“The Night Of”: quando una notte ti cambia la vita

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Dove eravate la notte del 24 Ottobre del 2014?

Probabilmente molti di voi non se lo ricordano nemmeno, forse è stata una sera come tutte le altre. Ma per il protagonista della serie che vi sto per raccontare, quella data è il giorno nel quale il mondo gli è crollato addosso. Nasir, detto Naz (Riz Ahmed), questo è il suo nome, è un ragazzo di origine pakistana che vive e studia a New York. È uno studente modello, è benvoluto da tutti, e aiuta spesso con le faccende domestiche. Cosa potrà mai succedere quindi a Naz in una sola notte da fargli cambiare il resto della sua vita? È quello che scopriremo in The Night Of, miniserie in 8 episodi trasmessa da HBO nell’estate 2016, e arrivata in Italia, su Sky a dicembre.

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The Night Of ha cominciato a suscitare la mia attenzione quando, a febbraio, ottenne tre candidature ai Golden Globes, e più recentemente, ha permesso di vincere un Emmy a Riz Ahmed per la sua interpretazione. I creatori della serie sono Richard Price e il premio Oscar Steven Zaillian, due sceneggiatori che hanno collaborato anche con Scorsese, Spielberg e Ridley Scott. L’idea iniziale era di fare una versione americana della serie inglese Criminal Justice.

Cos’è successo quella notte?

La sera del 24 Ottobre Naz è invitato ad una festa da alcuni amici. Trovatosi d’improvviso senza un passaggio decide di prendere senza permesso il taxi di suo padre e attraversare mezza città. Fermo per chiedere indicazioni, Naz si imbatterà in Andrea, una strana ragazza che gli chiede un passaggio. Naz non sa come dirle di no e passa con lei la notte, prima su un molo e poi a casa della ragazza. I due cominciano a bere e ad assumere droga, fino a che non finiscono a letto a fare sesso. Qualche ora più tardi, Naz si risveglia in cucina, va a raccogliere le sue cose per andarsene e trova in camera il corpo di Andrea in un lago di sangue. Preso dal panico, Naz fugge dall’appartamento facendosi notare dal vicino di casa, imbocca un senso vietato e viene fermato da una volante.

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Gli eventi precipitano quando la stessa volante viene chiamata per andare a controllare l’appartamento di Andrea. Naz viene portato in centrale per eseguire l’alcol test, ma al momento della perquisizione, gli agenti trovano un coltello insanguinato nella sua tasca. Tutti i sospetti ricadono immediatamente su di lui.  Durante la sua prima notte in cella, il suo sguardo attirerà quello di John Stone (John Turturro), singolare avvocato d’ufficio che si prende incarico della sua difesa. Stone vede in lui una possibilità per rilanciare la sua carriera, ma prende anche a cuore la questione e sostiene il ragazzo come meglio può.

The Night Of è diverso dal resto

Quello che colpisce vedendo per la prima volta The Night Of è la straordinaria fotografia desaturata e perennemente spenta. Gli ambienti, che siano interni o esterni, sono freddi e grigi; c’è un’aura di tristezza che pervade la scena in maniera costante. Le inquadrature poi, sono studiate nei minimi particolari, come vedrete nel video qui sotto. Certo, la fotografia cupa non la rende unica nel suo genere, molte altre serie crime o legal adottano lo stesso metodo. Cos’è quindi che rende The Night Of diversa dalle altre serie?

Avendo visto entrambe le serie recentemente, ho cercato un confronto tra The Night Of e la prima stagione di American Crime Story. Sebbene l’una sia un prodotto di fantasia mentre l’altra è la fedele ricostruzione degli atti del processo ad O.J. Simpson, in entrambe è presente un elemento che ha influito particolarmente nell’udienza: la questione razziale. Se però da una parte c’è una strumentalizzazione della questione per tentare una difesa disperata; in The Night Of il fatto che Naz abbia origine pakistane e che sia musulmano fa da pretesto per indagini sommarie e la chiusura verso nuovi indizi che potrebbero ribaltare il caso.

I personaggi e la loro evoluzione

Un’altra serie messa a confronto con The Night Of  in quanto anche legal drama, ma soprattutto per la figura dell’avvocato è Better Call Saul. John Stone è molto simile negli atteggiamenti a Jimmy McGill: entrambi sono avvocati d’ufficio in cerca di un riscatto, si autopromuovono con slogan strampalati, hanno una parlantina fluida e pungente. Li differenzia il senso di giustizia: Jimmy è propenso all’illegalità e alle scorciatoie, John è più attento a non oltrepassare il limite; i suoi momenti comici riguardano sempre il fastidioso problema ai suoi piedi e i suoi tentativi di curarlo.

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Naz è il personaggio che subirà il cambiamento più radicale: all’inizio degli eventi è all’apparenza un ragazzo modello; da quando entra in carcere inizia un percorso che lo prova fisicamente e mentalmente, subendo i soprusi dagli altri prigionieri e l’indifferenza delle guardie. L’unica ancora di salvezza in quell’ambiente arriva da Freddy Knight (Michael K. Williams), un prigioniero che ha in mano il carcere. Freddy, vedendo in Naz qualcosa, gli dà protezione in cambio della sua totale fedeltà. Da parte sua, Naz assume atteggiamenti contrastanti ad ogni udienza: è sciocco quando tenta di scagionarsi alla prima; è determinato quando continua a rischiare l’ergastolo pur di non patteggiare; e infine si dimostra sprezzante del verdetto del giudice.

Attenzione, nell’ultimo paragrafo farò spoiler sul finale di The Night Of, se non l’avete ancora visto non continuate.

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Ovviamente il mondo intorno a Naz, una volta uscito di prigione, sarà cambiato così come accaduto ad O.J. Simpson. Il rapporto con i suoi genitori, prima felice, è ora incrinato da un sospetto: quello di sua madre sulla sua innocenza. Con l’ultimo stadio dell’evoluzione di Naz, la serie esprime una feroce critica al sistema giuridico e di detenzione. Quello che è stato rimesso in libertà è un individuo che ha palesato e peggiorato tutti i suoi sbagli passati. Se un tempo Naz è stato protagonista di episodi di violenza scolastica, adesso non esiterebbe a farsi giustizia da solo. Se prima assumeva farmaci per migliorare l’attenzione nello studio, adesso è dipendente dal crack. Infine, il fatto che sia uscito di prigione, non per aver dimostrato la sua innocenza, ma per uno stallo della giuria, lo macchierà – agli occhi degli altri – per il resto dei suoi giorni, di una colpa non sua.

Autore

Vedo cose, ascolto tutto, sono attento ai dettagli e preciso per formazione. In realtà non sono mai stato serio in vita mia, ma nessuno è mai riuscito a darmi ragione.