Ogni giorno parliamo contemporaneamente due lingue

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Come viene esposto nel libro La Pragmatica della Comunicazione di Paul Watzlawick, Don D. Jackson e Janet Helmick Beavin, l’essere umano è l’unico animale che comunica contemporaneamente attraverso due canali, il digitale e l’analogico: questi vanno a corrispondere rispettivamente al linguaggio verbale e non verbale.

Gli autori mettono in luce come possano insorgere problemi se si alterano i processi di traduzione da un linguaggio ad un altro. Facciamo alcuni esempi.

Esprimere i propri sentimenti e le proprie emozioni è molto difficile attraverso il linguaggio verbale, spesso infatti risultiamo poco credibili se questo non è accompagnato da un linguaggio non verbale appropriato.

Ti amo

È una frase bellissima ma può diventare terribile se detta con un tono di voce, una mimica e una postura non adeguata.
Il linguaggio non verbale è più adatto ad esprimere le emozioni e definire la relazione fra gli interlocutori: “mi passi la penna” è un messaggio che assume valenze differenti se detto con tono lieve e dimesso o in modo brusco e con un tono di voce alto.
Tale definizione di relazione avviene però in modo ambiguo, non chiaro, tanto che un sorriso può comunicare apertura o disponibilità, ma anche nervosismo e disapprovazione.

A causa dell’ambiguità del non verbale possono crearsi fraintendimenti che possono essere alla base di conflitti importanti, in questi casi è fondamentale meta-comunicare: parlare della relazione attraverso il linguaggio verbale risulta molto più specifico che parlarne rispetto all’analogico.

Relazioni

Parlare della relazione vuol dire dichiarare come vediamo il nostro interlocutore e come vediamo il modo in cui lui ci vede; ognuno dovrebbe definire e rendere esplicita la propria posizione in rapporto all’altro. Tale difficoltà è alla base di molti problemi di coppia, si litiga continuamente sui contenuti della comunicazione e non si affronta il problema basilare della relazione: si discute riguardo a quale programma vedere alla tv, a cosa mangiare, a quale sport praticare, a quali vestiti acquistare, a quale ristorante andare, ecc.

Ma il problema a livello di relazione è uno.

Chi è che ha il diritto di prendere queste decisioni e perché?

Questo, come il lettore può intuire, ci riporta al problema di sopra. Anche se definita in modo chiaro la relazione, infatti, la situazione può rimanere ancora poco credibile se non supportata da una comunicazione non verbale appropriata.

Come sintetizzano gli autori della Pragmatica: gli esseri umani comunicano sia con il modulo numerico che con quello analogico. Il linguaggio numerico ha una sintassi logica assai complessa ma di estrema efficacia sebben manchi di una semantica adeguata nel settore della relazione, mentre il linguaggio analogico ha la semantica ma non ha nessuna sintassi adeguata per definire in un modo che non sia ambiguo la natura delle relazioni.
A volte questa difficoltà è alla base di vere e proprie tragedie. In questi casi può essere importante fare una psicoterapia per aiutare le persone nel difficile compito di una funzionale traduzione dal non verbale al verbale, e viceversa.

Autore

Psicologo e Psicoterapeuta. Specializzato in Psicoterapia Breve Strategica. Membro dell'Istituto di Psicoterapia Strategica- Interazionista con sede a Livorno. Esercita la libera professione a Livorno, Empoli e Lucca.