Musei e danza: l’unione fa la forza

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Negli ultimi anni il museo, luogo deputato alla conservazione, studio, visione e conoscenza dell’opera d’arte si è confrontato da un lato con nuove esigenze e possibilità di conoscenza, comunicazione ed educazione delle proprie raccolte, dall’altro con la necessità culturale, sociale e politica di ampliare il pubblico dei musei. Nelle dichiarazioni delle mission e negli intendimenti statuari di molte istituzioni, infatti, viene data importanza alla volontà di aprire il museo al pubblico, alla società, ad altri linguaggi ed espressioni artistiche.

In questo contesto di esigenze e possibilità del museo si inserisce il recente dialogo tra musei e danza contemporanea. La danza contemporanea, la contact improvvisation (sequenze di danza che si basano sull’improvvisazione, originate dal contatto fisico tra due o più danzatori) ed il teatrodanza, nati alla fine del XIX secolo in America e poi estesi in Europa dalla comune ribellione alle regole e dogmi imposti dalla danza classica accademica, si prestano ad essere eseguiti in ambienti diversi dal tradizionale teatro per la loro capacità di adattamento e per la ricerca verso una interdisciplinarietà tra le arti.

Sasha Waltz, Dialoge 09 MAXXI, Roma

MUSEI E DANZA

Tra i compiti del museo oggi è anche quello di intercettare la domanda di fruibilità dell’arte, fornendo le indicazioni necessarie per orientare le scelte ed il comportamento di un potenziale visitatore, proponendo strategie di visibilità studiate dalla comunicazione e dalla promozione. Il concetto di comunicazione, quindi, si è ampliato verso un’interazione tra le diverse arti, portando alla realizzazione di eventi come l’inserimento di spettacoli di danza. Attraverso il linguaggio corporeo, i danzatori trasmettono un messaggio con cui le opere d’arte esposte e l’architettura interagiscono e si relazionano.

Still Moving, Metropolitan Museum of Art di New York

Lo spettacolo Still Moving del cinese Shen Wei è stato proposto il 6 e 13 giugno 2011 nella Charles Engelhard Court of America Wing del Metropolitan Museum of Art di New York, tra le sculture realizzate da artisti americani tra la fine del XIX e l’inizio del XX secolo come Diana di Augustus Saint Gaudens (1892-1893), The Struggle of the Two Natures in Man di George Grey Barnard (1888) e Evening di Frederick Wellington Ruckstull (1877). I danzatori hanno ricercato un dialogo con le sculture presenti cercando affinità e contrasti cromatici o nelle attitudini mimico gestuali. Il dialogo, oltre che nelle gestualità, era dato anche dal costume dei danzatori: gonne lunghe grigie e pantaloni bianchi, ricoperti da un trucco bianco che enfatizzava il rapporto con il colore delle sculture.

Shen Wei, Still Moving, MET, New York

Un esempio italiano: Dialoge 09, MAXXI di Roma

Presentato in un museo pura architettura perché ancora senza opere è lo spettacolo di danza Dialoge 09 della coreografa e danzatrice tedesca  Sasha Waltz, che nel 2009 ha pre-inaugurato il MAXXI-Museo Nazionale delle Arti del XXI secolo di Roma, primo e unico museo statale dedicato alla creatività artistica e architettonica contemporanea, istituito dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali e del Turismo e progettato dall’architetto anglo-iraniano, ma una delle cosiddette archi-star internazionali, Zaha Hadid.

L’edificio in vetro, acciaio e cemento supera l’idea tradizionale dell’edificio museo mostrando una complessità di volumi, di pareti curvilinee in cui lo spettatore può seguire percorsi di visita diversi. Il 14 novembre 2009 nella preapertura straordinaria del museo, che ha visto la sua apertura definitiva il 30 maggio 2010, ha ospitato lo spettacolo di Sasha Waltz.

In un museo pure architettura e totalmente privo di opere d’arte, i danzatori hanno lavorato sulla decostruzione degli spazi, occupando il museo come se fosse opere d’arte, adattando il loro corpo a questi spazi, cercando un dialogo con tutti gli elementi strutturali del museo. Addirittura, in un’azione alcuni danzatori sono stati appesi al soffitto tramite un filo metallico, come se fossero lampadari o addirittura statue da ammirare a tutto tondo.

Sasha Waltz, Dialoge 09, MAXXI, Roma

VIRGILIO SIENI

Virgilio Sieni, coreografo e danzatore contemporaneo di fama internazionale, nato a Firenze, è direttore e fondatore dell’Accademia sull’arte del gesto di Firenze, della Compagnia Virgilio Sieni. Dal 2013 al 2015 è stato direttore della Biennale di Venezia settore Danza.

Tra i suoi numerosi lavori con professionisti e cittadini comuni, senza esperienze nel campo della danza, ricordiamo lo spettacolo La cittadinanza del corpo, realizzato all’interno di Palazzo Te di Mantova, dal 21 al 22 luglio 2016, in occasione di Mantova Capitale Italiana della Cultura 2016. Il Palazzo Te, realizzato da Giulio Romano per il signore di Mantova Francesco II Gonzaga, è stato luogo del potere signorile fino al 1876, quando venne acquistato dal Comune di Mantova, ed è oggi sede del Museo Civico e del Centro Internazionale d’Arte e di Cultura di Palazzo Te.

Sieni ha ideato una coreografia coinvolgendo 50 cittadini mantovani di ogni età, ricercando relazioni mimico-gestuali con gli affreschi di 9 sale del piano terra coinvolte. Ad esempio, nella celebre Camera dei Giganti, nella quale tutte le pareti ricordano l’evento mitologico narrato da Ovidio nella Metamorfosi, della caduta dei giganti cacciati da Zeus, un Ottetto ha dialogato con gli affreschi. Tra pose in disequilibrio, azioni circolari e fluide, i performers hanno ripreso la rotondità della cupola, la vorticosità delle scene e la trama serpentina del pavimento.

Virgilio Sieni, La cittadinanza del corpo, Palazzo Te, Mantova

Questa unione tra lo spazio museale e la danza favorisce una diversa fruizione da parte del visitatore più coinvolgente, a completamento delle sollecitazioni trasmesse dal museo. Le performance di danza in questo senso possono essere considerate mediatori culturali che contribuiscono ad arricchire l’idea del museo ed a favorire l’accesso ai suoi saperi culturali.

Autore

Studentessa in Storia delle Arti Visive e dello Spettacolo presso l'Università di Pisa. All'età di 6 anni ho abbracciato l'affascinante mondo della danza e del teatro, che tutt'ora continua a regalarmi grandi emozioni. "Che cosa è il teatro? Una delle testimonianze più certe del bisogno dell’uomo di provare in una sola volta più emozioni possibili". (Eugène Delacroix)