Pipilotti Rist, il femminismo e l’arte

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Torniamo a parlare dell’artista post-femminista per eccellenza: Pipilotti Rist

Ne avevamo già parlato qui. Pipilotti– nome d’arte ispirato a Pippi Calzelunghe – si concentra principalmente su installazioni audio/video, perché ritiene che ci sia spazio per tutto in queste. Il suo è un lavoro unico, irriverente, pop e ironico, con un forte sottotesto politico e sociale.

Scrive Saltz a riguardo:

Il lavoro di Pipilotti Rist regala la stupefacente sensazione di muoversi nell’inconscio di qualcun altro, di venire a conoscenza dei suoi pensieri più profondi e di vedere il mondo di tutti i giorni attraverso i suoi occhi. Ti allontana da te stesso, ti piazza nel corpo o nei corpi di altri, e poi ti riporta a casa. 

Il suo primo video risale al 1986, con I’m not the girl who misses so much, ispirato alla canzone Happiness is a warm gun di John Lennon. Al centro dell’inquadratura, completamente fuori fuoco, compare la stessa Rist . Avvolta in un tubino nero, mostra un’ampissima scollatura con delle labbra pesantemente truccate. Inizia così una cover-parodia della canzone in cui, attraverso una serie di movimenti sempre più ossessivi e convulsi, l’artista, più che cantare, ripete questa litania con un ritmo sempre più accelerato e diabolico.

L’immagine cambia, si deforma, assume nuovi colori: il rosso entra in scena, portando con sé la voce, modificandola e facendole assumere nuovi connotati. Non più donna ma indemoniata, strega o ancora peggio: isterica. Pipilotti assume la forma della donna rinnegata, dell’isterica, colei che per secoli ha tormentato l’immaginario maschile, non riuscendo a incastrarsi nel ruolo a lei predestinato. L’isterica assume una valenza importante. Essa rappresenta la donna che storicamente non è stata in grado di assuefarsi e inserirsi all’interno della sua classe e nicchia, ribellandosischizofrenicamente – a essa.

Si muove quindi in questo atto parodico del videoclip, fra mossette sensuali e nudità gratuita.

Elena Marcheschi afferma che 

Rist crea così una parodia dell’allora emergente videomusica, costellata di ballerine denudate e ammiccanti, osserva quel mondo e lo ridicolizza, dando vita a una penosa e patetica donna-marionetta, goffa e svuotata di significato.

Si tratta di un primo, importante lavoro che funziona da statuto per il suo intero operato. Scimmiottando quindi i modelli contemporanei, Rist crea un nuovo immaginario, capovolto e controverso. Quello dell’associare dolcezza e durezza, contrastando la delicatezza con elementi taglienti, duri e violenti, diventa un tema ricorrente all’interno del suo operato, in un turbinio schizofrenico di emozioni.

Che sia in video, a voce o per iscritto, la lezione del giorno è solo una: non accontentatevi mai. Siate ribelli, sempre. E cercate la Bellezza ovunque essa sia.

Autore

Sono una persona che ha molte difficoltà nel descriversi, meno difficoltà nel ciarlare ed infinite nel relazionarsi col mondo. Eterno ignorante, fra mille dubbi l’unica certezza rimasta è che la dieta la inizio lunedì prossimo.