Tre giorni nella città di Mozart

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A fine dicembre mi sono concessa tre giorni di relax a Salisburgo. Partita mercoledì 27 alle 10 dalla stazione ferroviaria di Venezia Santa Lucia, arrivo a Salisburgo alle 15:50, avendo effettuato un cambio a Villach. Già il viaggio è un anticipo di quello che vedrò perché, varcato il confine, è tutto un susseguirsi di picchi innevati e paesini.

Il primo sguardo

Mi dirigo verso Hallein, e da un primo sguardo, Salisburgo appare subito proprio come me l’aspettavo: una bella città asburgica dell’ormai fu Impero austro-ungarico: elegante, ordinata ma non troppo austera – forse perché il calore delle luci natalizie la addolcisce un po’ –, con la sua Festung Hohensalzburg, la fortezza di Salisburgo, che sovrasta e protegge la città dall’alto.

Scorcio di Getreidegasse

Il giovedì è dedicato tutto a Salisburgo, la cui Altstadt, o città vecchia, con la luce del giorno appare in tutta la sua bellezza, incastrata tra il Mönchsberg e il Kapunzierberg, le due colline di Salisburgo (alte sui 600 metri circa). Passeggio tra le eleganti vie della città e ad un angolo di Getreidegasse la mia formidabile guida, nonché amica, Alexandra, mi fa notare un famoso e storico banchino di “Bosna”: il Walter Balkan Grill.

 


Il Bosna: la delizia di strada

Il Bosna è un tipico panino austriaco composto da due “bosnawurst” (salsiccia tipica austriaca), cipolla tritata, prezzemolo, curry e spezie, che fa parte della tradizione street-food austriaca. Il mio primo pensiero è: «Ma c’è street food anche qua? Posso mangiare un panino per strada come mangiassi il lampredotto in quel di Firenze?». Insomma, una così elegante città mi concede il permesso di mangiare un Bosna per strada? A quanto pare sembra di sì, e sembra che il permesso lo accordi a tante persone che, come me, devono mettersi in coda prima di poter addentare l’ottimo panino.

L’apfelstrudel più buono della città e il glühwein

Il pomeriggio è dedicato al pattinaggio sul ghiaccio in Mozartplatz e alle golosità del Cafè Tomaselli, uno storico caffè nel cuore del centro storico che ha fama di avere l’apfelstrudel più buono della città e che mi conferma veramente che l’Austria è il paese dei dolci!

Per non farci mancare niente con Alexandra ci dirigiamo di nuovo in Mozartplatz dove ci scaldiamo con un ottimo glühwein, o vin brulè:  pista di pattinaggio sul ghiaccio, freddo, neve, chiacchiere con una cara amica e vin brulè fumante: cosa mai potevo desiderare di più in quel momento? Se siete amanti del freddo come me potete capire la gioia, se non lo siete, ahimé, cercate almeno di immedesimarvi in quelle atmosfere fatte di freddo, cappelli,  sciarpe che ti coprono fin sulla punta del naso e dolci. 

 

Schloss Hellbrunn

Hellbrunn e il Monastero di Nonnberg

La mattina del terzo giorno ci dirigiamo a Hellbrunn, la cui principale attrattiva è lo Schloss Hellbrunn, una magnifica residenza estiva in stile barocco fatta costruire nel XVII secolo dal principe arcivescovo Markus Sittikus. L’estate la si può ammirare in tutta la sua grandiosità barocca con i Wasserspiele, i giochi d’acqua, ma l’inverno, coperta da un candido strato di neve, acquista un fascino più discreto e silenzioso, lontano dagli artificiosi ingegni barocchi, più naturale.

Dirette nuovamente a Salisburgo, Alexandra mi porta a visitare lo Stift Nonnberg, il Monastero di Nonnberg, un  convento benedettino fondato intorno al VIII secolo dal quale si gode di una bella vista sulle montagne che circondano la città di Mozart.

Dopo aver saziato gli occhi e lo spirito è ora di pranzo e ci dirigiamo allo Zirkelwirt, un ristorante tipico  dove assaggio uno spezzatino di capriolo con crema di mirtilli, ottimo!

Ci concediamo una passeggiata finale tra i negozi e le boutique di Getreidegasse, un saluto alla statua di Mozart, un’ultima specialità culinaria – le Mozartkugeln della Konditorei Furst, la pasticceria Furst – e poi a casa per preparare la valigia per il  ritorno.

Birra, Stein, Dirndl e Lederhose

Il soggiorno si conclude con una buona birra artigianale alla Augustiner Brau, una enorme birreria tradizionale gestita dal monastero agostiniano dal 1621. Si beve buona birra negli Stein, i tipici boccali in ceramica della tradizione austriaca e tedesca e non manca di vedere uomini e donne, più o meno giovani, vestiti con Dirndl e Lederhose.

Il tempo di assaporare l’atmosfera di questa vecchia birreria ed ecco che devo salutare Salisburgo, Alexandra e Lisa e raggiungere la stazione dove mi aspetta il treno che mi ricondurrà a casa.

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