La fine della società patriarcale

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Introduzione: la Rivoluzione Francese e la fine della società patriarcale

La storia della nostra società è caratterizzata da enormi conquiste, sia per quanto riguarda le condizioni dell’uomo e dei diritti, sia per tutta quella gamma di conoscenze – scientifiche, tecnologiche, sociali – che hanno permesso di incrementare il benessere rendendolo elemento distintivo della modernità.

Alcune società, in determinati periodi storici, hanno approfittato di alcune condizioni favorevoli – fuse da una molteplicità di fattori – e hanno vissuto una serie di rivoluzioni culturali e sociali o un cambiamento delle abitudini e del modus vivendi. Prima del 1700 era molto raro che il popolo contestasse il proprio sovrano, perché si credeva che regnasse per volere divino.

Fu la rivoluzione francese a diffondere nel mondo i principi di libertà, uguaglianza e fratellanza: per la prima volta nella storia un intero popolo osava ribellarsi a un regime dispotico per sostituirlo con un governo retto dal popolo. Seppur questo esempio è riconducibile alla dimensione socio-politica, il bagaglio culturale che tale rivoluzione ha portato con sé ha cambiato in maniera totale la vita del cittadino europeo occidentale. Un’ altra rivoluzione sembra essersi decisamente compiuta o quantomeno è tale da avviarsi alla sua fase conclusiva: quella che si può individuare con la fine della società patriarcale.

Società post-patriarcato e gli scandali sessuali

Quali sono i fattori che hanno portato alla de-gerarchizzazione della società e all’avvento di quella che potremmo definire la società post-patriarcato? E qual è la lezione che i recenti scandali legati alle molestie sessuali, come quello Weinstein o quello Brizzi in Italia, portano con sé?

Il regista Weinstein

La società non è immutabile

Il patriarcato è alla fine. La struttura gerarchica, simbolica e di potere che ha retto la comunità umana più o meno fin dagli albori è definitivamente lesionata e dunque non è più in grado di fornire né giustificazioni né coperture. In questa società la molestia sessuale era condonata o, meglio, insita nella vita quotidiana alla luce del ruolo del maschio. Questi, monopolista della forza, procura il cibo e difende la prole, e per questo è gerarchicamente superiore alla femmina, di cui dispone a piacere e per il cui possesso si batte, nel caso, con altri maschi. Il patriarcato non prevede il consenso della femmina, la quale tuttavia riceve in cambio un’ampia discrezionalità nella gestione del focolare. Così ha funzionato la nostra società fino ad oggi. Il post-patriarcato è una rivoluzione antropologica in senso contrario e si può ricondurre ad alcuni fattori. Oltre alle battaglie femministe, che, a partire dal Novecento, hanno riconsiderato la posizione della donna nella società, vi sono state altre condizioni favorevoli che stanno permettendo l’abbattimento della società gerarchica. Uno di questi si nasconde in una complessa metamorfosi, generata dalla combinazione disposta di una serie di processi che hanno investito la modernità, sfociando nella ipermodernità o nella cosiddetta “vita liquida” teorizzata da Bauman.

La società liquida di Zygmunt Bauman e la rivoluzione tecnologica e digitale

Nella società liquefatta e ipermoderna di oggi, infatti, si sono via via dissolte tutte le principali strutture sociali consolidate, ma anche le strutture concettuali e pratiche, l’assetto di potere, il sistema di rappresentazione che legittimava l’ordine simbolico patriarcale prima dominante. E con esse, anche il mito dell’uomo medio maschio occidentale.

Oltre a tutto ciò vi è un altro mutamento oggettivo e sostanziale che la rivoluzione tecnologica e il digitale hanno comportato. In un mondo in cui la forza fisica conta sempre di meno, poiché in molti casi sostituita dalla tecnologia, anche il maschio, banalmente, perde di importanza ed è destinato a contare di meno. Se uomini e donne sono uguali in tema di diritti, non può può esistere una certa gerarchia di sesso. La società dovrà inglobare ed essere pronta a questa svolta.

Cosa c’entra tutto questo con gli scandali sessuali?

Molto ci sarebbe da dire sul dibattito italiano riguardo gli scandali sulle molestie che, in verità, non si è posto sotto una logica oggettiva. I giornalisti e le tv sembrano dare maggiore rilevanza ai fattori della credibilità della vittima e il presunto carrierismo che avrebbe conseguito l’atto. Pochi hanno dato spazio al fenomeno che qui abbiamo, a grandi linee, descritto. Ciò che sembra derivarne è una ricollocazione di un mutamento culturale e di struttura della società nella sfera del “gossip” e della gogna mediatica. Nonostante questo, la forza straordinaria del caso Weinstein, che ha scatenato reazioni in ogni angolo del mondo, consiste nella possibilità, offerta a qualsiasi donna, di uscire dal silenzio e prendere la parola. Questa possibilità è altresì direttamente proporzionale al tramonto e al superamento della società patriarcale. La presa di coscienza di questo mutamento è un’azione imprescindibile per avviarci verso un mondo in cui l’equità delle condizioni siano il motore attivo della società.

Autore

È uno studente laureato in Storia Contemporanea presso l’Università degli studi di Pisa