Cara Catastrofe. Serissime indi(e)cazioni per sopravvivere all’amore

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The stranger the better

Cara Catastrofe,
A scriverti non è il diretto interessato del problema, ma quella che ormai, a sua insaputa, è diventata la sua segretaria.
Ti scrivo perché l’interessato in questione dice di avere un problema, nonostante poi non sia in grado di prendere il coraggio a quattro mani e finalmente decidersi a contattarti.
Dato che la sottoscritta non ne può più, è veramente giunto il momento che tu intervenga.
Il mio, ormai, assistito sembra aver perso la capacità di comprendere chi veramente gli interessa e chi invece no. Qualsiasi persona di sesso maschile vagamente interessante o intrigante, diventa per lui qualcuno per cui perdere la testa. Ma, ti sembra normale?

Con affetto, ma anche disperazione,
La segretaria a propria insaputa.

NB: Mi scuso in anticipo, questa volta mi tocca trascurare il fantastico mondo musicale dell’indie italiano (rinnegando me stessa), ma per un validissimo motivo: non posso fare altrimenti. Praticamente la canzone è stata scritta per questa lettera, è troppo perfetta.

Ah, se fossero questi i problemi della vita! Saremo solo tutti più felici.
Ovvio che mi sembra normale innamorarsi a caso delle persone. Scrivi con una che si è appena infatuata del proprio vicino di posto sul Flixbus. Insomma, lo sanno tutti, anche Hozier, «Love with every stranger, the stranger the better». L’innamoramento facile, per quanto mi riguarda, è solo un gran pregio.

«Electing strange perfections is in any stranger I choose»

Ti dirò di più! In questo 2017 ho capito una cosa, piccola, ma molto importante. Vivo molto meglio da quando tento di cercare e apprezzare il bello in ogni cosa. Prendere ogni esperienza, situazione, emozione per quello che è, positiva o negativa che sia, ma cogliendo la bellezza che queste possono offrirmi. Ti assicuro che c’è del bello in tutto. Dunque, apprezzare chi ci sta intorno (ho messo la gif di James Franco a caso, eh!) e godere di un po’ di felicità nell’innamorarsi random penso sia un ottimo modo per ricercare questa bellezza.
Ovviamente tutto sarebbe più semplice se esistesse un modo giusto per affrontare le cose, un modo giusto per innamorarsi delle persone (“giuste”), un modo giusto per approcciarsi agli altri, ma…

«There is no a right way!»

E che senso ha chiederselo? Beh, quindi…

«And so I fall in love just a little ol’ little bit
Every day with someone» (ad libitum)

Autore

Trentina, classe '94. Scrivo (diari disperati) dal 2003. Qualche anno fa, a Verona, ho incontrato il grande amore della mia vita: la radio. Ora studio a Torino, dove continuo a fare le cose che mi piacciono di più: parlare e scrivere (continuamente).

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