I 5 migliori episodi delle serie tv del 2017

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Un altro anno è giunto al termine, tra momenti belli e brutti, tra vittorie e sconfitte, gioie e delusioni. Ci apprestiamo così ad accogliere il 2018 con la speranza di migliorare quello che non è andato bene l’anno precedente. Anche nel panorama televisivo abbiamo assistito ad un costante miglioramento dei contenuti dal punto di vista qualitativo. Le reti televisive e le piattaforme investono sempre più soldi in produzioni che ormai non hanno nulla da invidiare al mondo del cinema. In questo articolo vi elencherò quelli che, secondo me, sono stati i migliori episodi del 2017.

N.B.: non è una classifica, l’ordine dei paragrafi è alfabetico.

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Ovviamente ci saranno spoiler a non finire, motivo per cui non leggete oltre se non avete visto gli episodi descritti.

Bojack Horseman 4×11 – Time’s Arrow

È stato difficile scegliere uno tra gli episodi della quarta stagione di Bojack Horseman, ma la mia scelta è ricaduta su questo. Dopo tre stagioni nelle quali Bojack incolpa sua madre per avergli turbato l’infanzia e per non averlo educato all’amore per gli altri e all’amor proprio, si troverà costretto ad ospitarla in casa data la sua demenza senile in fase avanzata. Per quasi tutta la quarta stagione Beatrice non riconoscerà nemmeno il figlio, chiamandolo col nome della domestica. Nell’undicesimo episodio, esasperato, Bojack la accompagna in un nuovo ospizio dove probabilmente finirà i suoi giorni. Durante il viaggio, Beatrice ricorderà in maniera confusa alcuni episodi che le hanno segnato la vita: dalle compagne di scuola che la prendevano in giro, all’essere soggiogata dal padre per essere una signorina frivola e ubbidiente; dall’incontro con Butterscotch, il padre di Bojack, fino alla scelta più brutale e altruista che abbia mai potuto fare.

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Beatrice, prima di essere carnefice è stata per gran parte della sua vita vittima di uomini egoisti e senza ritegno. I riferimenti temporali durante i flashback saranno scritti sulle copertine dei libri tanto cari a Beatrice; i dettagli però sono soggetti a mutazioni, così come i volti dimenticati, sostituiti da uno scarabocchio nero. Alla fine dell’episodio c’è forse il ricordo peggiore di Beatrice: i domestici e suo padre bruciano tutto quanto in suo possesso perché infettato, libri compresi. Le fiamme del camino inghiottono tutti i ricordi, i riferimenti e la memoria, fino a prendersi tutta la sua persona. Non c’è miglior metafora per descrivere una malattia così degradante come la demenza: un inferno le cui fiamme distruggono ogni cosa fino a perdere il senso della realtà.

Fargo 3×03 – The Law of Non-Contradiction

Dopo i primi due episodi che introducono la storia e i personaggi della nuova stagione, questo terzo episodio mette da parte la storia principale per raccontarcene altre due. Le indagini sull’omicidio del patrigno portano l’agente Gloria Burgle a Los Angeles dove l’uomo visse negli Anni Settanta come scrittore. I tre filoni narrativi dell’episodio collegheranno presente e passato, realtà e fantasia. Se da una parte ci saranno le domande dell’agente a chi ha conosciuto Thaddeus Mobley; dall’altra vivremo il passato dello scrittore insieme a una femme fatale ed un produttore malintenzionati. La terza storia prende forma quando Gloria legge un romanzo di Mobley: The Planet Wyh. Un cartone animato che vede protagonista un piccolo robot, l’unità MNSKY, unico sopravvissuto di una spedizione sulla Terra. Il suo compito è raccogliere informazioni e cercare di comunicarle al pianeta natale. L’unica cosa che sa dire è la frase: “Posso aiutare!“.

Il robot passerà sulla Terra più di 2 milioni di anni, registrando la nascita della vita, delle civiltà, ascesa e declino di intere popolazioni. Quando viene prelevato da una nave aliena scoprirà che i suoi dati sono serviti a rispondere a molte loro domande. Gli alieni però non sembrano aver imparato molto visto che si comportano esattamente come gli umani. Nel ringraziarlo, gli alieni gli dicono che può spegnersi, e così fa. Il nome del robot è un riferimento a Marvin Minsky, uno scienziato inventore della useless machine, una macchina il cui unico scopo è quello di spegnersi. La stessa macchina viene trovata da Gloria nella stanza d’albergo dove anni prima soggiornò il patrigno. Il viaggio di MNSKY è analoga all’esperienza a tratti surreale di Gloria a Los Angeles, che nutre speranze per ogni nuovo indizio che però non porterà a niente.

Master of None 2×08 – Thanksgiving

Come scrissi nell’articolo dedicato a Master of None, la serie non ha una trama orizzontale preponderante. Gli episodi sono divisi per argomenti e non hanno un ordine cronologico preciso. La mia scelta è ricaduta sull’episodio vincitore dell’Emmy per la miglior sceneggiatura per una serie commedia: Thanksgiving. Similmente a quanto successo nella prima stagione, nell’episodio che entrava per un anno all’interno della coppia formata da Dev e Rachel; qui viene mostrato come si svolge nell’arco di quasi trent’anni il giorno del Ringraziamento a casa di Denise. Fin da bambino Dev è un ospite fisso quel giorno poiché la comunità indiana non festeggia il Ringraziamento. Con l’adolescenza Denise comincia a capire di essere omosessuale e lo confessa prima a Dev, e poi, nello stesso giorno ma sette anni più tardi, a sua madre.

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Negli ultimi anni la madre e la zia di Denise sopportano ancora a denti stretti la questione, tenendo all’oscuro la nonna. Mal sopportano l’atteggiamento di Denise quando porta a casa Michelle, nonostante sia una ragazza modello. Iniziano a cambiare opinione quando l’anno dopo Denise si fidanza con Nikki – una ragazza superficiale ed infantile – ammettendo che la precedente le mancava. Nell’ultimo Ringraziamento Denise torna con Michelle e finalmente la famiglia può avere un pranzo felice. Thanksgiving con la semplicità di un pranzo in famiglia affronta temi quali il razzismo, l’omosessualità e la crescita. Simbolica la definizione di minoranza che dà Catherine alla figlia:

…è un gruppo di persone che lavora il doppio per fare metà della strada e… Denise, tu sei donna e nera, dovrai lavorare il triplo rispetto agli altri.

Mr. Robot 3×05 – eps3.4_runtime-error.r00

La terza stagione di Mr. Robot si è conclusa col botto da poche settimane. Generalmente l’ultima stagione ha rialzato la qualità della serie dopo una seconda stagione a tratti dimenticabile. Merito di una trama che ha ricominciato a correre a mille, e degli spunti registici degni dei migliori film. Tra gli episodi ho scelto quello che più evidentemente lascia a bocca aperta, il quinto. Dopo i primi movimenti di camera inconsueti capiamo di essere in un piano sequenza. Man mano che il tempo passa e non notiamo alcun taglio evidente (ci sono, ma sono nascosti bene), mi è tornato alla mente Birdman. Il film premio Oscar 2015 girato in modo da sembrare un piano sequenza di due ore.

L’episodio, rispetto al film, è molto più ansiogeno e carico di tensione. L’ambientazione è circoscritta al solo palazzo della E Corp: un labirinto di uffici, ascensori e sale riunioni. Durante la prima parte seguiremo Elliot mentre cerca di capire cosa è successo nei giorni precedenti, quando Mr. Robot ha preso il sopravvento. Nel frattempo dovrà sfuggire alla security che lo vuole scortare all’uscita poiché licenziato. La seconda parte vede protagonista Angela che, nel mezzo a una rivolta di manifestanti entrati nel palazzo, dovrà raggiungere la stanza del modulo di sicurezza e prendere dei dati. Le azioni di Elliot e Angela sono collegate: dove lui vuole conservare, lei vuole distruggere; e questo si riflette nell’ambiente che hanno intorno durante i loro momenti.

Twin Peaks 3×08 – The Return, Part 8

Sicuramente la terza stagione di Twin Peaks è stato l’evento dell’anno. Attesa a lungo, annunciata dopo mille vicissitudini e arrivata come una tempesta nordica nell’estate più calda del secolo. I nuovi episodi hanno lasciato il segno in noi appassionati di David Lynch. La parte 8 del Ritorno racchiude la poetica visiva del regista nel suo pieno divenire. Un sogno lucido in 4 atti che va progressivamente delirando verso vette mai raggiunte in ambito televisivo. Il primo atto è quello più normale: per qualche minuto viene ripresa la trama della serie. Nel secondo ci addentriamo nell’oscurità attraverso il momento musicale presente in ogni episodio. I Nine Inch Nails con il loro sound cupo e distorto ci accompagnano nella discesa. Arriviamo al terzo atto, torniamo nel 1945 in New Mexico dove si sta eseguendo un test nucleare. Ai particolari dell’esplosione segue una creatura fluttuante che espelle un liquido e un uovo raffigurante Bob.

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Tra i silenzi e la potenza di un’orchestra, tra il bianco e nero ed un’esplosione di colori, tra analogico e digitale, questa sequenza, così come la successiva, racchiude in poche immagini il tema più profondo della serie: il dualismo tra bene e male. Nella Loggia Bianca, infatti, alla visione di quanto accaduto, viene creata una sfera dorata con il volto di Laura Palmer. La sfera viene inviata sulla Terra per rivelare il male proliferato là dove è esplosa la bomba atomica. L’ultimo atto ambientato nel 1956, rappresenta quanto il male possa facilmente diffondersi. L’uovo si schiude, e gli spiriti della Loggia Nera vagano cercando di accendere una sigaretta. Al microfono di una radio viene ripetuta una frase che fa svenire tutti. L’insetto uscito dall’uovo entra nella bocca di una ragazza appena tornata da un appuntamento. In pochi secondi l’innocenza viene cancellata da un parassita oscuro e malvagio.

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Vedo cose, ascolto tutto, sono attento ai dettagli e preciso per formazione. In realtà non sono mai stato serio in vita mia, ma nessuno è mai riuscito a darmi ragione.

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