La #Listona: ovvero, la digestione post-natalizia

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Natale è passato

Che siate in una famiglia da cenone del 24 o da pranzo del 25 – o peggio, se come me li affrontate entrambi – dopo sarete sicuramente in poltrona, o sul divano, pensando alla titanica impresa che avete portato a compimento: inghiottire da soli il fabbisogno energetico di un comune di medie dimensioni. Ora siete lì, alternando un ruttino a uno sguardo vitreo alla stanza che vi circonda. Cosa fare? Un altro Alca-Seltzer? Un’altra tisana alla ruta? In ogni caso l’importante è allontanarsi meno possibile dalla posizione da capodoglio spiaggiato che state assumendo, fondendovi con l’imbottitura della seduta, ci starebbe un filmino vero? Però in tv passano solo roba di Natale. Basta Natale. Vi vengo in soccorso allora, con una nuova #Listona tuttigusti+1, un prontuario per tutti i palati, per allietare l’hangover da cibo.

Ancora auguri [rumore di bacini].

(1960) RAGAZZO TUTTOFARE

Per il suo esordio alla regia, nato per coprire il ritardo nell’uscita de Il Cenerentolo, Jerry Lewis ottenne dalla Paramount un piccolo budget e completa libertà creativa. Il film di per sé è un collage di scenette tenute insieme da un vago filo narrativo e dalla cornice – il vero Hotel Fontainebleau di Miami – tutte con protagonista Stanlio (Lewis stesso), fattorino stralunato e incapace alle prese con le richieste dei ricchi e boriosi clienti dell’hotel. Un omaggio alla commedia fisica e coreografica del cinema muto, con uno spruzzo di assurdità in più. One-man-show di Lewis, che riprende la maschera costruitasi negli anni precedenti e la sfrutta in gag fisiche ispiratissime.

(1945) SPIRITO ALLEGRO

Film troppo spesso trascurato della lunga e brillante carriera di David Lean, Blithe Spirit ( titolo originale anche della commedia di Noel Coward da cui è tratto) è una deliziosa commedia piena di umorismo british, con l’aggiunta di elementi fantastici. L’evolversi della trama è così pacato da far tenerezza ed il personaggio della sensitiva di Margaret Rutherford è ancora oggi l’immagine stessa della gioia di vivere e della spensieratezza.

(1958) UOMINI H

Un criminale scompare misteriosamente durante un inseguimento sotto la pioggia, lasciando dietro di sé solo i vestiti, dissolto. Ishiro Honda, grande maestro del cinema sci-fi nipponico, utilizza l’impianto del classico film d’investigazione inserendovi elementi fantahorror per parlarci della paura dei giapponesi – ancora oggi non completamente sopita – dell’atomica e dei suoi effetti. Akihiko Hirata dà volto e corpo al flemmatico ispettore Tominaga, eroe costantemente teso al sacrificio per la difesa della sua comunità (ed in questo forse simbolo dell’efficenza delle istituzioni), in una prova d’attore maiuscola.

(2002) NIDO DI VESPE

A suo tempo fece molto parlare di sé e del suo regista ( Florent-Emilio Siri), ma oggi pare che tutti se ne siano dimenticati, motivo in più per vederselo. Una banda di rapinatori si trova bloccata dentro un magazzino assieme ad agenti delle forze speciali impegnati nel trasporto di un pericoloso criminale internazionale, mentre gli scagnozzi di quest’ultimo li assediano nell’arco di una notte. Lo spunto di base è platealmente ripreso da Distetto 13: le brigate della morte da cui ruba l’idea del nemico invisibile, invincibile ed indecifrabile contrapposto ad un gruppo umano le cui dinamiche si evolvono e cambiano costantemente nella durata dell’attacco. La vera novità sta invece nella descrizione degli spazi, ora angusti e soffocanti ora enormi e stranianti, e la messa in scena dell’azione, nervosa e ipercinetica. Un gioiellino da recuperare.

(1971) SHAFT IL DETECTIVE

Un protagonista che sprizza carisma e si mangia ogni scena.

Umorismo, sesso e coolness.

Una colonna sonora funky da brividi.

Devo aggiungere altro?

(2014) JERSEY BOYS

Solo un grande narratore con Clint Eastwood poteva prendere un musical di Broadway su Frankie Valli ed i Four Seasons e trasformarlo in un racconto così vivo ed al tempo stesso delicato. La storia della nascita e del declino del complesso va di pari passo all’evoluzione dei suoi membri, al variare dei rapporti di forza, alla fine di un puerile (ma forse più puro) sentimento di cameratismo mangiato da ambizione e dall’incapacità di gestire un successo così grande ed improvviso. Ed in primo piano, ovviamente, dell’ottima musica.

(2009) OVERHEARD

Dalla premiata ditta Alan Mark & Felix Chong, sceneggiatori e registi della saga di Infernal Affairs, un thriller tesissimo sviluppato attorno ad un gruppo di poliziotti specializzati in intercettazioni. A differenza delle classiche pellicole di Hong Kong incentrate sul mondo del crimine, ricche di elaborate scene d’azione, qui il focus è spostato sulla trama e sui personaggi, sulle loro vite e sulle tentazioni di chi è sempre a contatto con il crimine. L’intreccio delle storie,fra un colpo di scena ed un altro, viene sviluppato con un gusto narrativo raro ed appassiona. Prima che ve ne rendiate conto sarete incollati allo schermo in religioso silenzio.

EXTRA – ANCHE UN FILM BRUTTO

(1970) ERCOLE A NEW YORK

L’esordio su grande schermo di Schwarzenegger come protagonista – e l’unica apparizione di rilievo fino al documentario del ’77 Pumping Iron, dove divideva però lo schermo con altri noti culturisti – è una perla di rara bruttezza. Pur avendo ambizioni modeste (ed un budget risibile) la pellicola nel suo insieme è sciatta, amatoriale, e solleva più di un dubbio sul senso dell’operazione. Ciononostante l’accrocco di muscoli sudati e prove da forzuto è involontariamente comico, perfetta per una serata sul divano con amici e birrette. Se riuscite a trovarla, godetevi la versione italiana, capace di regalare perle come: 

Mi chiamo Frittella. Perché faccio le frittelle giù al porto.

Autore

Volevo avere la classe di Charlie Rose, per ora ho solo la panza di Vincenzo Mollica.

1 commento

  1. Nido di Vespe è un discreto film (anche se è una rilettura di Assalto al Distretto 13 in chiave francofona ), tra l’altro da segnalare nel film la presenza di Mastrandrea e Infanti, che non venivano quasi citati nei tralier che giravano all’epoca.
    Siri non è molto produttivo (anche se a quanto ho capito, uscirà con una serie tv nel 2018), Hostage e Giorni di Guerra sono bei film (il secondo sopratutto), ma forse non ha quella “marcia in più” che altri registi francesi recenti hanno dimostrato, specie nell’Horror.

    Interessanti gli altri Film proposti, Ercole a New York è la ciliegina sulla torta XD

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