Il bello di essere Michele Mari

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Chi è Michele Mari

Michele Mari è uno scrittore italiano contemporaneo che è circondato da un’aura di mistero sui generis. Lo descrivono come una persona segregata nei propri pensieri, difficile da avvicinare e da invitare a eventi pubblici, che evita con la maestria di un evaso. È un disagio sincero, il suo, dovuto probabilmente al suo rapporto tormentato con la famiglia, ma ciò, con ovvietà, appare agli occhi di chi si ferma prematuramente una grande provocazione, provocazione che si concretizza nel dilagante successo che lo scrittore ha nelle fila dei lettori.

Provocazione

Ed è proprio per questo che vorrei assecondare la mia di provocazione, quella di provare a raccontare un personaggio che odia le apparizioni pubbliche e che riesce, solo con le parole, a raccontarsi meglio di quanto possa farlo in un qualsiasi evento mondano. Ultimamente ho avuto modo di partecipare a molti eventi culturali, di quelli in cui bevi un sorso di vino e parli di tutto, di quelli che ti lasciano col pensiero che tutto è condivisione. Ho conosciuto, virtualmente e non, molti personaggi “pubblici”, scrittori che hanno la capacità di relazionarsi con il mondo come fosse sempre stato loro, l’ambiente prediletto di protagonisti ben inseriti in società e con una dialettica chiara, diretta, infallibile. E sì, nutro invidia per questo genere di persone, perché per quanto mi sia sforzato di farlo, mi riesce difficile essere uno di loro. Da spettatore è tutto bellissimo, ma per quanto mi riguarda la mia scrittura è e rimane privata, come se dovessi nascondere qualcosa di sconosciuto, alzare la mano per dare l’impressione di svelare qualcosa ma abbassarla subito dopo per illudere tutti.

Anti-social e verderame

Ecco. Mari è questo genere di intellettuale, ma soprattutto questo genere di uomo. Le sue ambientazioni che celebrano l’infanzia e la crescita, il potere che hanno i bambini nei suoi lavori è inserito in un contesto al confine con l’horror e il fantastico. “Verderame” ne è un esempio illuminante, la storia di un ragazzino che per aiutare un uomo alle prese con i vuoti di memoria si ritrova a fare i conti con misteriose lumache e significati nascosti nella cantina. Michele Mari ti trascina nella sua ricerca maniacale delle parole giuste, nei suoi luoghi inafferrabili, nelle sue idee strampalate e profonde per provocarti e indurti alla mancanza della voglia di riemergere.

Incontri

Che poi, qual è il modo migliore per avere esperienza di un essere umano se non vederlo? Guardate qualche suo intervento e capirete la sua difficoltà nell’espressione in pubblico, il suo distacco e la poca profondità nelle parole dei suoi discorsi, mettetele al confronto con un’intervista scritta e incontrerete l’abisso che separa i due uomini, quello che parla e quello che scrive. Le parole scritte di Mari sono un universo non replicabile a voce, una dimensione circoscritta che si può trovare solo immergendosi nelle pagine, in nessun altro modo.

Apparizioni

Tra le sue (rare) apparizioni in pubblico, ce n’è una particolarmente vicina, quella del prossimo 27 ottobre a Pistoia, in un posto dal nome “Les Bouquinistes”. Per chiunque abbia voglia di approfondire, penso che questa sia una buona occasione. Io mancherò, ho voglia di tenere per me il piccolo Mari che ho conosciuto e lasciargli la sua dimensione che ha creato per me.

Autore

Di sangue napoletano, di crescita senese, di maturità fiorentina passando per le strade bolognesi, romane e milanesi. Scrivo da paranoico, leggo da affamato. E amo spendere soldi.