Manzon e Umberto Saba

Federica Manzon ha parlato di Trieste e del crocevia di artisti che la popolavano, ci ha raccontato di aneddoti sull’uomo che era Umberto Saba, sul suo amore per la moglie, sulle sue esperienze omosessuali e sulla semplicità della sua poesia, collegandola spesso anche ai componimenti di Sergej Esenin.

Un ricordo

Non dormo. Vedo una strada, un boschetto,
che sul mio cuore come un’ansia preme;
dove si andava, per star soli e insieme,
io e un altro ragazzetto.

Era la Pasqua; i riti lunghi e strani
dei vecchi. E se non mi volesse bene
pensavo e non venisse più domani?
E domani non venne. Fu un dolore,
uno spasimo verso la sera;
che un’amicizia (seppi poi) non era,
era quello un amore;

il primo; e quale e che felicità
n’ebbi, tra i colli e il mare di Trieste.
Ma perché non dormire, oggi, con queste
storie di, credo, quindici anni fa?

Silenzio

Ciò che più mi ha appassionato, oltre al valore suggestivo della sala del Gabinetto, circondata da scaffali con volumi antichi e strutture in legno dal sapore intellettuale, è stato il silenzio in cui è piombato il pubblico nell’ascoltare le parole della scrittrice. Un’ora e mezza di assenza di rumori, mai il suono di una suoneria o di uno starnuto o colpo di tosse o di un gesto improvviso e inopportuno. Poche diapositive, tutte a mostrare le parole di Saba che hanno intriso l’aria della sua profondità e che mi hanno personalmente lasciato un benessere che è perdurato per tutto il fine-settimana, nonostante le nuvole in cielo.

 

C’era bisogno del Gabinetto Viesseuux: è stato trovato il modo più semplice e più efficace, a mio avviso, per avvicinare sia studenti (per inciso, erano presenti ben due classi) sia anziani nostalgici dei tempi che furono sia (seppur pochi) i soliti ragazzi che si trovano a metà.

Per chi volesse partecipare ai prossimi incontri, ecco il programma completo:

Autore

Di sangue napoletano, di crescita senese, di maturità fiorentina passando per le strade bolognesi, romane e milanesi. Scrivo da paranoico, leggo da affamato. E amo spendere soldi.