Come possiamo gestire la nostra rabbia?

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La rabbia è insieme alla paura l’emozione più difficile da controllare, con la quale ognuno di noi si confronta più spesso nella vita di tutti i giorni.

La principale causa di somatizzazione psicologica

Si manifesta con un’intensificazione di differenti parametri fisiologici, che variano da persona a persona, può esserci uno stato di agitazione costante, un aumento della frequenza cardiaca e molto spesso problematiche fisiche ad essa correlate (mal di testa, disturbi gastrici ed intestinali). Molti studi concordano nell’identificare la rabbia, e in particolare la sua repressione, come la principale causa di somatizzazione psicologica.

Tale emozione conduce come reazione comportamentale all’aggressività o alla scelta fra aggredire o fuggire.

Le cause del comportamento aggressivo

Uno dei principali studiosi dell’aggressività, Dollard, definisce la rabbia e le conseguenti reazioni aggressive come effetto diretto di una situazione frustrante, per frustrazione si intende l’impossibilità per l’individuo di realizzare i propri bisogni e la conseguente sensazione di impotenza:

un comportamento aggressivo presuppone sempre uno stato di frustrazione e, inversamente, l’esistenza di una frustrazione conduce sempre a qualche forma di aggressività.

Dollard et all., 1939

La funzione adattiva della rabbia

La rabbia come la paura ha un importante funzione adattiva in quanto permette di reagire a situazioni esterne avverse e sviluppare la propria affermazione personale in ambito socio-relazionale: ci aiuta a non tollerare ciò che è obbiettivamente ingiusto e a reagire ristabilendo condizioni per noi più accettabili.

Quando la rabbia è un problema?

Tale emozione diventa un problema quando le reazioni di aggressività sono eccessive per intensità, oppure troppo frequenti ed ingiustificate. Nel primo caso la persona sbaglia il “modo” con cui esprime il suo contrasto ad una determinata condizione, ciò spesso conduce a passare “dalla parte del giusto a quella del torto”, aumentando conseguentemente il senso di frustrazione personale. In questi casi è fondamentale dare degli strumenti per canalizzare la rabbia e rendere la sua espressione sociale più contenuta ed accettabile, fornendo strategie da realizzare concretamente nelle relazioni. Per esempio prima di criticare qualcuno mettere sempre questa premessa: “So che ti farò arrabbiare dicendoti questo, ma non posso non dirtelo…”, in genere una critica, così presentata, viene accolta senza creare conflitti.

Crisi di aggressività ingiustificate o uno stato di nervosismo continuo sono invece l’effetto di una differente modalità individuale di gestione della rabbia, che si basa sul reprimerla facendola implodere internamente. La persona si trattiene, trattiene finché non arriva il punto in cui esplode. Tale dinamica, come si intuisce, è molto rischiosa e si risolve dando uno spazio quotidiano alla persona dove mettere per scritto tutti gli aspetti che le fanno più male e che non riesce ad accettare. Si può scrivere su aspetti molto differenti: ingiustizie del passato, relazioni finite, difetti del partner o dei genitori, ecc. La scrittura esasperata e quotidiana gradualmente riduce la rabbia e trasforma le reazioni aggressive che diventano sempre più controllabili.

In linea generale la rabbia si affronta concedendosela quotidianamente in uno spazio virtuale in cui non può nuocere a noi stessi ed alle persone che sono intorno a noi, e conseguentemente, man mano che scende ,sperimentando modalità comunicative nelle relazioni, che permettono di gestire e non subire le reazioni comportamentali scaturite da tale emozione.

 

Autore

Psicologo e Psicoterapeuta. Specializzato in Psicoterapia Breve Strategica. Membro dell'Istituto di Psicoterapia Strategica- Interazionista con sede a Livorno. Esercita la libera professione a Livorno, Empoli e Lucca.

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