Cara Catastrofe. Serissime indi(e)cazioni per sopravvivere all’amore

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Il ragazzo della porta accanto

Cara Catastrofe,
Sono una ragazza di 20 anni innamorata del suo vicino di casa. Mi batte il cuore solo a pensarlo, quando lo vedo passare vorrei buttarmi fra le sue braccia, vorrei parlargli, esprimergli tutto il mio amore. Ma mi vergogno. Lui mi sorride, mi fa le battute ma niente di più.
Anzi, mi racconta delle sue avventure e delle sue conquiste, e io tutte le volte ci rimango male. Sogno che potrebbe essere il compagno della mia vita! A me lui piace ma credo che per lui non valga lo stesso!
Cosa mi dici tu Cara Catastrofe..che non ho speranze?
Ti abbraccio e aspetto da te un suggerimento
Cara ragazza innamorata,
quello del ragazzo della porta accanto è un classico. Sai, vorrei cambiare casa più spesso per innamorarmi di nuovi vicini di casa! Ma questo è un altro discorso.
Ti immagino proprio con la faccina trasognante che guardi verso la sua finestra…e fantastichi sulla vostra vita insieme.
Eccomi qua
Dall’altra parte della strada quando conta non sentirsi a metà
E non so se dal palmo di una mano si capisce se si può andar lontano.

Pensi che insieme potreste andare lontano, pensi sia la tua dolce metà, hai già immaginato tutta la vostra vita insieme. Ok, ma sei ancora ferma alla finestra. La cosa buffa è proprio il fatto che tu ti limiti solo a guardarlo (e poi cantarlo, forse!)…
Perché sono come sono anche se non so il perché
Ma considerando il fatto che anche tu mi stai guardando quindi
Quindi, è davanti a te! Che aspetti?
Agisci. Questo non significa che tu ti debba subito dichiarare. Una cosa alla volta.
Lui ti racconta delle sue conquiste e ti rattrista? Lascia perdere, forse è perché non avete mai parlato d’altro. Vai oltre le sue storie e le sue aspirazioni. Cerca di conoscerlo meglio. Lo stai idealizzando troppo e lo vedi perfetto così (e forse è proprio quello il bello!). Dopo qualche chiacchiera in più, magari scoprirai che non ti interessa così tanto. In alternativa mettiti fuori dalla finestra e comincia a cantare:
Lo sai che c’è
Che vorrei chiederti che lavoro fai quale aspirazioni hai
E lo so
Che vorrei prenderti e portarti altrove senza distrazione.

Autore

Trentina, classe ’94. Scrivo (diari disperati) dal 2003. Qualche anno fa, a Verona, ho incontrato il grande amore della mia vita: la radio. Ora studio a Torino, dove continuo a fare le cose che mi piacciono di più: parlare e scrivere (continuamente).