Cara Catastrofe. Serissime indi(e)cazioni per sopravvivere all’amore

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Non ho problemi. Mi devo preoccupare?

Ciao catastrofe,
sono Giancarlo da Torino, sono uno studente di Costituzione e colture dei medici, mi dispiace che ti scrivo solo quando leggo i tuoi post – per altro bellissimi ed elegantissimi, e come sempre mi fanno venire voglia di avere più problemi cosicché tu possa darmi uno dei tuoi illuminanti consigli. Bene: quindi se dico che mi fai venire voglia di avere problemi allora vuol dire che io non ne ho, infatti è così. O almeno non riesco a trovarli. Certo, ci sono cose che mi rendono meno insoddisfatto di altre, ma tutto sommato sono consapevole e abbastanza contento. A volte mi faccio persino qualche remora nel dirlo – proprio nel dirlo – perché se dico a qualcuno che alla fine non va male, poi ho paura che succeda qualche cosa. Così posso dire ” vedi, non dovevo dirlo, mi sta bene”. Soffro di questa tensione tra il distendermi completamente e l’inquietudine. Non sono consigli d’amore, non sono sedativi conflitti familiari ma onorevoli faccende dello stare al mondo. Che cosa ti fa pensare?

Un saluto calorosissimo,
Giancarlo da Torino
Caro Giancarlo.
Mi chiedi a cosa mi fa pensare tutto questo? Facile, alla vita. Mi fa pensare alla VITA.
La vita è una tensione tra l’inquietudine e la pace totale. Un’altalena di emozioni e stati d’animo. L’equilibrio, o meglio lo squilibrio, tra il distendersi e il preoccuparsi. Ma non è proprio questo il bello?

La prima cosa che mi viene da dirti però è che non devi «stare male per qualcosa che non è». Conosco bene la tua frustrazione, ma non devi essere scaramantico. Ti sta andando tutto bene? Dillo! Perché dovrebbe essere la causa del possibile crollo del tuo bel castello di felicità? Il cambiamento, in negativo, può dipendere da un milione di cose, ma sicuramente non dipende da questo. Gioiscine, invece!
E poi, ti ringrazio per i complimenti, ma i consigli non arrivano proprio da me. Sono già nell’aria, basta aprire le orecchie e sentirai una melodia che fa più o meno così:
Lo so, la vita è tragica,
la vita è stupida,
però è bellissima,
essendo inutile.
Pensa a un’ immagine,
a un soprammobile:
pensare che la vita è una sciocchezza aiuta a vivere
Beh, puoi vederla così. Senza darci troppo peso. La vita è bellissima, però è stupida. E le tue onorevoli faccende dello stare al mondo sono sicuramente bellissime, e tragiche, e stupide. E inutili.
Forse. 
Nel dubbio c’è una cosa da fare: provare a vivere.

La vita «è solo immagine, è tutta estetica»

Ma è così bella.

Autore

Trentina, classe '94. Scrivo (diari disperati) dal 2003. Qualche anno fa, a Verona, ho incontrato il grande amore della mia vita: la radio. Ora studio a Torino, dove continuo a fare le cose che mi piacciono di più: parlare e scrivere (continuamente).

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