“Dentro il Mare”: intervista a Leonardo Dell’Olio e Gianluca Perrino

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Leonardo Dell’Olio e Gianluca Perrino sono le menti dietro a Dentro Il Mare, un cortometraggio di prossima uscita che ha catturato il mio interesse durante le mie ricerche nel sottobosco delle produzioni indipendenti italiane. Ho deciso di fare con loro quattro chiacchiere per farmi raccontare (e raccontarvi) tutto sul progetto.

Come, dove e quando nasce la vostra collaborazione e il progetto di Dentro Il Mare?

Gianluca: Ci siamo conosciuti a Bari, all’università, dove frequentavamo il corso di laurea in Lettere Moderne. Abbiamo preso a collaborare data la comune passione per il cinema, dando vita diversi progetti nel corso degli anni, dei quali Dentro il mare è l’ultimo in termini cronologici.
La gestazione del film è stata lunga. Nel 2015 Leonardo aveva scritto un primo soggetto per un mediometraggio, del quale ha realizzato più stesure, ma che non ha mai trovato una produzione che potesse sostenerlo.
Ad aprile 2017 poi, durante il Festival del Cinema Europeo di Lecce, abbiamo avuto la possibilità di presentare il pitching del film ad alcuni produttori europei emergenti in città per il MAIA Workshop. Sulla base delle suggestioni ricevute, Leonardo ha deciso di rielaborare il film chiamandomi in causa per sviluppare gli aspetti più onirici e simbolici della storia, arrivando a completare l’ultima versione della sceneggiatura (quella definitiva) a fine maggio in tempo per l’avvio della pre-produzione del film.

Leonardo: Mentre riscrivevamo il film abbiamo notato come gradualmente si stesse delineando una nuova storia. Dentro il mare è un cortometraggio su di un ragazzo che, vinto dal dolore, si allontana da suo nonno per cercare delle risposte nella solitudine, tra il rumore del mare. Il mare è diventato un elemento con il quale Mario, il protagonista, arriva a fondersi completamente ed è un luogo che fa riaffiorare in lui vecchi ricordi e gli permette di fare i conti con il proprio passato.

Il film è ambientato (e girato interamente) in Puglia, che ha dato i natali a voi e ad altri membri del cast. La scelta è dovuta alla praticità logistica ed economica o, piuttosto, a un rapporto più intimo con il territorio?

Leonardo: Il film nasce in parte dai miei ricordi d’infanzia, e fin dalla prima stesura della sceneggiatura era presente un rapporto quasi embrionale con il territorio. Inizialmente si era pensato di ambientare le riprese tra Civitavecchia e Bari, le due città nelle quali ho vissuto più a lungo anche perché ci è sembrato singolare che anche se molto diverse tra loro, queste fossero città di mare piuttosto popolose dove la presenza dei pescatori è molto radicata.

Gianluca: Quando abbiamo avviato la pre-produzione abbiamo quindi vagliato l’ipotesi di spostare parte delle riprese nel Lazio, ma ci siamo dovuti ricredere perché i costi sarebbero stati eccessivi. D’altra parte questo inconveniente è stata una svolta per Dentro il mare, perché a partire da quel momento abbiamo cominciato a muoverci nel nostro territorio in maniera più consapevole scoprendo molti luoghi a noi ignoti e altri che tendevamo a dare per scontato. Le location che più ci hanno ispirato – quelle del nord barese: le spiagge incontaminate nei dintorni di Giovinazzo, i piccoli moli dei pescatori di Bari tra San Giorgio e Torre a Mare, e le antiche torri sul mare come la spiaggia di Torre Quetta – hanno reso l’atmosfera del film particolarmente rarefatta. Tra l’altro il cast è quasi interamente composto da nostri colleghi pugliesi, molti dei quali conosciuti a Bari durante un corso di formazione per Aiuti Regia e Segretari di edizione. L’unica eccezione sul set è rappresentata dall’artista romano Roberto Farinacci, compagno di vita della nostra DOP (Director of photography, ndr).

Girare in esterni, su set reali, ha comportato delle difficoltà? Il progetto ha subito delle modifiche in corso d’opera per questo?

Gianluca: Abbiamo girato il film a inizi luglio nell’arco di tre giorni, dei quali due e mezzo in esterni e soltanto una mezza giornata, l’ultima, in interni. Abbiamo cominciato a girare fin dal primo giorno alle prime ore dell’alba, perché la sceneggiatura spesso richiedeva che le ambientazioni nelle quali dovevano muoversi i personaggi fossero deserte. Abbiamo vissuto alcuni disguidi logistici il giorno delle riprese a Cala San Giorgio antico approdo di pescatori dal quale a maggio parte la processione di San Nicola dove abbiamo trovato la spiacevole sorpresa della rimozione dei residui di posidonia da parte delle ruspe del comune, ma fortunatamente i lavori sono durati solo metà mattinata.

A Giovinazzo poi, dove era in scaletta il piano-sequenza finale (della durata di diversi minuti), la spiaggia era affollata fin dalle prime ore dell’alba e abbiamo dovuto bloccarne l’accesso tempestivamente per evitare che le auto dei bagnanti entrassero in quadro. Infine abbiamo deciso di spostare una parte delle riprese da Pane e Pomodoro, la spiaggia cittadina di Bari molto frequentata in estate, a un’altra più incontaminata su Giovinazzo, ma per fortuna questo ha soltanto reso il film migliore.

Leonardo: Certamente girare in esterni, specialmente le scene cittadine con il clima afoso dell’estate pugliese, è stata la sfida più difficile da superare, ma nonostante alcuni disguidi, che fanno comunque parte del gioco, ce l’abbiamo fatta.

Suona curioso che un progetto autoprodotto abbia preso a bordo un nome di rilievo come Ettore Toscano, vero veterano dell’arte performativa. Come è nato il suo interesse e l’adesione al progetto?

Gianluca: Hai ragione, Dentro il mare è stato prodotto esclusivamente grazie ai fondi personali di Leonardo, nonostante ciò la maggior parte del cast tecnico ha accettato di buon grado di aderire alla lavorazione e anche gli attori si sono uniti ben presto al film con grande passione e dedizione. Toscano è stato una scoperta: nonostante abbia lavorato con i più grandi registi della storia del teatro europeo, da Ronconi a Lavia a Orazio Costa (del quale è stato allievo), il Maestro si era allontanato dai set da qualche anno dedicandosi più volentieri alla poesia e al recital.

Leonardo: La vicenda legata all’incontro con il divo è singolare: in seguito alla notizia del casting apparsa sul sito dell’Apulia Film Commission ci è arrivata la chiamata di un allievo di Toscano che ci chiedeva di fissare un appuntamento per un incontro. Abbiamo appreso dopo qualche tempo che fosse stato proprio l’allievo a convincere Ettore Toscano ad incontrarci per discutere del progetto. Quando ci ha raggiunto a Bari, l’attore si è mostrato interessato a prendere parte al progetto e si è complimentato con noi per l’approccio intimo e poetico della sceneggiatura. D’altro canto proprio come Toscano, il quale ha pubblicato diverse antologie di poesie, anche il suo personaggio Carlo è ispirato a mio nonno materno, che ha una grande passione per la poesia vernacolare.

Ettore Toscano in una scena del film

Allo stesso modo vorremmo far presente come, nonostante l’enorme esperienza di Ettore, anche l’altro protagonista del film, Michele Carella  giovanissimo attore teatrale che abbiamo scoperto durante i Casting al Cineporto di Bari  si sia rivelato subito all’altezza del compito. Durante le prove è nato subito un feeling tra i due tanto che Michele ha anche ricevuto il plauso del Maestro che prima di andar via gli ha fatto gli auguri per la sua carriera nella recitazione.

Cosa vi porterete dietro da questa prima fase della lavorazione? Avete qualche aneddoto di vita sul set da regalarci?

Leonardo: Un’altra cosa singolare è avvenuta durante i preparativi, quando abbiamo allestito la scenografia, e più nello specifico la stanza di Mario, il giovane protagonista. Il film è stato girato nella casa del nostro organizzatore generale, che a sua volta si chiama Mario, e nella scelta dell’arredamento delle pareti della casa del ragazzo ci hanno colpito i bellissimi paesaggi marini realizzati dalla mamma del nostro amico, la quale è scomparsa da qualche anno proprio come la madre del personaggio di Dentro il mare. Purtroppo anche una delle attrici che avevamo convocato al casting per interpretare il ruolo della madre del protagonista, un’attrice molto nota nel panorama teatrale barese, è venuta a mancare un paio di mesi fa. Abbiamo diversi aneddoti da raccontare. La prima cosa che ci ha colpito è stata scoprire, fin dai casting e dai primi incontri, come tutti, tra attori e collaboratori, avessero una percezione completamente diversa sul tema del film e sulla storia: per alcuni il film trattava di incidenti in mare, per altri di suicidio, per altri ancora di alienazione mentale. In fondo, ognuna di queste supposizioni sarebbe potuta essere un’interpretazione valida anche se forse la nostra storia è meno complicata.

Il cast al completo

Infine, Bari ha risposto alle riprese in diversi modi, dai curiosi che rendevano impossibile al nostro fonico il compito della registrazione di tracce sonore del mare “a vuoto”, a un gruppetto di bambini che non volevano lasciarci il set libero perché avevamo occupato la loro banchina preferita sulla spiaggia di Torre Quetta, ad un’intera strada, compresa una squadra di operai intenti a ristrutturare la facciata di un palazzo, che si è fermata per assistere ai vari take di una scena. Molti in città si ricordano di noi e di Dentro il mare, a distanza di più di sei mesi, a causa delle mie urla quando chiamavo l’azione.

In altri tempi il cortometraggio era – in linea di massima – un’arte minore, destinata a dimostrare alle produzioni le capacità di un regista o poco più. Oggi, complice il cambiamento dei modi e dei canali con cui consumiamo audiovisivi, il formato breve ha sviluppato una sua dignità agli occhi dello spettatore. Quali condizioni vi ha imposto, a livello narrativo e stilistico, la breve durata tipica del corto?

Gianluca: L’arte del cortometraggio è tra le più difficili da padroneggiare. I corti sono nati in tempi in cui le bobine non permettevano di girare film per periodi di tempo più lunghi. Pensa, per esempio, alle comiche di Chaplin e Buster Keaton o ai corti di Melies e Lumiere. Poi nel cinema industriale sono via via diventati un banco di prova per testare le capacità di registi emergenti, anche se a dire il vero non tutti i registi hanno cominciato con cortometraggi. Il panorama del cinema breve contemporaneo è diventato piuttosto variegato: si passa dal corto d’autore, a volte commissionato da festival come quello di Cannes o da produttori che vogliono lanciare progetti sperimentali (Chacun son cinéma, I ponti di Sarajevo), al revival di film ad episodi (Storie pazzesche) fino a cortometraggi finanziati dalle grandi aziende per farsi pubblicità sui social. Ma oggi quando si pensa alla forma breve ci vengono subito in mente altri prodotti audiovisivi come i videoclip o gli episodi di serie televisive che hanno messo in crisi la funzione del cortometraggio ai giorni nostri.

Dentro il mare in questo senso è un progetto atipico, perché era stato pensato inizialmente per essere un mediometraggio, formato oggi poco spendibile per un regista indipendente. Quando sono subentrato in sceneggiatura abbiamo operato una sintesi che, a partire dagli aspetti simbolici della storia, prosciugasse tutti quegli elementi che non avevamo modo di sviluppare in un film breve.
L’altra cosa sulla quale abbiamo lavorato pensando al cortometraggio è stato il sonoro, perché abbiamo deciso di far emergere la voce del mare riducendo il più possibile le battute al fine di dare maggiore peso ai gesti e al comportamento dei personaggi. Del resto, film come Un chien andalou dimostrano come ogni storia abbia bisogno di trovare la forma e la durata più giusta, e non sempre ciò coincide con il formato del lungo o del mediometraggio.

Il film è attualmente in post-produzione, quando possiamo aspettarci di vederlo nel circuito dei festival o in sala?

Leonardo: Abbiamo ultimato il trailer del cortometraggio circa un mese fa, un lavoro che ha richiesto diversi test. Nell’arco degli ultimi mesi abbiamo cominciato a discutere circa possibili strategie narrative e di estetica del montaggio, ma prevediamo che, a causa delle difficoltà di budget, il film possa vedere la sua forma definitiva non prima della primavera inoltrata. Ciò significa che la distribuzione del film avverrà con ogni probabilità a partire dall’estate prossima.

Quali sono le vostre aspettative sul primo anno di vita del vostro progetto?

Gianluca: Vorremmo vedere Dentro il mare il più possibile nei festival, perché ciò significherebbe mostrarlo ad un pubblico più ampio possibile. In attesa che ciò avvenga stiamo già pensando ad una prima del film che vorremmo proiettare in Puglia possibilmente in occasione dell’anniversario delle riprese. Sarebbe poi interessante distribuire il film in abbinamento ad altri lavori che abbiano delle affinità tematiche ed estetiche.

Anche se forse è prematuro parlarne…avete già qualche idea in cantiere per il futuro? Vi rivedremo insieme dopo la produzione di Dentro il Mare?

Leonardo: Abbiamo cominciato a discutere di un nuovo progetto che possa annoverare Ettore Toscano tra gli interpreti, ma in effetti per ora è un po’ prematuro svelarne i dettagli. Certamente ci vedrete insieme anche nelle nostre prossime produzioni com’è avvenuto fino ad ora.

Il crowdfunding è un metodo di produzione sempre più diffuso nel cinema indipendente. Come mai avete pensato di avviare una campagna di crowdfunding e come si svolgerà?

Gianluca: Il 7 febbraio lanceremo una raccolta fondi (crowdfunding) su Produzione dal basso per recuperare i fondi relativi alla post-produzione e soprattutto alla distribuzione del film. Come spesso accade, infatti, le spese di produzione hanno ecceduto le nostre possibilità e al momento il budget non ci permette di far fronte a tutte le necessità di post-produzione e distribuzione che il film richiede, tra cui la stampa di dvd, blu-ray e locandine, la realizzazione del DCP e del materiale promozionale e le spese di iscrizione e invio ai festival.

Leonardo: Ciò che ci interessa di questo tipo di campagne è la possibilità di coinvolgerle gli amanti del cinema nel nostro processo di finalizzazione del cortometraggio. Inoltre ci preme riuscire a completare questo lavoro in maniera del tutto indipendente, nel modo in cui lo avevamo in mente fin dall’inizio così da dimostrare come il cinema d’autore possa ancora auto-sostenersi e trovare un suo pubblico.

Gianluca: Speriamo allo stesso tempo che ciò possa essere un canale per attirare l’interesse di produttori o distributori interessati a forme cinematografiche sperimentali non legate a logiche di mercato e basate su una narrazione meno esplicita. Infondo quello che vogliamo offrire allo spettatore con questo film è la possibilità di rispondere a ciò che sta guardando con una propria interpretazione personale, senza risposte semplici.

Leonardo: Questo crowdfunding è un’occasione per concludere un lavoro che ha quasi tre anni di vita e sul quale hanno già creduto moltissime persone dedicandoci il massimo impegno. In ogni caso Dentro il mare non potrà che essere valorizzato dalle energie e dagli ulteriori stimoli che ci arriveranno dalla rete.

Ringraziamo i registi Leonardo e Gianluca per il tempo che ci hanno dedicato e vi lasciamo dei link utili per conoscere e sostenere Dentro il mare:

Autore

Volevo avere la classe di Charlie Rose, per ora ho solo la panza di Vincenzo Mollica.