COOLtura – Festival di Cultura Giovane

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A Torino gli eventi culturali sono davvero tanti. Capita spesso però che l’età media del pubblico sia over-60. Ai giovani la cultura non interessa?

L’11 ottobre ho partecipato, al Polo del ‘900 a Torino, all’evento di presentazione del progetto 900Giovani promosso dal Centro Studi Piero Gobetti. Non è stata una presentazione tradizionale, non una conferenza. Ma attività con piccole piéce teatrali, interventi continui del pubblico, giochi e molto altro. Un approccio interattivo utilizzato come strumento per raccontare e mostrare il progetto, più che soltanto esporlo. Un evento di Audience Engagement, mi è stato detto. Sono rimasta incuriosita e sorpresa. Il progetto mira all’organizzazione di una settimana di eventi culturali, la prima edizione di Cooltura – Festival di Cultura Giovane che avrà luogo dal 11 al 16 dicembre.
Ho fatto una chiacchierata con Paolo Zammitti, uno dei ragazzi che fa parte del progetto 900Giovani.

Credits by Centro Studi Piero Gobetti

Partiamo dall’inizio. Che cos’è il progetto 900Giovani?
900Giovani è un progetto di Young Audience Engagement curato dal Centro Studi Piero Gobetti e realizzato grazie al contributo della Compagnia di San Paolo tramite il bando OPEN_Progetti Innovativi di Audience Engagement.
L’obiettivo è quello di attivare nuovi pubblici giovanili e coinvolgerli nelle attività culturali del Centro Studi Piero Gobetti e del Polo del ‘900. Il Polo del ‘900 è una fondazione nata due anni fa grazie alla Compagnia di San Paolo, la Regione Piemonte e il Comune di Torino che riunisce enti culturali, tra cui anche il Centro Studi Piero Gobetti.

E dal progetto come siete arrivati all’organizzazione della settimana di eventi dall’11 al 16?
Il progetto è nato a marzo 2017. C’è stata una fase preliminare di formazione ai partecipanti del progetto: uno sguardo d’insieme su diverse tematiche, in particolare sugli studi della democrazia di Norberto Bobbio (tra le altre cose, anche fondatore del Centro Studi Piero Gobetti), visite a vari musei e una formazione preliminare su tutti gli enti del Polo e il modo in cui interagiscono tra loro.
Una fase importante servita poi come base per gestire l’assemblea e per costruire l’offerta culturale, che fosse sia in linea con le richieste della nuova generazione, ma anche con le tematiche legate al Polo del ‘900: democrazia, diritti, politica, cittadinanza attiva, storia.
Poi, sempre nel primo arco di tempo, fino a luglio 2017, ci siamo chiesti “che cos’è la cultura” e “che cosa dovrebbe fare la cultura”. Con le risposte abbiamo costruito un nostro “Manifesto della cultura”.
È stato creato anche un sondaggio con target 18-25 anni per sondare la domanda culturale della città di Torino. Tramite il manifesto, emerso dalle idee dei partecipanti, e i risultati del sondaggio, è stata costruita questa settimana di eventi.


Credits by Centro Studi Piero Gobetti

Una settimana di eventi culturali?
Sì, si svolgerà dall’11 al 16 dicembre. È Cooltura – festival di cultura giovane (tenete d’occhio la pagina Facebook per rimanere aggiornati su tutti gli eventi!).
Ogni giorno di questa settimana è dedicato a un tema particolare: ci sarà la libertà di informazione, le questioni di genere, i nuovi linguaggi contemporanei. Tra tutti gli eventi ci saranno concerti musicali, un laboratorio di writing, si comporranno dei murales, ci sarà un contest fotografico, un contest di rap, una freestyle battle (un tentativo di avvicinare anche quella cultura considerata alternativa). Ci sarà una merenda multietnica. Ci saranno simulation games, una simulazione di redazione giornalistica e di dibattiti politici.

Insomma, l’agenda è varia. Ma cosa distiunguono questi eventi culturali dagli altri eventi culturali?
L’obiettivo è quello di utilizzare le stesse forme e le stesse metodologie di coinvolgimento del pubblico che sono state utilizzate durante il nostro progetto. Non solo veicolare messaggi e contenuti culturali attraverso conferenze tradizionali. Ma rendere il pubblico partecipante, attivarlo e quindi renderlo partecipe nella costruzione dello stesso contenuto culturale, attraverso metodologie di educazione non formale. Ad esempio, nell’evento della simulazione della testata giornalistica, il pubblico sarà partecipe. Nel laboratorio di writing lo stesso pubblico costruirà l’opera, il murales.
E poi l’obiettivo è quello di “ringiovanire” il Polo del ‘900. Il più importante ente storico-culturale di Torino che non si rivolge soltanto ad un pubblico adulto e già formato, ma tenta di rivolgersi ad un pubblico giovanile, che magari abitualmente non andrebbe ad una conferenza su Gramsci, Gobetti o sulla Resistenza. Temi importantissimi che spesso non interessano purtroppo i giovani d’oggi. Questo potrebbe essere un modo per avvicinarli.

Credits by Centro Studi Piero Gobetti

Un pubblico giovane attivato e reso partecipe da un gruppo giovane!
Sì, infatti il gruppo 900Giovani è formato da ragazzi e ragazze tra i 18 e i 25 anni. La cosa stimolante è la varietà: ci sono sia ragazzi che stanno finendo il percorso di scuola superiore e ragazzi universitari con percorsi e formazioni diverse. C’è chi fa parte dell’ambito umanistico, economico, della comunicazione. Questa multidisciplinarietà è importante per lavorare e avere le skills per coprire tutti gli ambiti.

Ma voi concretamente come lavorate? È facile gestire l’organizzazione?
I lavori sono assembleari. C’è un’assemblea 900Giovani che decide stimolata dal formatore del Centro Studi Piero Gobetti, dott. Andrea Panero, che ci segue costantemente in tutte le assemblee. È un vero e proprio esperimento di democrazia diretta. Un tentativo in cui ognuno può portare all’attenzione degli altri le proprie istanze, le proprie idee. Attraverso la creazione di piccoli gruppetti di lavoro e attraverso brainstorming, discussioni, dibattiti emergono delle idee che poi verranno discusse in “sessione plenaria”, diciamo. E la cosa bella è che tutti possono portare il proprio contributo e non ci sono limitazioni. Nel senso che il formatore non dà le direttive e noi le seguiamo ma è proprio un lavoro inverso. Vengono prima fuori le idee in maniera totalmente spontanea e naturale e poi si tenta di dargli una forma.

Però non è sempre facile…
Non è sempre facile. Se da una parte è molto stimolante, perché le voci di tutti e il dibattito accrescono la formazione di chiunque, dall’altra parte è difficile mettersi sempre d’accordo sui punti chiave. Scegliere significa a volte anche dover escludere alcune idee. Non è sempre facile, ma direi che il dibattito anche acceso e il confronto-scontro sono ingredienti che accrescono e danno un contributo positivo.

Credits by Centro Studi Piero Gobetti 

Finita la settimana cosa succede? Avete altri progetti in mente?
La speranza è che non si fermi tutto a questa settimana ma che il progetto venga integrato all’interno del Polo del ‘900 come progetto fisso, come format integrato all’interno di tutto il Polo, in modo da dialogare con tutti gli enti che collaborano. Cosicché ogni ente possa utilizzare questo metodo per valorizzare la cultura, perché di fatto è un vero e proprio strumento.

Autore

Trentina, classe '94. Scrivo (diari disperati) dal 2003. Qualche anno fa, a Verona, ho incontrato il grande amore della mia vita: la radio. Ora studio a Torino, dove continuo a fare le cose che mi piacciono di più: parlare e scrivere (continuamente).

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