Mary Wigman, l’universalità della danza primordiale

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Il 13 novembre 1886 nasceva ad Hannover una grande danzatrice, Mary Wigman, considerata una delle massime esponenti della danza libera tedesca e pioniera della danza moderna. Definita dalla storica Laure Guilbert l’incarnazione del “modernismo reazionario” nella danza, Mary esplorò nuovi percorsi artistici insieme a uno dei suoi maestri, Rudolf von Laban, che segnò il suo percorso artistico con l’ambizione utopica di andare contro le degenerazioni della modernità. In questo senso, i due danzatori portarono nella danza moderna il tentativo di rinascita spirituale nel mondo moderno, trasferendo nel corpo del danzatore il senso di un “tempio sacro”. Il corpo, centro del mondo, era uno spazio sacro in grado di restaurare l’esperienza sacrale primitiva e restituire al mondo la sua “valenza cosmologica” originaria.

Gli albori e l’incontro con Rudolf von Laban

Mary studiò per due anni la ritmica di Émile Jaques-Dalcroze nella sua scuola di Hellerau, nei pressi di Dresda. In seguito divenne allieva di Rudolf von Laban dapprima a Monaco di Baviera e poi sul Monte Verità nei pressi di Ascona in Svizzera. Tra il 1913 e 1919 avviò un’intensa ricerca sperimentale nel tentativo di ridare al mondo, almeno nell’arte della danza, l’incanto perduto. L’incontro tra von Laban e Mary Wigman portò ad un periodo di sperimentazione della “kinosfera” vissuta come esperienza estetica (ed estatica) del sacro, una via mistica per uscire dalle logiche dello sfruttamento capitalistico. La kinosfera era intesa come il luogo del movimento del corpo dell’artista, che avveniva dentro una geometria circoscritta, la sfera.

Gli atelier di von Laban e della Wigman furono delle “comunità di lavoro festivo”, come essi le definirono, ovvero comunità spirituali che si occupavano di danza, ma anche di nuove teorie e pratiche dove trovavano posto Carl Gustav Jung e Rudolf Otto, il comunitarismo di Ferdinand Tönnies, la musica di Richard Wagner e molti altri. Mary venne anche a contatto con le correnti artistiche dell’avanguardia, dall’Espressionismo al Dadaismo, ricevendo una serie di stimoli che arricchirono ulteriormente il suo linguaggio espressivo.

Il debutto

Il suo debutto come solista si ebbe nel 1914 con la prima versione della “danza della strega”Hexentanz, un assolo che riproporrà in seguito e diverrà il suo emblema. Questo spettacolo, nato dopo una sofferta fase di elaborazione, era una sorta di lotta per mettere a fuoco un’immagine interna che la ossessionava. La soluzione del problema giunse inaspettata quando una notte si specchiò e vide riflessa l’immagine di un’invasata, con gli occhi infossati e disordinata. L’immagine tanto a lungo cercata era quella di una strega, una creatura demoniaca, che divenne il nucleo ispiratore. In questo assolo, danzato seduta, la Wigman aveva il volto coperto da una maschera, da lei usata con l’intento di cancellare l’individualità di chi danza ed esaltare l’universalità dell’essere umano. I suoi movimenti erano bruschi, caricati di una gestualità interrotta, spezzata e carica di simbolismi drammatici, nella ricerca di una danza assoluta, primordiale, dove supera l’io della danza classica accademica, verso un linguaggio universale. La Wigman si interessò di mitologia extra-europea, di danza tribale africana e di maschere ancestrali.

La Wigman ispirò il lavoro di creazione del metodo Graham, Martha Graham infatti assistette ad un suo spettacolo nel 1957 a Berlino restandone impressionata.

Riguardo all’uso della maschera venne influenzata dal pittore Emil Nolde, che le fece conoscere il fascino delle danze e delle maschere africane, australiane ed asiatiche.

La Tanz-drama

Nel 1920 a Dresda Mary fondò una scuola innovativa di danza e inventò la Tanz-drama, la danza di gruppo, un “lavoro coreografico incentrato sulle dinamiche corporali e sulle emergie spaziali”. Nella sua idea la Wigman tentò di “riconciliare il principio di autorità con quello dell’autonomia, il peso della comunità e il primato dell’individuo”. Nacquero così le sue opere: Szenen aus einem Tanz-drama, Totentanz, Totenmal che però andarono progressivamente spostandosi verso una sorta di autoritarismo, verso il “principio del Capo”. Nel suo lavoro Totenmal (Monumento ai morti) fu la stessa Wigman a svolgere questo ruolo di Capo, incarnazione della guida ideale in grado di trasformare la massa amorfa in una comunità organica e spirituale.

La Wigman mise a punto inoltre un sistema di insegnamento basato sulla respirazione e sul principio della “tensione/distensione” (Anspannung/Abspannung). La poetica della Wigman si fondava sul rapporto uomo-spazio, vissuto non tramite le cadenze musicali obbligate ma seguendo il ritmo interiore dell’uomo. Perciò le sue coreografie si svolgevano spesso senza musica oppure erano accompagnate da strumenti a percussione.

Politica e danza

La Wigman era vicina a quella corrente culturale che nell’ideologia nazionalsocialista situava la danza moderna nei filoni di ricerca dei una identità politica “nazionale”. Infatti ottenne un incarico regionale (a Dresda) nella Lega nazional-socialista degli insegnanti. Nel 1942 il regime nazista la costrinse a chiudere la sede di Dresda e Mary, profondamente convinta dell’Ausdruckstanz, la nuova forma di danza espressiva e lontana dal balletto classico, riparò prima a Lipsia e, successivamente alla Seconda Guerra Mondiale, a Berlino.

In ogni caso, nel sistema totalitario tedesco la danza ebbe un suo ruolo e beneficiò dei sostanziosi aiuti economici del regime. Le scuole private, come erano quelle della Wigman, furono indirizzate verso le organizzazioni professionali del NSDAP nel Fronte di lotta per la Cultura tedesca. La decisione di far aderire la rete di atelier di danza della Wigman alle organizzazioni ufficiali del nazionalsocialismo fu presa nel luglio 1933 nel corso di un lungo congresso. Oltre ai dibattiti furono impegnati seminari e spettacoli, danzatori, coreografi, pedagoghi, vecchi e nuovi allievi. Al termine Mary Wigman e la famosa ballerina Gret Palucca a nome dei congressisti tutti chiesero l’adesione alle organizzazioni naziste del settore. Tra i suoi numerosi spettacoli ricordiamo la sua partecipazione alle Olimpiadi di Berlino nel 1936.

Dopo la guerra

Nel 1943 lavorò con il musicista Carl Orff all’allestimento dei Carmina Burana ma con i bombardamenti incombenti non poté essere rappresentata. Ad aprile gli americani avevano bombardato la casa tedesca della danza a Berlino. Nel 1967 riuscì finalmente a trasferire la sua scuola a Berlino. Fu grazie alla sua allieva e assistente Hanya Holm, designata a dirigere detta sede, che il metodo della Wigman si diffuse oltreoceano fino ad influenzare in modo considerevole uno dei maggiori coreografi americani: Alwin Nikolais. Morì a Berlino Ovest il 18 settembre 1973.

Noi di 5avi.net abbiamo voluto rendere omaggio a una grande danzatrice, che ha contribuito alla crescita ed allo sviluppo della danza moderna.

La nostra fede nel teatro è imperturbabile. Il futuro deciderà se il nostro desiderio e la nostra volontà sono in grado di riportare il destino dell’uomo ad un teatro che le generazioni successive possano risentire e rivivere come ‘culturale’ in un nuovo significato.

Autore

Studentessa in Storia delle Arti Visive e dello Spettacolo presso l'Università di Pisa. All'età di 6 anni ho abbracciato l'affascinante mondo della danza e del teatro, che tutt'ora continua a regalarmi grandi emozioni. "Che cosa è il teatro? Una delle testimonianze più certe del bisogno dell’uomo di provare in una sola volta più emozioni possibili". (Eugène Delacroix)