La Via del Volto Santo o Via Francigena di Montagna

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Se passate da Lucca, città toscana sulla Via Francigena, non potete non visitare la Cattedrale di San Martino. Perché? La cattedrale conserva numerosi tesori, tra i quali il monumento funebre a Ilaria del Carretto e il Volto Santo: voglio soffermarmi sul secondo.

Il Volto Santo è una scultura lignea, posta all’interno di una cappella realizzata dall’artista lucchese Matteo Civitali, nel 1482. Il Volto Santo nasconde una leggenda.

Il Volto Santo, Cattedrale di San Martino, Lucca
(Immagine via Touring Club)

La leggenda

La leggenda, raccontata dal diacono Leboino, narra che il discepolo di Gesù, Nicodemo, scolpì la scultura del Volto Santo: il discepolo scolpì il corpo, ma si fermò di fronte alle difficoltà del viso; dopo aver pregato, si addormentò e al suo risveglio scoprì che la Grazia Divina aveva già provveduto a completare l’opera. Successivamente, la scultura fu nascosta per difenderla dalle persecuzioni; il vescovo Gualfredo decise di affidarla alla Divina Provvidenza: la statua fu trasferita su una barca senza vele ed equipaggio, che dopo un lungo navigare raggiunse il porto di Luniantica città romana, in Liguria, i quali abitanti cercarono di avvicinarla, ma invano, poiché tendeva ad allontanarsi.

Il vescovo lucchese Giovanni I sognò l’arrivo della barca a Luni e vi si precipitò, ma tra Luni e Lucca chi avrebbe potuto ospitare l’opera preziosa? Dopo una lunga contesa tra le due città, il vescovo lucchese decise di ripartire le sacre reliquie, donando alla città di Luni un’ampolla con il sangue di Cristo – trovata insieme al crocefisso – che oggi  è conservata nella Cattedrale di Sarzana. A Lucca sarebbe andata la barca, l’altra ampolla e il crocefisso. Dopo un ripensamento dei lunensi, il crocefisso fu caricato su un carro trainato da due buoi e guidato dalla Volontà Divina: i buoi, non domati, tirarono verso la direzione di Lucca. L’opera fu portata quindi nella Chiesa di San Frediano, a Lucca, ma l’indomani mattina scomparve. Dopo una lunga ricerca, fu ritrovata negli orti adiacenti alla Cattedrale di San Martino, nella quale tutt’ora si può ammirare.

L’itinerario a piedi

La Via del Volto Santo, detta anche Via Francigena di Montagna, ha inizio dalla città Pontremoli – situata in provincia di Massa-Carrara – e termina a Lucca.
L’itinerario, caratterizzato principalmente da mulattiere, attraversa i territori della Lunigiana settentrionale e della Garfagnana in 9 tappe (10, se deciderete di spezzare la prima tappa a Lusignana) . È importante sapere che lungo il tragitto sono presenti sistemazioni tradizionali per la notte, ma anche strutture parrocchiali, laiche o private che offrono ospitalità. Il percorso è segnalato con il simbolo VS e/o con segni azzurri.

Il percorso dalla Lunigiana

Il punto di partenza è Pontremoli, in Lunigiana, dove possiamo visitare il Museo delle Statue Stele, all’interno del Castello del Piagnaro. Proseguiamo e attraversiamo luoghi semisconosciuti come Dobbiana con la chiesa di San Giovanni Battista – in cui è conservato un Volto Santo in legno, simile a quello di Lucca – e Lusignana, dove è presente un museo dedicato alla civiltà contadina e intitolato a Mario Nadotti, che ne favorì la realizzazione.
Viene attraversato poi il paese Treschietto, con le rovine del castello omonimo e un passato tetro: si narra che la notte, al suo interno, si possano ascoltare le urla delle vergini violentate e uccise dal sadico marchese Giovan Gasparo Malaspina. Ovviamente, in questo itinerario non mancano né le leggende né i paesaggi e i panorami speciali, come quello di Bagnone, borgo attraversato dal torrente Bagnone.

Il borgo di Bagnone (MS), in Lunigiana
(Immagine via Italian Ways)

Un’altra piccola ma interessante realtà della Lunigiana, è quella di Moncigoli, che ogni anno ospita Borgarte, evento che promuove l’arte, e Volerock, un festival di musica indipendente. Entrambi gli eventi finanziano i progetti dell’associazione Amici di Serena, come la recente apertura di una struttura per cure oncologiche.
Ci stiamo avvicinando alla Garfagnana: arriviamo a Fivizzano, città lunense definita una perla sperduta tra i monti da Giosuè Carducci; il comune di Fivizzano comprende anche Vinca, borgo noto sì per il pane, ma anche per l’eccidio nazifascista accaduto nel 1944, in cui persero la vita 173 civili.

Verso la Garfagnana

Lasciata la città, dobbiamo dirigerci verso il passo Tea, che divide Lunigiana e Garfagnana: da qui, raggiungiamo quindi il Monte Argegna, in seguito il borgo Giuncugnano e finalmente Nicciano, piccolo borgo fondato dai Malaspina e caratterizzato, oggi, dalle sculture di arenaria create da Clemente Castelli, uno dei pochi abitanti rimasti. Recentemente, è stato pubblicato un libro che racconta la passione di Clemente, Le facce del fiume, edito da Tarka.

“Il guerriero” di Clemente Castelli
(Immagine via Nicciano in Garfagnana su Facebook)

Successivamente, si attraversano i paesi San MichelePiazza al Serchio e San Donnino: ci aspetta la Fortezza delle Verrucole, struttura che domina la Valle del Serchio; il forte medievale ha un passato con i conti Gherardenghi e sotto il dominio della famiglia dei duchi d’Este.

La Fortezza delle Verrucole
(Immagine via alpiapuane.com)

Dalla fortezza, l’itinerario continua passando dagli ex feudi dei conti Gherardenghi, San Romano e Sillicagnana. Il percorso, tra boschi e campi, continua fino a raggiungere finalmente la città di Castelnuovo, considerata il capoluogo garfagnino: nella città, possiamo visitare la Rocca Ariostesca, che domina Piazza Umberto I e ha ospitato Ludovico Ariosto, nel ruolo di governatore in Garfagnana. Se siete estimatori della musica classica, ogni anno in città si tiene l’International Academy of Music festival: il festival richiama talenti, anche stranieri, per perfezionarsi ed esibirsi in vari luoghi del borgo. Un’altra chicca di Castelnuovo è la Fortezza di Mont’Alfonso, forte appartenuto agli Este, che si può raggiungere a piedi con il Sentiero dell’Ariosto: secondo una leggenda popolare, la fortezza sarebbe collegata alla Rocca attraverso un passaggio sotterraneo.

Dal capoluogo della Garfagnana

Da Castelnuovo, l’itinerario prosegue a Barga – città nella Media Valle del Serchio – ma prima passiamo da Castelvecchio Pascoli, località in cui Giovanni Pascoli soggiornò e in cui è stato sepolto. Nel centro storico di Barga, troverete l’imponente Duomo, sul quale sono presenti delle misteriose incisioni dalle origini sconosciute.
Dalla località Barga, si raggiunge Borgo a Mozzano, nota per il Ponte della Maddalena o del Diavolo, dall’arco più alto e particolare, attorno al quale si raccontano varie leggende: secondo la più nota, l’architetto a cui fu affidata la costruzione, chiese aiuto al Diavolo, che comparve e promise di terminare la costruzione a una condizione: quale? Il Diavolo chiese di prendere l’anima della prima persona che avrebbe attraversato il ponte. L’architetto però, riuscì ad ingannarlo, spingendo un cane randagio sull’opera. Il Diavolo si arrabbiò e sbatté la bestiola contro le pietre del ponte, mandandola all’inferno.

Ponte della Maddalena, noto come Ponte del Diavolo, a Borgo a Mozzano.
(Immagine via visittuscany.com)

L’ultima tappa parte da Borgo a Mozzano e termina ovviamente a Lucca. Si passa dalle località Diecimo – il cui nome deriva dal Decimo miglio della via Clodia –, San Donato Ponte a Moriano. In una zona della città di Lucca, poco distante dal centro conosciuto oggi, possiamo ammirare finalmente la Cattedrale di San Martino insieme al suo Volto Santo e altri tesori.

Per saperne di più su questo cammino e i luoghi attraversati, vi consiglio di leggere il libro La Via del Volto Santo, di Nino Guidi e Oreste Verrini, edito da Le Lettere.

Autore

Babbo toscano e mamma siciliana. Sono laureata in Discipline dello Spettacolo e della Comunicazione; sono volontaria dell’Associazione La Stazione; curo il sito e i social network dell’Ostello San Miniato sulla Via Francigena. Naturalmente, sono pigra, ma un po’ testarda. Oh guarda, un unicorno rosa!