“The End Of The F***ing World” e i dolori di una giovane coppia

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Lo scorso venerdì è stato pubblicato su YouTube il nuovo video di Caparezza: Una Chiave, terzo singolo estratto dall’album Prisoner 709. Nella canzone il rapper dialoga con un giovane sé stesso per incoraggiarlo nonostante la solitudine e la paura lo tormentino. Un paio di versi mi hanno colpito ed introducono alla perfezione la serie di cui vi parlerò, ovvero The End of the F***ing World:

Chi dice che il mondo è meraviglioso
Non ha visto quello che ti stai creando per restarci
[…] A capofitto nel tuo limbo in preda ai pensieri
Procedi nel tuo labirinto senza pareti

Vi è mai capitato da giovani di aver lasciato l’immaginazione galoppare per evitare una triste e buia realtà? Avete mai pensato: “ora prendo il primo aereo e me ne vado!“, oppure: “se avessi un’arma in mano adesso, farei una strage!“. Bene, questi pensieri sono stati trasformati in realtà in The End of the F***ing World. Nata come graphic novel dalla penna di Charles Forsman, la serie ha fatto il suo debutto su Channel4 nell’ottobre 2017. Ad inizio anno Netflix ha provveduto a distribuire globalmente gli 8 episodi della prima stagione diretta da Jonathan Entwistle. Visto il grande successo riscontrato, si parla di una possibile seconda stagione, sebbene il libro si concluda con l’ultimo episodio. 

The End Of The F***ing World 

La Trama

James (Alex Lawther, il protagonista di Shut Up and Dance) è un ragazzo diciassettenne autodefinitosi psicopatico con tendenze violente. Da quando è piccolo prova piacere ad uccidere piccoli animali, e adesso si sente pronto ad avere la sua prima vittima umana. Fondamentalmente è un tipo apatico, che prova indifferenza verso chiunque, e non ha rapporti con nessuno. Alyssa (Jessica Barden) è una coetanea di James, frequenta la stessa scuola e odia profondamente chiunque non sappia vivere una vita sfrenata. Per un senso di insoddisfazione e di frustrazione vorrebbe andarsene, lasciandosi alle spalle la nuova famiglia della madre e la noiosa cittadina nella quale non succede mai nulla.

James vede in Alyssa la sua prima vittima e finge di innamorarsi di lei. Alyssa vede in James la possibilità di scappare con la macchina del padre di lui. I due viaggeranno insieme senza la benché minima idea di cosa sia necessario per sopravvivere lontano da casa. Alyssa vorrebbe andare a trovare suo padre, l’unico a suo dire che le vuole bene. Nel loro viaggio si imbatteranno nei più bizzarri personaggi: da assassini sadici a molestatori, da benzinai nevrotici a poliziotti incapaci. La coppia si lascerà alle spalle una scia di reati (anche gravi) fatti a cuor leggero che attireranno rapidamente l’attenzione.

The End Of The F***ing World 

It’s The End of The (F***ing) World as we know it

The End of the F***ing World sembra prendere la storia di Moonrise Kingdom di Wes Anderson e riempirla di violenza e black humour. Lo stile simmetrico è presente anche in molte inquadrature della serie; tuttavia la fotografia non si basa su tinte pastello, bensì su colori realistici e atmosfere grigie come un cielo inglese. Il tema della fuga e del viaggio on the road è un tema ricorrente in qualsiasi opera, ma qui vengono mischiate le carte in tavola. James e Alyssa affronteranno il viaggio come mezzo per ricercare uno scopo vano e irraggiungibile, e di questo se ne accorgeranno già dal secondo episodio. La loro crescita sarà frutto di una serie infinita di errori e situazioni spiacevoli che i due dovranno affrontare. Il loro affiatamento come coppia, dapprima inesistente, diventerà man mano maggiore, finendo per farli innamorare davvero.

Le voci narranti di James e Alyssa riflettono i loro reali pensieri, ma non sempre le loro azioni o ciò che dicono. Questa incoerenza tra idea e gesto è spesso alla base dei momenti comici. Le situazioni surreali, la scorrettezza morale e la stupidaggine di alcuni adulti fanno il giusto contraltare divertente alla tragicità delle scene. Sebbene né il libro né la serie vogliano prendersi troppo sul serio, la parte più riflessiva e drammatica è rappresentata in maniera egregia. Merito soprattutto dell’ottima prova attoriale dei protagonisti, ma anche di quella sottotrama amara e cinica che a volte viene solo lasciata intendere. La colonna sonora è una parte importante nella serie: la maggior parte dei brani utilizzati viene dalla tradizione country e rockabilly degli anni Sessanta. La musica sembra essere l’unica valvola di sfogo che hanno i due ragazzi per scatenarsi e non sembrare due zombie.

The End Of The F***ing World 

Ultime considerazioni

Leggendo da qualche parte su internet dei commenti a The End Of The F***ing World ne ho trovato uno che incitava a far vedere la serie nelle scuole al posto di 13 Reasons Why. Ora, il paragone mi sembra esagerato, anche a fronte della differenza di genere; ma anche secondo me, The End Of The F***ing World, in nemmeno 3 ore ci spiega meglio, con sagacia e arguzia, e con più realismo, un tema attuale e insidioso come il disagio giovanile.

Vedendola con gli occhi di un adolescente, la serie è la storia di una disperata richiesta di uscire dall’isolamento che i ragazzi si sono creati per non diventare egocentrici e passivi come gli adulti che li circondano. Un disagio che sta prendendo largo e che non cesserà di esistere, ma anzi, aumenterà se non viene incanalato nella giusta direzione. Ed è questa la famosa Chiave di cui parla Caparezza nella canzone: avere gli strumenti e le possibilità per cambiare il mondo e non volerlo veder bruciare per uscirne.

Autore

Vedo cose, ascolto tutto, sono attento ai dettagli e preciso per formazione. In realtà non sono mai stato serio in vita mia, ma nessuno è mai riuscito a darmi ragione.

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