Eminem si lancia all’attacco di Trump con “The Storm”

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La musica dovrebbe limitarsi ad intrattenere coloro che l’ascoltano, essere disimpegnata e fermarsi ad una semplice dimensione ricreativa, oppure dovrebbe andare oltre e farsi testimone di ciò che avviene intorno a noi, addirittura tentando di porre rimedio alle ingiustizie, alle diseguaglianze e ai torti che caratterizzano la società odierna?

Quando la musica, e l’arte in generale, non si accontenta di osservare la realtà circostante e descriverla oggettivamente, ma si “impegna” politicamente, cercando di raccontare le ingiustizie, le storture e le diseguaglianze della società, a quel punto si trasforma in uno dei veicoli più efficaci e potenti di diffusione di opinioni, di idee, e perché no, anche di propaganda politica.

“The Storm”: Eminem lancia un’offensiva durissima, frontale e su più fronti contro il Tycoon

L’ultimo singolo di Eminem, intitolato “The Storm“, senza dubbio può essere definito un esempio perfetto di come la musica sia in grado di analizzare e osservare con profondità e lucidità le contraddizioni e le anomalie della società (americana in questo caso).

Il rapper di Detroit ha registrato il brano inedito in occasione dei Black Entertainment Television Hip Hop Awards, lanciando un attacco frontale e durissimo nei confronti del Presidente Donald Trump, su una serie di questioni sia di politica interna, sia di politica estera. Con un testo dallo stile tagliente, diretto, micidiale, ha definito il presidente americano “un kamikaze che probabilmente causerà un olocausto nucleare”.

Il Presidente degli Stati Uniti Donald Trump

Cause what we got in office now's a kamikaze 
That'll probably cause a nuclear holocaust.


Chiaro riferimento alla linea dura che il
Tycoon sta tenendo nei confronti del dittatore Nord-Coreano Kim-Jong-un, e che sta causando non poche preoccupazioni a livello internazionale. Il cantante accusa inoltre il presidente americano di alimentare un clima di odio razziale, di tensione e di paura, al semplice scopo di dividere gli americani e attuare senza intralci il suo programma elettorale.

And while the drama pops 
And he waits for shit to quiet down he'll just gas his plane up 
And fly around 'til the bombing stops 
Intensities heightened, tensions are risin' 
Trump, when it comes to givin' a shit, you're stingy as I am ,

Razzismo, clima interno pesante, xenofobia, manipolazione dell’informazione e dell’opinione pubblica: i misfatti di Trump

Altra critica pesante che Eminem rivolge a Trump riguarda il tema del razzismo, alla luce delle dichiarazioni anti-Islam rilasciate durante la campagna elettorale e anche successivamente alla sua elezione, ai provvedimenti contro i profughi provenienti dai paesi islamici e non solo (il famoso “Muslim Ban“, e l’altrettanto noto progetto del “Wall” da costruire al confine col Messico col pretesto di arginare l’immigrazione clandestina proveniente dallo Stato vicino e aumentare la sicurezza interna).

Except when it comes to havin' the balls to go against me, you hide 'em 
'Cause you don't got the fuckin' nuts like an empty asylum 
Racism's the only thing he's fantastic for 
'Cause that's how he gets his fuckin' rocks off and he's orange

 

Fra le accuse più gravi attribuite al presidente a stelle e strisce, c’è quella di attaccare meschinamente qualsiasi forma di dissenso (i giocatori dell’NFL – National Football League – che si inginocchiano durante l’inno americano in segno di protesta) al solo scopo di manipolare l’opinione pubblica, sviando l’attenzione da questioni di primaria importanza per la società americana (il controllo e la regolamentazione delle armi e gli aiuti alle popolazioni colpite dagli uragani che si sono susseguiti nelle ultime settimane).

Giocatori NFL si inginocchiano durante l’inno americano protestando contro Trump e le sue dichiarazioni razziste

That's why he wants us to disband 
'Cause he can not withstand 
The fact we're not afraid of Trump 
Fuck walkin' on egg shells, I came to stomp 
That's why he keeps screamin', "Drain the swamp!" 
'Cause he's in quicksand 
It's like we take a step forwards, then backwards 
But this is his form of distraction 
Plus, he gets an enormous reaction 
When he attacks the NFL so we focus on that in– 
–stead of talkin' Puerto Rico or gun reform for Nevada 
All these horrible tragedies and he's bored and would rather 

Supporto ai reduci di guerra, ai soldati, dichiarazione d’amore per la propria nazione, odio verso il proprio Presidente

Sul finire della canzone, Eminem non manca di far sentire il proprio sostegno ai reduci di guerra, ai soldati impegnati per proteggere la sicurezza degli Stati Uniti, e ovviamente non può mancare una dichiarazione d’amore verso la propria patria, ribadendo però in tutto ciò il proprio disprezzo verso Trump e lanciando un appello agli americani affinché prendano coscienza della gravità della situazione interna e lottino assieme a lui per rendere migliore e più giusto il proprio paese.

Musica e arte: fari per guidare la nave fuori dalla tempesta

In un periodo piuttosto turbolento e convulso, sia per la società che per la politica americani, il mondo musicale e artistico statunitensi stanno esercitando un ruolo centrale di megafono dell’opinione pubblica e di testimone del disagio di ampi strati della popolazione, che sono profondamente colpiti e penalizzati dalle politiche autoritarie e xenofobe del governo Trump, e dal pesante clima sociale e politico che si respira negli States, che sta provocando divisioni e lacerazioni sempre più profonde all’interno del tessuto sociale. La canzone di protesta, come questa di Eminem, così come moltissimi altri casi che si sono susseguiti nel corso dei decenniè un esempio lampante e vivido del fatto che il mondo dell’arte non è un semplice spettatore e attore passivo di questa partita che si chiama politica, ma è al contrario un protagonista attivo e può esprimere come pochi linguaggi espressivi sanno fare, il dissenso, la rabbia, la disperazione, la sofferenza che  il potere può provocare alle persone se non è guidato da criteri come il bene comune e la ricerca della felicità, che la stessa costituzione americana sancisce come uno dei diritti inalienabili dell’individuo.

Support for the Klansmen 
Tiki torches in hand for the soldier that's black 
And comes home from Iraq...

Unless you're a POW who's tortured and battered 
'Cause to him you're zeros 
'Cause he don't like his war heroes captured 
That's not disrespectin' the military 
Fuck that, this is for Colin, ball up a fist!...

Fuck you! 
The rest of America, stand up! 
We love our military, and we love our country 
But we fucking hate Trump!

Autore

Nato nel 1991, studente di Giornalismo e cultura editoriale a Parma, appassionato di motori, sport, calcio e musica. Amante della lettura, del caro vecchio Rock n' Roll e super tifoso del Cagliari. Scrivo di musica perché sento di essere in debito verso questa nobile arte che tanto mi ha dato e a cui cerco di restituire qualcosa, sperando di render buon servizio.

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