La villa di Poggio Adorno: un itinerario artistico e architettonico

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La villa di Poggio Adorno è una magnifica costruzione che si trova a metà strada tra Staffoli e Santa Croce sull’Arno, pur facendo parte del comune di Castelfranco. Oggi è di proprietà dei quattro nipoti di Germinal Giovacchini, che ha acquistato la villa dal marchese Bargagli. Ho potuto visitare la tenuta grazie alla squisita disponibilità di uno dei proprietari, Roberto Giannoni, e di sua moglie Stefanella. E credetemi, non potevo rimanerne più stupita ed estasiata. Gli interni sono di una preziosità e di una raffinatezza unici, in contrasto con la severa austerità dell’esterno.

Facciata principale della villa di Poggio Adorno

Facciata principale della villa di Poggio Adorno

Cenni storici

La villa venne costruita in forme rinascimentali nella seconda metà del Seicento, per iniziativa di Domenico Guerrini, su una torre preesistente – di cui rimane testimonianza nello stemma araldico posto alla sommità dell’ingresso. Denominata “villa di Poggio Adorno” per la vegetazione lussureggiante che l’accoglie, porta in realtà il nome delle famiglie Vettori e Bargagli che l’hanno posseduta. Una in particolare, la marchesa Maria Ottavia Vettori Placidi, morta nel 1878, ne ha fece un luogo di incontro per artisti e letterati. Non a caso qui soggiornò il pittore macchiaiolo Cristiano Banti, nativo di Santa Croce sull’Arno, che aveva trovato nella marchesa un’importante mecenate. Il rapporto tra i due era molto stretto – all’epoca le indiscrezioni si sprecavano – tanto che, per lascito testamentario, alla morte della Vettori la villa passò nelle mani del pittore.

Il parco

Il parco attorno alla villa è molto ampio e comprende vari ettari di bosco. Quello che colpisce di più e che si può ammirare al meglio dai piani alti è il giardino all’italiana che si trova sul retro.

Giardino all’italiana sul retro della villa

Uscendo da una porticina nascosta dalle piante e camminando lungo il circuito esterno del muro ornato da un’antica siepe in bosso, si arriva ad un “labirinto“. Il percorso che si snoda in una selva di lecci, è delimitato da basse siepi di alloro e conduce alla “grotta dell’eremita”, San Benigno, protettore delle giovani in età da marito e le cui spoglie sono conservate nella chiesetta della villa.

Statua di San Benigno nella Grotta dell'eremita

Statua di San Benigno nella Grotta dell’eremita

Labirinto

Il labirinto della villa

Gli interni della villa di Poggio Adorno

Articolata su tre piani, di cui quello superiore assume le funzioni di locale di servizio, la villa mostra una cura particolare nell’arredamento. Il pianterreno è occupato da un ampio salone con un camino in pietra serena con annesse due stanze: la prima è uno studio molto raffinato, ricavato da una cappella, mentre la seconda è un salottino collegato ad un bagno. Curato nei minimi dettagli è l’antibagno, adorno di una tappezzeria a motivi orientali.

Lo studio a pianterreno

Ciò che è davvero splendido è il piano nobile, a cui si accede mediante due rampe di scale in pietra serena voltate a botte. Il salone principale, corredato da un balconcino che si affaccia sulla vallata da cui si possono scorgere le torri di San Mianiato, ha le pareti interamente affrescate con dei trompe-l’oeil che riproducono il paesaggio circostante. L’effetto di smaterializzazione delle pareti è molto suggestivo e si ripete in quello che probabilmente è l’ambiente più curioso della villa. Dal salone si accede, infatti, nella presunta stanza di Cristiano Banti, il quale probabilmente intervenne nella decorazione pittorica della stessa.

Il salotto del piano nobile

Il salotto del piano nobile

Un particolare del trompe-l'oeil nella presunta camera di Banti

Un particolare del trompe-l’oeil nella presunta camera di Banti

Dettaglio degli affreschi nella presunta camera di Banti

Dettaglio degli affreschi nella presunta camera di Banti

Sono molti altri gli annessi alla villa, come ad esempio la chiesa attigua, a navata unica con abside poligonale, oppure la limonaia; il tutto accresce il pathos di questo luogo, rendendolo suggestivo ed inimitabile.

Autore

Sono una storica dell'arte amante dell'architettura, che studio con passione all'Università di Pisa. Amo leggere, passeggiare con i miei cani e trascorrere le giornate in tranquillità all'aperto. Spero di diventare, in futuro, una ricercatrice nell'ambito dei beni culturali.