Il coraggio pop di Ricky Martin

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Ricky Martin si sposa

E chi se ne frega!” – dirà qualcuno. Ma si sbaglia.

Astenendoci da qualsiasi critica musicale, ci fermiamo ai fatti: Ricky Martin è conosciuto in mezzo mondo con dei successi pazzeschi e incassi milionari.

È stato, ed è ,un sex symbol oltre che un degno rappresentante del genere macho latino. La sua scelta va oltre il dichiararsi e incide sull’immaginario collettivo. Mostrarsi in pubblico con gli uomini che ha frequentato, mostrare i propri figli rivendicando la normalità di una vita da padre single è molto di più del classico materiale che i famosi forniscono a paparazzi e riviste rosa per alimentare comodi pettegolezzi; quelli utili a nutrire notorietà e conto in banca. Ricky ha deciso di combattere una battaglia politica, rivendicando la dignità della propria condizione umana, il diritto alla normalità di amare, essere padre, sex symbol e macho latino, tutto insieme.

Ricky Martin con il marito Jwan Yosef e i due figli (Photo by Frazer Harrison/Getty Images)

Non è scontato, non è dovuto e neanche facile. Per questo Il suo matrimonio non è un evento privato, né un dato irrilevante. Ha sdoganato l’omosessualità nel mondo dei macho latini, facendo entrare in cortocircuito questo stereotipo vintage. Negli ultimi anni si è mostrato con i suo due figli adottati in foto da rivista patinata: tutti di bianco vestiti e “belli belli, in modo assurdo”, rivendicando, con questo simbolo potentissimo, quello che considera un diritto.

Ricky Martin con il marito Jwan Yosef e i due figli (Vanity Fair)

Il basso non è sempre così basso

In questa rubrica siamo abituati a mescolare l’”alto” e il “basso”, fingendo una spregiudicatezza che vorrebbe mostrare l’assenza di paura per il giudizio altrui. Invece il timore esiste e il giudizio ci interessa. Ma sentiamo il dovere di rischiare (sul diritto nessuno dovrebbe discutere). L’alto e il basso, non solo esistono ma sono l’uno funzionale all’altro: senza la cultura pop non ci sono intellettuali, idee e valori che sopravvivano al passare del tempo.

I cambiamenti sociali quasi sempre vengono innescati dal mondo intellettuale, ma non cambiano nulla se non avvengono con il contributo di tanti e dei loro piccoli gesti di rottura. Per sfidare la consuetudine ci vuole coraggio. Seduti in un elegante salotto di intellettuali e artisti non è poi così difficile trovare udienza e l’attenzione curiosa di menti creative. Rompere gli schemi con naturalezza ed eleganza, per un divo del pop, sulle riviste rosa è molto più rischioso. Per questo Ricky Martin non è solo un chico latino che canta tormentoni pop.

Il tempo passa veloce e le vite di quelli che oggi chiamiamo divi scompariranno con le generazioni che hanno contaminato. Ciò che rimane è l’insieme di quel piccoli gesti rivoluzionari, di quei piccoli momenti di coraggio che uniti a quelli degli altri cambiano la società. A Ricky Martin sopravviveranno i suoi piccoli, semplici, coraggiosi gesti, così naturalmente rivoluzionari.

Autore

Sardo di nascita, vivo a Firenze dai lontani tempi dell’università. Rimango sardo perché mi va e perché fiorentini non si diventa. Mi piace fare tutte le cose banali. Adoro i luoghi comuni, mi sforzo di essere hipster per occultare i mio lato nerd. Vorrei essere più alto. Amo incondizionatamente chiunque nutra la mia autostima. Credo che il mondo sarebbe più bello se fossimo tutti più stupidi.

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